| Titolo originale | Retour à Ithaque |
| Titolo internazionale | Return to Ithaca |
| Anno | 2014 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Regia di | Laurent Cantet |
| Attori | Isabel Santos, Jorge Perugorría, Fernando Hechevarria, Néstor Jiménez, Pedro Julio Díaz Ferran Fernando Hechavarria, Carmen Solar, Rone Luis Reinoso, Andrea Doimeadiós. |
| Uscita | giovedì 30 ottobre 2014 |
| Tag | Da vedere 2014 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 2,91 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 10 novembre 2017
Laurent Cantet torna a Cuba dopo 7 Days in Havana. In Italia al Box Office Ritorno a l'Avana ha incassato 175 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Cinque amici sulla cinquantina si ritrovano su di un terrazzo che domina la città di Cuba. L'occasione dell'incontro dopo tanti anni di distanza è rappresentato dal ritorno di uno di loro, Armando, dopo quindici anni di esilio. Bevono, ridono, parlano, litigano, ballano, piangono, si abbracciano, fumano, guardano l'orizzonte, sentono la musica dei bei tempi... vivono la libertà di essere di nuovo insieme.
Laurent Cantet è un regista altrettanto libero e curioso, capace di muoversi sull'asse delle emozioni in una geografia politica e cinematografica che lui stesso disegna di film in film. Il regista Palma d'Oro con La Classe (nell'anno di Gomorra e de Il Divo) ha sempre avuto un'attrazione per questa parte del mondo e il suo cinema si è fermato da quelle parti sia con il lungometraggio Verso Sud sia in Sette giorni all'Avana, episodio di Fuentes. Proprio sul set di ques'ultimo lavoro - uno dei più belli della serie - Cantet ha incontrato Leonardo Padura con il quale è venuta l'idea di scrivere un film come questo. Il film è stato scritto a quattro mani con il romanziere cubano Padura che in questo modo è tornato, attraverso il linguaggio cinematografico, a raccontare il tema che definisce il suo lavoro: il posto che occupa la sua generazione nella recente storia cubana e le vicissitudini che hanno influenzato il destino individuale e collettivo di quei giovani.
L'elegia delle cose cubane, del "sud" del mondo, raggiunge qui il picco e ancora una volta senza alcun cliché, ricorrendo a un dispositivo davvero classico, da Grande freddo: una terrazza cubana (alla Scola) dove tutto accade in un'unità di tempo e di spazio che lascia il posto alle interpretazione degli attori e soprattutto alla storia di cui sono portatori in quella che potrebbe anche essere una pièce teatrale. La terrazza è una "azotèa" ovvero una parcella privata - come ha spiegato Cantet - ricavata da una grande terrazza condominiale, una cosa tipica a Cuba. L'idea era dunque quella di raccontare l'isola attraverso le parole, e le esperienze, di chi la Revolucion l'ha vissuta rimanendo sull'isola e di chi invece se n'è andato. Non bisogna però pensare a un film nostalgico, rivolto al passato tra ricordi, accuse e recriminazioni. Nel dialogo diretto e stringente tra i rimasti e l'esiliato la Cuba di oggi fa capolino e non è solo lo sfondo romantico alla terrazza del loro inverno; anzi le critiche al regime sono dirette e pesanti, e nonostante ciò il film non ha subito censure.
Cantet riesce con il suo fare cinema a raccontare un pezzo bello di storia cubana e lo fa con l'aiuto di cinque attori straordinari.
Un'ora e mezza di sofferenza con un'unica soddisfazione, quando hanno cominciato a scorrere i titoli di coda: una liberazione. Non riesco a capire come una serie infinita di "Ti ricordi?" possa appassionare. Un dialogo intimo tra vecchi amici, così intimo che ti esclude. Una discussione tra loro, che c'entriamo noi spettatori? Che ne sappiamo noi di tutti gli altri personaggi [...] Vai alla recensione »
Palma d'oro 2008 per La classe, indagatore delle dinamiche del lavoro (Risorse umane e A tempo pieno), curioso osservatore di psicologie femminili (le signore ad Haiti di Verso il Sud, le adolescenti di Foxfire), dopo l'episodio "La fuente" di 7 giorni all'Avana, Laurent Cantet scommette su Cuba con Ritorno a l'Avana: Il grande freddo che incrocia l'Odissea. Una reunion amara, annegata nel rum e autoconfinata su una terrazza che guarda la città: quattro amici che hanno creduto nell'ideale rivoluzionario festeggiano il ritorno di Amadeo, tornato da un misterioso autoesilio in Spagna.
Sulla terrazza di un palazzone popolare affacciato sul lungomare, quattro uomini e una donna di mezza età, amici dai tempi dell'università, intrecciano chiacchiere e ricordi, screzi e tenerezze; e bevono, ascoltano struggenti canzoni d'epoca, risvegliano antiche memorie. Intanto il pomeriggio cede al crepuscolo, cala la notte e quando spunta l'alba qualche verità, catartica seppur dolorosa, ha placato [...] Vai alla recensione »