| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Mirca Viola |
| Attori | Stefania Rocca, Nicole Grimaudo, Paolo Briguglia, Diane Fleri, Claudio Bigagli Stefano Dionisi, Giovanni Corrado, Gianmarco Pozzecco, Tobias Helmreich, Andre Watson, Nicholas Gallo, Federica Candelise, David Coco, Anna Luisa Capasa, Goffredo Maria Bruno. |
| Uscita | venerdì 7 ottobre 2011 |
| Distribuzione | M2 Pictures |
| MYmonetro | 1,95 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 26 gennaio 2020
Dentro un'estate siciliana e davanti a una tavola imbandita si incroceranno e risolveranno i destini di Germana e Gianmarco. In Italia al Box Office L'amore fa male ha incassato 66 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Germana ha quarant'anni, una figlia e il sogno mai infranto di essere attrice. Amante annoiata e mantenuta di un avvocato ricco e coniugato, incontra Gianmarco in una corsia d'ospedale e se ne innamora perdutamente. Corrisposta con altrettanta passione da Gianmarco, ignora che l'uomo sia padre e marito e amico di vecchia data di Elisabetta, una rigida vicina di casa abbandonata dal marito e decisa a rifarsi una vita. Dentro un'estate siciliana e davanti a una tavola imbandita si incroceranno e risolveranno i loro destini.
Opera prima di Mirca Viola, L'amore fa male è una commedia sentimentale con implicazioni omosessuali e complicazioni (extra)coniugali. Indeciso fino alla fine se farsi dramma o mantenersi ottimista, il film punta il cuore come Cupido e prova ad osservarne i movimenti in quasi due ore di incontri incrociati e di vite a una svolta. In un vicolo cieco. Lo stesso infilato da un esordio debole, dove la costruzione narrativa è indiscutibilmente televisiva. Non tanto perché ogni scena ricaverà scolasticamente senso da almeno un'altra che la richiama e non soltanto perché ogni pezzo narrativo finirà prevedibilmente al suo posto, ma soprattutto per quel vizio tutto italiano di riassorbire la tragedia al cinema, di perdonare i suoi mediocri personaggi, incalliti traditori affannati a riparare il peccato con la confessione e a ricominciare da capo in seno alla famiglia. La sacra famiglia a cui importa poco capire ma tanto perdonare. Eppure Mirca Viola tenta l'intentato nel prodotto medio nazionale: mettere in scena uomini e donne senza qualità, individui della media e piccola borghesia che sembrano soccombere alla loro stessa mediocrità e al loro squallore morale, prima che materiale, dentro interni domestici, ménage stanchi, psicodrammi familiari, incomprensioni, rancori affogati nel sesso e nel letto di un amante occasionale o di uno abituale, sfruttato per denaro e trattenuto per noia. Ma l'idea non trova il linguaggio. A mancare troppo presto è il coraggio di spingere sul pedale della corruzione emotiva, decidendo più comodamente e senza rischi per l'illuminazione spirituale, le rassicuranti alchimie e la dittatura linguistica della forma-commedia. Il mal d'amore diventa così un corpo estraneo da sopprimere perché intollerabile e smisurato per il controllato cinema italiano. Che ancora una volta lascia che il soggetto (melo)drammatico scivoli sui territori più innocui del patetismo e del sentimentale.
Ogni tanto qualche film italiano simpatico si riesce a vedere.Film commedia dramamtico interpretato in modo corretto incentrato su il tradimento e l'insoddisfazione coniugale.Nel complesso un film simpatico.Voto 7
Esterno Notte. Catania. In una terrazza sul mare, a pochi passi dalla sabbia dorata della Plaja, sotto una splendida luna piena, un gruppo di parenti riunitisi dopo tanto tempo brinda allegro ad un’occasione speciale: l’imminente matrimonio di zio Tonino (Salvo Saitta). Al fianco del futuro sposo, un po’ attempato, i due nipoti. Saro, un simpatico ed istrionico David Coco, con un look improbabile da pantaloni di lino color salmone, camicia a righe viola e lilla, scarpe di tela bianche, e sua cugina Elisabetta, una magrissima Nicole Grimaudo in pantaloni di shantung di seta e maglia all’americana. [...]
Un giro di amiche, amanti, famiglie, tradimenti e infelicità, con l’immancabile siparietto omosessuale. Tutti inquieti e infelici, come nelle soap. O meglio, siamo così colonizzati dalla cultura della fiction tv che ogni composizione a incastro, impostata per dipanare ciascuna storia a montaggio parallelo, è a rischio nello sguardo di troppi spettatori, a meno di non avere l’energia di Robert Altman. [...] Vai alla recensione »