| Titolo originale | La belle & la bête |
| Titolo internazionale | Beauty and the Beast |
| Anno | 2014 |
| Genere | Fantastico, |
| Produzione | Francia, Germania |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Christophe Gans |
| Attori | Vincent Cassel, Léa Seydoux, André Dussollier, Eduardo Noriega (II), Myriam Charleins Audrey Lamy, Sara Giraudeau, Jonathan Demurger, Nicolas Gob, Louka Meliava, Yvonne Catterfeld, Dejan Bucin, Richard Sammel, Gotthard Lange, Dennis Oestreich, Wolfgang Menardi, Mickey Hardt, Arthur Doppler, Elisabeth Bogdan, Marie Gruber, Max Volkert Martens, Nora Huetz, Michael Bornhütter, Olivier Jurhs, Mike Möller, Thomas Hacikoglu, James Bomalick, Milos Reznicek, Pavel Novotny, Uli Richter, Roman Spacil, Kriss Fuss, Linda Gegusch. |
| Uscita | giovedì 27 febbraio 2014 |
| Distribuzione | Notorious Pictures |
| MYmonetro | 2,15 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 28 febbraio 2017
La nuova rivisitazione della classica favola affidata alla regia di Christophe Gans. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Cesar, In Italia al Box Office La Bella e la Bestia ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 4,8 milioni di euro e 1,8 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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1810. Dopo aver perso la sua fortuna in mare un mercante è costretto a ritirarsi in campagna con I suoi sei figli. Una di questi è Belle, la più giovane. Durante un viaggio il padre scopre il castello della Bestia che lo condanna a morte per aver rubato una rosa. Belle decide allora di offrire la propria vita in cambio di quella del genitore. Non è però la morte ciò che l'attende.
Alla vicenda che vede come protagonisti i due personaggi del titolo vengono attribuite molteplici origini. La versione comunque più nota è una riduzione dell'opera di Madame Villeneuve pubblicata nel 1756 da Jeanne-Marie Leprince de Beaumont in "Magasin des enfants, ou dialogues entre une sage gouvernante et plusieurs de ses élèves".
È ad essa che fa riferimento Christophe Gans il quale non ha però potuto evitare il confronto non tanto con la universalmente nota versione disneyana ma piuttosto con quella estremamente raffinata di Jean Cocteau. Il regista ha deciso di inserirsi negli spazi lasciati più in ombra dal suo illustre predecessore sviluppando così elementi in passato trascurati. Viene quindi dato ampio spazio al padre di Belle, ai suoi fratelli e alle sorelle (che sembrano le sorellastre di Cenerentola) così come si sviluppa ampiamente la causa della maledizione caduta sulla Bestia. Gans, nelle sue dichiarazioni, ha fatto ampio riferimento alla tradizione letteraria classica (a partire dai latini) nonché al versante animistico del cinema di Miyazaki. Ha anche motivato la scelta di un'ambientazione in era napoleonica che si alterna con una rinascimentale (quando la Bestia era principe). Peccato che tutto ciò non sia servito a dare un'impronta stilistica a un film che si manifesta come sovrabbondante di citazioni dal cinema altrui tanto che (a partire dalla prima immagine notturna del castello che ricorda con evidenza quello del burtoniano Edward Mani di forbice) si potrebbe indire un concorso a premi tra gli spettatori per chi ne individua il maggior numero. Tutto è in eccesso in un film che finisce con il risultare invece debole non tanto nel confronto con i suoi predecessori ma nella sua stessa essenza individuale e produttiva. Viene da chiedersi a cosa sia funzionale un tale spreco di effetti speciali in un'era di 3D per non utilizzarne la presa spettacolare. La tridimensionalità avrebbe finito con il giustificare, almeno in parte, un'operazione che così mostra i limiti di una retorica passatista in cui la stessa formula della narrazione rivela da subito, anche allo spettatore più sprovveduto, l'identità di chi narra scoprendo carte che avrebbero dovuto restare coperte.
Le ambientazioni sono poetiche, Belle e la Bestia sono bellissimi, il castello è fatto molto bene così come i vestiti, ma la storia lascia a desiderare! I dialoghi sono poveri e senza anima, il rapporto di Belle con la Bestia non emoziona per niente e le musiche sono piuttosto standard per un film e in certi casi inappropriate, come quando il padre di belle si perde nella foresta [...] Vai alla recensione »
I belli e la bestia. Truffaut, Godard, Rivette, Rohmer e Chabrol sono notissimi registi francesi provenienti dalla critica cinematografica militante. Christophe Gans è il loro doppio "mostruoso". Discontinuo (quattro film in 19 anni di attività) alfiere del fantastico, proviene dalla critica horror della mitica rivista Starfix da lui fondata nel 1983.