| Titolo originale | Promised Land |
| Anno | 2013 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Gus Van Sant |
| Attori | Matt Damon, John Krasinski, Frances McDormand, Rosemarie DeWitt, Scoot McNairy Titus Welliver, Hal Holbrook, Lucas Black, Tim Guinee, Terry Kinney, Johnny Cicco, Sara Lindsey, Lennon Wynn, Rosemary Howard, John W. Iwanonkiw, Kristin Slaysman, Joe Coyle, Lexi Cowan, Jennifer Obed, Carla Bianco, Max Schuler, Benjamin Sheeler, Dorothy Silver, Frank Conforti, Garrett Ashbaugh, Jericho Morgan, August G. Siciliano, Ken Strunk, Karen Baum, Gerri Bumbaugh, Erin Baldwin, Andrew Kuebel, Matthew Ferrante, Justin Cook (II), Steven Craven, Bruce Craven, Gene Williams (II), Dan Anders, Sandy Medred, Carrington E. Vaughn, Cain Alexander, Joy de la Paz, Payton Godfrey. |
| Uscita | giovedì 14 febbraio 2013 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,74 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 29 aprile 2019
Argomenti: Killers of the Flower Moon e gli altri film sulla ricerca del petrolio
A dirigere questo film avrebbe dovuto essere l'attore Matt Damon, che ha dovuto rinunciare per la fitta agenda del 2012 e ha ceduto il timone a Gus Van Sant. In Italia al Box Office Promised Land ha incassato 357 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Steve Butler, con un passato trascorso in campagna, è ora un agente in carriera di una grossa compagnia, la Global, che lo invia insieme a una collega a McKinley, una cittadina rurale. Il loro compito consiste nel convincere gli abitanti a cedere i loro terreni perché vi possano avvenire trivellazioni allo scopo di ricavarne gas naturale. Si prevede che, stretti dalla morsa della crisi, molti non avranno difficoltà a cedere le loro proprietà ma il compito si presenta invece meno semplice di quanto prospettato. Anche perché entra in gioco Dustin Noble, un attivista ambientale apparentemente intenzionato a impedire il successo della compagnia per cui Butler lavora.
Sceneggiato da Matt Damon insieme a John Krasinski, Promised Land avrebbe dovuto essere il film d'esordio di Damon dietro la macchina da presa. Non è stato così a causa di precedenti impegni dell'attore che gli impedivano di seguire le fasi di preparazione e la direzione è passata a Gus Van Sant che aveva già diretto Damon nei notissimiWill Hunting - Genio ribelle e Scoprendo Forrester nonché nel meno noto Gerry. Questa premessa informativa si rende necessaria perché Promised Land è un film che va visto dimenticando chi siede sulla sedia su cui è scritto 'regia'. Chi ha amato il Van Sant autore dei film di cui sopra ma anche (e soprattutto) il regista di Elephant, di Paranoid Park, di Last days si trova qui dinanzi ad un'altra persona. Ciò non significa che non si sia di fronte ad un'opera dal chiaro impegno civile (anche se con un colpo di scena di troppo che spinge sul pedale della sfiducia generalizzata e soprattutto generica). Un film cioè che aiuta a ricordare che in tempi di crisi globale c'è chi cerca di fare i propri affari in modo altrettanto globale (vedi il nome dell'azienda) ai danni di persone necessitate dal bisogno di sopravvivenza.
Sono anni, quelli in cui viviamo, che avrebbero bisogno di uno Steinbeck e di un John Ford pronti a narrarli ma purtroppo questo Van Sant non ricorda né l'uno né l'altro. Manca cioè la lucida e vigile pietas (abilmente fusa con un'affilata indagine psicologica) che ha contraddistinto il suo cinema migliore. Tutto finisce con il perdersi nel filone del cinema americano politically correct, a cui manca però quello scatto che lo spinga a distinguersi da quello che altrimenti finisce con il trasformarsi in un sottogenere ricco di buoni sentimenti ma privo di incisività.
Steve Butler (Matt Damon) è un agente di vendita di una grossa compagnia, che si trasforma da ragazzo di campagna a uomo in carriera. La sua vita, però, prende una piega inaspettata quando arriva in una piccola città, McKinley, dove è stato mandato dall'azienda con la collega Sue Thomason (Frances McDormand). La città è stata colpita duramente dalla recente crisi economica e i due esperti della vendita sono convinti di avere gioco facile nel convincere gli abitanti di McKinley ad accettare l'offerta dell'azienda per cui lavorano, decisa a ottenere i diritti di trivellazione sui terreni di loro proprietà. Ma quello che sembrava un lavoro facile e un breve soggiorno diventa ben presto un complicato groviglio, sia da un punto di vista professionale, per le resistenze della comunità, sia sul versante personale, per l'incontro di Steve con Alice. E, quando Dustin Noble, uno scaltro attivista ambientale, interviene, improvvisamente la posta in gioco, sia personale che professionale, sale al punto di ebollizione.
A dirigere Promised Land avrebbe dovuto essere l'attore Matt Damon, da tempo alla ricerca di un film che gli consenta di esordire dietro la macchina da presa. Eppure, alla fine, considerata la fittissima agenda del 2012, Damon, co-sceneggiatore del film, ha dovuto cedere il timone a Gus Van Sant, che lo aveva già diretto in Will Hunting - Genio ribelle, lungometraggio per il quale Damon vinse l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale, scritta a quattro mani con l'amico di sempre Ben Affleck.
Sceneggiato da Matt Damon e diretto da Gus Van Sant "Promised Land" pur essendo un film rigoroso e coraggioso e pur affrontando tematiche scottanti rimane lievemente distaccato dal cuore del narrato e manca in alcuni passaggi di carisma e personalità. Steve Butler giovane in carriera ma originario dell'Iowa - tant'è che per ricordarlo indossa [...] Vai alla recensione »
Come al vecchio Omero, anche a Gus Van Ssnt talvolta capita di dormicchiare. E deve esserselo fatto, un sonno, girando Promised Land" (Usa, 2012, lO6'). Ma lo si puo capire. La sceneggiatura di Matt Damon e John Krasinski non è attanagliante. Steve Butler (Damon) è un quarantenne in carriera. Figlio e nipote di agricoltori, ora lavora per la Global, una potente compagnia che estrae gas.