Welcome To New York

Film 2014 | Drammatico 120 min.

Anno2014
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata120 minuti
Regia diAbel Ferrara
AttoriGérard Depardieu, Jacqueline Bisset, Drena De Niro, Paul Calderon, Amy Ferguson Paul Hipp.
Uscitagiovedì 22 maggio 2014
DistribuzioneBim Distribuzione
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Abel Ferrara. Un film con Gérard Depardieu, Jacqueline Bisset, Drena De Niro, Paul Calderon, Amy Ferguson. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2014, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 22 maggio 2014 distribuito da Bim Distribuzione. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Abel Ferrara porta sul grande schermo lo scandalo che ha coinvolto Dominique Strauss-Kahn e sua moglie Anne Sinclair.

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
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PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Ferrara prosegue la propria indagine sugli abissi dell'animo umano, in un film notturno e cupo come le profondità insondabili dell'animo del protagonista.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Devereaux è a capo del Fondo Monetario Internazionale e sta per annunciare la propria candidature alle elezioni presidenziali francesi quando un'accusa di stupro nei confronti di una cameriera d'albergo lo porta all'arresto mutando profondamente il corso della sua vita.
Abel Ferrara, ispirandosi al caso Strauss-Khan (ma prendendone al contempo le distanze per quanto riguarda la ricostruzione degli aspetti privati della vicenda nel testo che introduce al film) prosegue la propria indagine sugli abissi dell'animo umano. Lo fa aprendo il suo lavoro in modo inusuale con la dichiarazione dell'artificio grazie a una pseudo intervista a Gerard Depardieu che spiega perché ha accettato il ruolo di un personaggio che detesta. Da lì prende il via un film notturno e cupo come le profondità insondabili dell'animo del protagonista. Il tema della colpa e dell'eventuale possibilità di una redenzione ha sempre attratto il regista newyorkese che qui si spinge fino a citare un maestro, autore di un cinema distante anni luce dal suo, François Truffaut, quasi riconoscesse in lui una possibilità di illuminazione anche per chi vive nel buio della disillusione come il suo Devereaux.
Welcome to New York più che come un'analisi del Potere va letto come la disamina di una patologia. Ma non si tratta solo di una sesso dipendenza (come potrebbe far credere la prima parte del film e come lo stesso Devereaux si autodiagnostica). In un film che non ha nulla del machismo di cui è stato accusato (non tutte le donne gli si concedono e i suoi grugniti, associati alla corporeità in disfacimento di Depardieu, contribuiscono a testimoniare esattamente il contrario) Ferrara va oltre. La colpa di cui giorno dopo giorno si è macchiato Devereaux è stata quella di considerare le donne come cose e la vita come un deserto arido in cui ogni ideale appassisce e muore. La coazione a ripetere che lo spinge a cercare il sesso non distinguendo più tra quando è consenziente (anche se a pagamento) e quando invece non lo è, si rivela direttamente proporzionale all'imputridimento dei suoi ideali.
Quella redenzione che il regista continua a cercare nei suoi film non è per lui. Non è per un uomo che è ormai convinto che nessuno vuole essere veramente salvato. Il Devereaux di Ferrara non può salvarsi (anche se forse nel profondo lo vorrebbe) neppure da se stesso.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 12 marzo 2015
Mauro@Lanari

Un film ch'include tutt'i livelli di discorso cui c'ha abituato il miglior Abel Ferrara, ma con delle svolte forse decisive nella sua cinematografia. Due direttori idealisti e sinistrorsi, quello del FMI (Dominique Strauss-Kahn alias DSK) e quello del set (director), accomunati da un ruolo demiurgico pregno di delirante volontà di potenza, padroni di corpo e animo dei loro subalterni [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 aprile 2015
stefano bruzzone

 Il film è ispirato al caso Strauss-Khan con un Gerard Depardieu in pessima forma, sia come attore che fisicamente, nel ruolo del protagonista. Girato tutto in interni a New York, inizia dando subito un segnale forte su come la pensa il regista riguardo il mancato presidente di Francia, con scene piuttosto volgari e ai limiti del pornografico.

sabato 27 dicembre 2014
APropositodiCinema

Il tanto discusso film-scandalo di Ferrara ispirato al caso Dominique Strauss-Kahn è in realtà un film cupo che riflette sull'introspezione del protagonista, col suo senso di colpa e con la sua ricerca (invano) della redenzione. Sono temi che ricorrono spesso nel cinema di Ferrara, ma Welcome to New York è anche una critica agli abusi del potere nelle sue forme più svariate. [...] Vai alla recensione »

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domenica 18 maggio 2014
 

Uscirà direttamente in streaming sulle maggiori piattaforme digitali il controverso film di Abel Ferrara presentato ieri a Cannes solo per il Marchè du Film: Welcome to New York è stato accolto da scene di panico e qualche malore, alla presenza di tutta [...]

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