| Titolo originale | Ovsyanki |
| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Russia |
| Durata | 80 minuti |
| Regia di | Aleksey Fedorchenko |
| Attori | Igor Sergeyev, Yuriy Tsurilo, Yuliya Aug, Ivan Tushin . |
| Uscita | venerdì 25 maggio 2012 |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Microcinema |
| MYmonetro | 3,36 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento martedì 5 giugno 2012
Quando muore sua moglie Tanya, Miron, proprietario di una cartiera, decide di seguire il rituale della cultura dei Merja e intraprende un viaggio in compagnia del fidato Aist nei luoghi della loro luna di miele. In Italia al Box Office Silent Souls ha incassato 30,3 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Alla morte dell'amata moglie Tanya, Miron, proprietario di una cartiera, chiede ad un suo fidato dipendente, Aist, fotografo e scrittore, di accompagnarlo per compiere il rito di addio, secondo le tradizioni della cultura dei Merja, un'antica etnia ugro-finnica di una remota regione del centro-ovest della Russia, scomparsa circa quattrocento anni fa e di cui, come ricorda il regista, le sole tracce rimaste, sono i nomi dei fiumi. Nel corso del viaggio, il marito rivelerà, secondo le usanze merja, particolari della vita intima della donna. Silent Souls prende spunto da un racconto di Aist Sergeyev, The Buntings, la cui particolarità risiede nell'avere, come protagonista della vicenda, un uomo che è ormai "al di là dello specchio".
Tenerezza e nostalgia si fondono in questa pellicola, dando vita ad una fiaba di struggente e raffinata poesia, dove l'acqua è l'elemento primordiale a cui fare ritorno, nel quale immergersi per ritrovare la propria amata e la propria identità. Nel rendere omaggio al popolo dei Merja e ai suoi rituali di passaggio, il matrimonio e il funerale, Aleksei Fedorchenko - che a Venezia è già stato ospite nel 2005 col mockumentary, Pervie na lune e che ha al suo attivo una discreta produzione cinematografica - mostra i luoghi in cui è ancora forte e percepibile la presenza di questa cultura, esplorandone ogni angolo remoto.
Figure fantasmatiche si muovono in uno spazio che prende vita dalle parole sussurrate in fuori campo, che si rianima, riportando alla superficie dell'acqua i ricordi, gli amori, le esperienze dei suoi protagonisti. Vite trascorse nell'osservanza di riti arcaici, come quella ad esempio di gettare nelle acque gelate del fiume l'oggetto cui si tiene di più, nella maestosa immensità di un paesaggio silente, dove appena si può udire il dolcissimo canto degli zigoli, che danno il titolo al film.
Silent Souls Un film freddo ma sentito, silenzioso ma comunicativo.Le tradizioni di un popolo rimangono anche quando non si ha più una propria nazione e un propria identità. Tutto scorre come l'acqua del fiume, tacita, gelata e pur sempre portatrice di vita. Ed è nell'acqua che si ritorna dopo la morte e qui si resta immortale.
Bizzarrie della distribuzione: se in certi weekend sgomitano sugli schermi i film d’azione, altri sommano le uscite di pellicole dai ritmi lunghi, arcani, magari dominati dalla presenza della voce narrante. È il caso di questa settimana (a equilibrare il debutto dell¿ultradinamico Men in Black III?), in cui esce anche il film del russo Aleksei Fedorchenko, in concorso a Venezia 2010.