| Titolo originale | A Most Wanted Man |
| Anno | 2014 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Germania, Gran Bretagna, USA |
| Durata | 122 minuti |
| Regia di | Anton Corbijn |
| Attori | Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Rachel McAdams, Willem Dafoe, Daniel Brühl Grigoriy Dobrygin, Nina Hoss, Mehdi Dehbi, Homayoun Ershadi, Derya Alabora, Franz Hartwig, Kostja Ullmann, Rainer Bock, Charlotte Schwab, Max Volkert Martens, Martin Wuttke, Neil Malik Abdullah, Vicky Krieps, Vedat Erincin, Tamer Yigit, René Lay, Herbert Grönemeyer, Georg Ebinal, Bernhard Schütz, Jessica Joffe, Imke Büchel, Ursina Lardi, Uwe Dag Berlin, Corinna Kropiunig. |
| Uscita | giovedì 30 ottobre 2014 |
| Tag | Da vedere 2014 |
| Distribuzione | Notorious Pictures |
| MYmonetro | 3,53 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 10 dicembre 2014
Diretto da Anton Corbijn, il film è l'adattamento cinematografico del romanzo "A most wanted man" di John Le Carré. In Italia al Box Office La Spia - A Most Wanted Man ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 1 milioni di euro e 450 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Ad Amburgo e all'indomani degli attentati terroristici dell'undici settembre, Issa Karpov, un povero diavolo di origine russo-cecena, approda nel porto deciso a recuperare il denaro che suo padre, uno spietato criminale di guerra, ha accumulato impunemente. Allertati i servizi segreti tedeschi e americani, spetta a Günther Bachmann scoprire se Issa Karpov è un innocente coinvolto in una storia più grande di lui o un pericoloso terrorista pronto a fare esplodere Amburgo. Cinico e deluso col vizio dell'alcol e della solitudine, Bachmann non può sbagliare e deve riscattare un passato e un fallimento pesante. Costretto suo malgrado a lavorare con un agente americano, con cui sembra nascere un'intesa sentimentale e professionale, Günther Bachmann è deciso a distinguere il bene dal male e a consegnare alla giustizia soltanto i cattivi, quelli che si nascondono dietro una mitezza e una filantropia di facciata.
Tre degli attentatori dell'undici settembre erano di base ad Amburgo. Da quel giorno la città portuale tedesca divenne un sito ad alto rischio, sorvegliato dai servizi segreti tedeschi e americani, compresi nel tentativo di anticipare un'eventuale minaccia terroristica. È in questo contesto geopolitico che si muove il romanzo di John le Carré, thriller politico tradotto per lo schermo da Anton Corbijn. Fattura classica e raffinata tessitura dei procedimenti narrativi, La spia - A Most Wanted Man è un film trattenuto, introverso e ossessionato dai dilemmi morali e dall'ingerenza degli americani negli affari mondiali. Nel mondo evocato da Corbijn per dare corpo alla complessa indagine pensata da le Carrè, si trascina il protagonista greve e stropicciato di Philip Seymour Hoffman.
Corpo informe e sguardo dolente, il suo Günther Bachmann è finito in una sorta di 'ritiro coatto' dopo il repulisti successivo all'undici settembre. In un garage anonimo di Amburgo sconta adesso il rimorso per qualcosa che avrebbe dovuto fare e non ha fatto. Eppure Günther Bachmann il suo lavoro lo fa e lo sa fare bene dentro un quotidiano privo di cromie e passioni. L'agente americano di Robin Wright e l'avvocato sociale di Rachel McAdams sono le uniche sfumature di rosa tollerate e ostinate che finiranno per impattare violentemente la figura screpolata e depressa di Bachmann, senza entusiasmi e difficilmente riconducibile all'immaginario spionistico abituale. Ma proprio lì sta (tutta) la bellezza della letteratura e dei personaggi le carreriani, lontani dagli agenti segreti charmant e ipersessuati con un Martini in mano e una Walther PPK nell'altra.
Costruito come La talpa di Tomas Alfredson con grande consapevolezza contro un sistema di attese sedimentate dentro il genere, La spia - A Most Wanted Man gioca la sua partita a un livello più profondo. È una spy story anomala, che all'azione preferisce l'introspezione, al dinamismo il gioco intellettuale. Abile nel comprimere nei tempi e nei modi cinematografici il romanzo intricato e ricco di sfumature di le Carré, il regista (e fotografo) olandese affida a Philip Seymour Hoffman, nella sua ultima interpretazione, il peso nascosto nell'anima del suo personaggio, un dolore senza condivisione e senza lacrime sprofondato nell'alcol e nelle poltrone. Poltrone di uffici e edifici verticali in cui si lavora per la sicurezza nazionale ma si è incapaci di provvedere alla propria. Perché Günther Bachmann non trova sbocchi al lutto indefinito che lo agita e lo isola dalla sua squadra e dentro un epilogo di insolita malinconia.
Come Alfredson con Gary Oldman, così Corbijn beneficia del talento enorme di Seymour Hoffman che ci lascia per sempre. La sua ultima replica è un grido di rabbia, il suo ultimo piano un perfetto epitaffio. Disilluso, solo e smisurato, esce di scena e dalla sua Mercedes. Perché i veri attori non sono quelli che godono all'accendersi delle luci ma quelli che decidono quando le luci si possono spegnere.
Amburgo. Un agente dei servizi segreti tedeschi ha il compito di scoprire se l'arrivo in città di un giovane ceceno sia da collegarsi alla possibilità di un attentato. L'uomo, oltre che con i propri connazionali, dovrà confrontarsi con una agente dei servizi americani pure essi interessati al giovane. Tratto da un romanzo di John Le Carrè, questo film parla certo [...] Vai alla recensione »
Un uomo in fuga, metà russo e metà ceceno. Un banchiere misterioso (WilIem Dafoe). Una giovane avvocato idealista (Rachel McAdams). Il capo di una unità speciale dei Servizi tedeschi (Philip Seymour Hoffman). Sono le pedine umane dell'adattamento (sì, l'ennesimo) da John Le Carrè, La spia, che passerà alla storia del cinema non per particolari meriti artistici, ma perché è l'ultimo film del compianto [...] Vai alla recensione »