| Anno | 2009 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia, Svizzera, Francia |
| Durata | 76 minuti |
| Regia di | Felice Farina |
| Attori | Claudio Amendola, Paola Cortellesi, Stefano Dionisi, Lorenzo Vavassori, Lorenzo Pavanello Samuele Longhi, Francesca Brizzolara, Fabio Ferrari, Anita Zagaria, Ferruccio Calamari, Giorgia Cardaci, Camilla Frontini, Simona Nasi, Davide Negro, Elena Presti, Toni Mazzara. |
| Uscita | venerdì 30 aprile 2010 |
| Distribuzione | Iris Film Distribution |
| MYmonetro | 2,86 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 2 aprile 2021
Un bambino di otto anni vive un profondo disagio emotivo dovuto a una non facile situazione familiare, e da uno zio che corteggia la madre, reduce dalla scomparsa del marito. In Italia al Box Office La fisica dell'acqua ha incassato 39,1 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
In una notte di luna piena, un bambino emerge dalle acque di un lago e fa ritorno a casa. Si chiama Alessandro, ha sette anni, un'ossessione per la fisica meccanica e le dinamiche biologiche, oltre ad una strana fobia per l'acqua. Durante quella stessa notte, Alessandro ha sabotato i freni dell'auto dello zio Claudio, causando un incidente in cui restano coinvolti lui e la madre Giulia, insegnante di nuoto con la quale il piccolo vive da solo da quando è morto suo padre. Condotto in commissariato per far luce sulla vicenda, Alessandro dovrà spiegare i fatti più recenti e far riemergere i più remoti ricordi per comprendere le ragioni che lo hanno portato a quel tragico gesto.
Nell'indefinibile forma dell'acqua si muovono correnti contrastanti. Impulsi vitali, ideali di calma e di purezza si mescolano ad un fascino più oscuro, inquietante, in un flusso che, da L'Atalante a Il mistero dell'acqua, ha attratto tutti quei cineasti che di volta in volta vi hanno visto ondeggiare sogni, ricordi, ossessioni, traumi. In La fisica dell'acqua questo riflesso perturbante dell'elemento liquido chiama in causa la perdita dell'innocenza, a partire da una situazione che utilizza alcuni degli elementi tipici dell'acqua "matrigna" (la casa sul lago, la fobia per il nuoto, i riflessi inquietanti delle onde) all'interno di una storia che riguarda un bambino e il suo passato da dipanare come un mistero da risolvere.
La voce fuori campo di Alessandro ci immette da subito nella logica del protagonista, vincolandoci a seguire la storia attraverso il punto di vista di un bambino fuori dall'ordinario (piccolo biologo in erba e meccanico particolarmente pericoloso), eppure anche così tipicamente normale nelle sue gelosie e golosità. La sua mente introduce ad un mondo infantile costruito efficacemente, dove gli affetti per i parenti si reificano in un oggetto qualsiasi della casa, il senso di colpa si esprime irrazionalmente e le paure scorrono in superficie ma abitano sotterranee, fra le pieghe della memoria e della coscienza. Ora, tale gioco mentale fra riflessi dei ricordi e piani di realtà cognitivi costruito dalla sceneggiatura, non trova purtroppo una precisa corrispondenza con la messa in scena, che appare in più occasioni confusa fra l'identificazione completa con lo sguardo del bambino e l'oggettivo resoconto degli eventi. Ma il tentativo, magari non sempre raffinato ma senza dubbio condotto in modo sobrio e coinvolgente, di utilizzare i principi della fisica e le teorie della psicanalisi per costruire una versione thriller e fanciullesca dell'Amleto shakespeariano, merita attenzione. Attenzione e ammirazione, anche alla luce della sua travagliata storia produttiva, nella quale si possono leggere in profondità tutte le difficoltà che possa comportare nel nostro sistema produttivo una storia che sfugga alle acque placide e melliflue dei racconti più convenzionali sulla famiglia.
Il piccolo Alessandro vive da solo, con la mamma Giulia, in una casa sul lago, dalla morte del padre, avvenuta per annegamento qualche anno prima, cioè quando era piccolissimo e quindi incapace di ricordare. Come sappiamo dalla psicanalisi, tuttavia, se i ricordi in tenerissima età sono rarissimi e difficili, i fatti che coinvolgono i nostri primi anni si imprimono ugualmente nella nostra mente e determinan [...] Vai alla recensione »
Madre e matrigna allo stesso momento, nella nostra cultura l'acqua vive la contraddizione di essere sorgente vitale per eccellenza al cui interno si annida una pulsione mortifera. La vita umana ha inizio nell'acqua e in essa trova una sua parte fondamentale, ma la sua natura mutevole e non accogliente ne mette in luce fin dalla prima infanzia anche un lato oscuro. Il cinema ha fatto proprio nel corso del tempo questo stato perturbante e inquieto dell'acqua, questa sospensione fra purezza e paura, trasformandola di volta in volta nel luogo del sogno, dell'astrazione, dell'ignoto, dei meccanismi [...]
Tutto, in questo, è visto attraverso gli occhi di un bambino o, meglio, tramite il suo inconscio, da cui l'intera vicenda, passato e presente, emerge a poco a poco. Una villa sul lago, un bambino, Alessandro, che ha perso il padre quando era molto piccolo, una mamma giovane che lo accudisce con amore, uno zio, sopraggiunto da poco, che forse ha una relazione con la cognata vedova e cui Alessandro guarda [...] Vai alla recensione »