| Titolo originale | De rouille et d'os |
| Titolo internazionale | Rust and Bone |
| Anno | 2012 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Belgio, Francia |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Jacques Audiard |
| Attori | Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts, Armand Verdure, Céline Sallette Corinne Masiero, Bouli Lanners, Jean-Michel Correia, Mourad Frarema, Yannick Choirat, Fred Menut, Duncan Versteegh, Katia Chaperon, Catherine Fa, Andès Lopez Jabois, Océane Cartia, Françoise Michaud, Irina Coito, David Billaud, Yvon L'Allain, Fabien Baïardi, Laetitia Malbranque, Soulyane Rajraji, Pascal Rozand, Hedi Touihri, Martine Millar, Anne-Marie Tomat. |
| Uscita | giovedì 4 ottobre 2012 |
| Tag | Da vedere 2012 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,07 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 16 marzo 2015
Il regista Audiard e l'attrice Cotillard insieme per un film intenso e sentimentale. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, 2 candidature a Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 9 candidature e vinto 4 Cesar, 2 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office Un sapore di ruggine e ossa ha incassato 557 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nel nord della Francia, Ali si ritrova improvvisamente sulle spalle Sam, il figlio di cinque anni che conosce appena. Senza un tetto né un soldo, i due trovano accoglienza a sud, ad Antibes, in casa della sorella di Alì. Tutto sembra andare subito meglio. Il giovane padre trova un lavoro come buttafuori in una discoteca e, una sera, conosce Stephane, bella e sicura, animatrice di uno spettacolo di orche marine. Una tragedia, però, rovescia presto la loro condizione.
A partire da alcuni racconti del canadese Craig Davidson, Audiard e Thomas Bidegain, già coppia creativa nel Profeta, traggono un racconto cinematografico a tinte forti, temperate però da una scrittura delle scene tutta in levare. La trama e la regia sono estremamente coerenti nel seguire uno stesso rischiosissimo movimento, che spinge il film verso il melodramma e non solo verso la singola tragica virata del destino ma verso la concatenazione di disgrazie, salvo poi rientrare appena in tempo, addolcire l'impatto della storia con "la ruggine" di un personaggio maschile straordinario, per giunta trovando un appiglio narrativo che tutto giustifica e tutto rilancia. Un equilibrismo che può anche infastidire ma che rende il film teso, malgrado alcune mosse prevedibili.
Come spesso, nella filmografia di Audiard, corpo e spirito fanno tutt'uno, si ammaccano e si rimarginano insieme, senza bisogno di troppe parole: al contrario, la comunicazione, specie quella femminile, passa attraverso un linguaggio muto ma intimamente comprensivo (qui è Stef che "parla" con l'animale ma anche il "dialogo" sessuale che si approfondisce senza l'uso di parole).
La macchina da presa del regista non è certo invisibile e le tesi, dietro il suo modo di filmare, sono sempre molto evidenti. Questo film non fa eccezione e anzi spinge più che mai sui contrasti manichei tra bellezza e squallore, forza e debolezza, spirituali e letterali, fin quasi alla maniera. Ma raggiunge un risultato non scontato laddove, pur essendo in realtà un lavoro molto scritto, dove tutto, fin dal primo istante, è pensato per tornare a domandar vendetta, la direzione degli attori e la qualità dei dialoghi ci distraggono magistralmente, facendo sì che non ce ne accorgiamo quasi mai. La capacità del miglior cinema di Audiard di scartarsi da un percorso troppo rigido o incline alla retorica, questa volta non si manifesta né a livello di soggetto né di regia ma si ritrova più sottilmente nelle pieghe della messa in scena, nei gesti e nelle espressioni degli attori.
Attenzione: nella recensione vengono fornite anticipazioni sulla trama del film. Di questo film ("Un sapore di ruggine e ossa", quinta prova di Jacques Audiard) mi ha colpito la totale mancanza di retorica e di sentimentalismo. Eppure la materia trattata si prestava a una narrazione melodrammatica, dalle tinte forti e dagli effetti convenzionali.
Arriva, si siede, poggia il suo Fedora sul tavolo e chiede se può accendersi la pipa. Spesso i registi assomigliano ai film che fanno, alla stessa maniera con la quale i padroni di cani alle bestie che possiedono. Jacques Audiard sembra uscito da un film di Jacques Audiard. È uno dei più grandi registi in attività ma potrebbe essere una comparsa o uno scommettitore di combattimenti illegali del suo ultimo film, Un sapore di ruggine e ossa, passato allo scorso festival di Cannes e in uscita questa settimana al cinema e su MYMOVIESLIVE!.
Una «principessa arrogante», costretta dalla brutalità della vita a scendere dal piedistallo, precipitare nel più buio degli incubi, iniziare faticosamente a rinascere. Intensa, maledetta, fragile, dolce, fortissima, Marion Cotillard, la diva di Francia più applaudita del momento, monopolizza la seconda giornata del Festival grazie al personaggio di Stéphanie, protagonista di Ruggine e ossa, attesissimo [...] Vai alla recensione »