| Titolo originale | Black Sea |
| Anno | 2015 |
| Genere | Avventura, Thriller, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 115 minuti |
| Regia di | Kevin Macdonald |
| Attori | Konstantin Khabenskiy, Michael Smiley, Sergey Puskepalis, David Threlfall, Tobias Menzies Scoot McNairy, Jude Law, Bobby Schofield, Sergey Kolesnikov, Ben Mendelsohn, Grigoriy Dobrygin, Sergey Veksler, Jodie Whittaker. |
| Uscita | giovedì 16 aprile 2015 |
| Distribuzione | Notorious Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,84 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 23 aprile 2019
Licenziato, Robinson decide di riscattarsi con un'impresa straordinaria: recuperare l'immenso carico d'oro contenuto in un sommergibile tedesco che giace sul fondo del Mar Nero dal 1941. In Italia al Box Office Black Sea ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 1,1 milioni di euro e 535 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Vessato e fiaccato dalla vita, da un matrimonio fallito per questioni economiche, dalla frustrazione di una figlia che non vede mai e da un lavoro che l'ha mollato, il capitano Robinson accetta di giocarsi tutto in una missione clandestina ma potenzialmente miliardaria. Sul fondale del Mar Nero giace il relitto di un sottomarino russo che trasportava un carico d'oro dalla Russia di Stalin alla Germania di Hitler, qualcuno ha il punto esatto, occorre solo un equipaggio così disperato da essere disposto a rischiare la vita in una missione di recupero. Con un manipolo di uomini selezionati tra il peggio (che paradossalmente è il meglio) disponibile sul mercato inglese e russo (il sottomarino che useranno viene da lì e occorre qualcuno che parli la lingua), Robinson deve navigare di nascosto al di sotto della flotta russa stanziata sul Mar Nero e contemporaneamente tenere a bada la follia avida che prende piede tra i suoi uomini.
Il cinema dei sottomarini è un sottogenere a sè che si nutre di contraddizioni, unisce le convenzioni dei film di guerra, d'azione e thriller, con le regole ferree dei drammi d'interno, è necessariamente alimentato dalla parola ma adotta uno stile (quello dei film virili) per il quale occorre parlare il meno possibile e "fare" il più possibile, in cui quel che viene detto non conta mai quanto ciò che viene fatto e spesso è in contraddizione con esso.
Black Sea aderisce goduriosamente ad ognuna di queste regole e prova un piacere condivisibile nel mettere il suo gruppo mal assortito di protagonisti nel luogo più spiacevole e nelle condizioni peggiori.
Con uno sceneggiatore proveniente dalla miglior serialità televisiva (Dennis Kelly, autore di Utopia) e un regista trasformista come Kevin Macdonald, questa produzione anglo-russa manipola con disinvoltura rara gli assunti del genere e, benchè troppo spiccio nel giungere alle proprie conclusioni, sa tenere bene a mente l'obiettivo ultimo. La condizione disastrata dei protagonisti è infatti ben più del solito accenno iniziale utile a creare un contesto e fornire una motivazione, lentamente la ricerca e la brama dell'oro acquistano tratti mitologici e Black Sea viene contaminato da una componente solitamente estranea ai film d'azione e più vicina a quelli d'avventura. C'è una crescente epica nella maniera in cui l'equipaggio lotta e si danna per l'oro, con la disperazione umana della povertà alle spalle e un futuro di ricchezza nella loro testa, i dannati del sottomarino di Robinson mantengono lungo il film una tensione fantastica verso il possesso che regala diverse svolte inattese.
Ad orchestrare e scandire i tempi c'è Jude Law. Per la prima volta in un ruolo duro e ruvido, metronomo del ritmo e della tensione del proprio equipaggio, l'attore inglese si dimostra perfettamente in grado sia di incarnare la solidità del capitano di mare sia di contaminarla con la vena malinconica degli eroi con famiglia spezzata alle spalle. La sua è finalmente una prestazione fuori dalla zona confortevole nella quale le molte commedie e i molti ruoli tra loro simili lo tenevano ingabbiato.
Kevin McDonald in tutti gli anni del suo operato cinematografico ha dato prova di essere un regista sapiente e abile nel destreggiarsi in diversi generi che spaziano dall'avventura storica ed anti-epica (The Eagle), al dramma sociale e di denuncia (Last King of Scotland) . Anche con questo lungometraggio si riafferma un regista disinvolto che sa destreggiarsi con una sceneggiatura semplice creando [...] Vai alla recensione »
Nero come gli abissi. Nero come il destino di un pugno di bucanieri. Nero come il Mare di questo action thriller che riesuma due vecchie glorie: il sommergibile e i russi cattivi, o almeno infidi. Anche se qui l'unico vero villain è un inglese detto con schifo "il banchiere". Un po' perché lavora per il misterioso magnate che finanzia quella caccia al tesoro inabissatosi con un sottomarino nazista [...] Vai alla recensione »