| Titolo originale | Arthur et la vengeance de Maltazard |
| Anno | 2009 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | Francia |
| Regia di | Luc Besson |
| Attori | Freddie Highmore, Mia Farrow, Ron Crawford, Robert Stanton, Penny Balfour Jimmy Fallon, Snoop Dogg, Matthew Gonder, Cem Yilmaz, Logan Miller, Omar Sy, Stacy Ferguson, Selena Gomez. |
| Uscita | mercoledì 30 dicembre 2009 |
| Distribuzione | Moviemax |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,08 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 24 novembre 2017
Arthur risponde alla chiamata della pricipessa Selenia, che è minacciata dal nefasto Maltazard. In Italia al Box Office Arthur e la vendetta di Maltazard ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 674 mila euro e 311 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Durante le dieci lune che lo separano dal reincontro con l'amata principessa Selenia, il giovane Arthur si affida alla tribù che abita nel proprio giardino, i Bogo Matassalai, per entrare in contatto spirituale con la natura dei boschi. Al termine dell'iniziazione, nel giorno dell'investitura ufficiale presso il popolo dei Minimei, suo padre si spazientisce per la vita di campagna e decide di fare ritorno in città. Allarmato dalla notizia e da una richiesta d'aiuto scritta su un chicco di riso recapitatogli da un ragno, Arthur teme che Selenia e i Minimei possano essere in pericolo, ed escogita così una stratagemma per poter restare nella fattoria dei nonni ed assumere le dimensioni necessarie per entrare ancora una volta nel micromondo.
Non sono propriamente dei troll i piccoli protagonisti del nuovo franchise produttivo di Luc Besson, ma neanche dei minuscoli umani, anche se finiscono col ricalcarne tutte le caratteristiche. In un certo senso, somigliano molto al suo cinema, girato con forze e capitali francesi, eppure così pedissequamente plasmato sul modello americano. Che si tratti di avventure acquatiche, spionistiche, fantascientifiche, tardo-nouvelle-vagueggianti o fantasy-fanciullesche, Besson concepisce lo scontro con il sistema americano non battendolo ma unendosi ad esso, pensando in tutto e per tutto secondo i dettami della filiera produttiva americana.
Poteva mancare quindi una sua risposta all'idea di produzione seriale back-to-back, girata in continuità come per i vari sequel di Matrix, I Pirati dei Caraibi e Il signore degli anelli? Certamente no.
Ecco così che la seconda incursione nei territori dell'animazione digitale predispone già ad una terza e coincide con una storia più complessa da poter suddividere in due capitoli. Il problema è che questa idea della serializzazione acuisce quelli che erano i limiti già del precedente Arthur e il popolo dei Minimei e, d'altra parte, ne svilisce anche i (pochi) pregi convertendoli in ripetizione, in cliché. Come nel primo film, anche per la vendetta di Maltazard Besson concepisce la parte presa dal vero con Freddie Highmore, Mia Farrow e gli altri attori in carne e ossa, come la struttura portante, la cornice narrativa alla quale in questo capitolo ritaglia anche il ruolo di riserva aurea di comiche puerili "per tutta la famiglia". L'action movie, l'avventura vera e propria, spetta sempre alla rappresentazione del mondo dei Minimei, integralmente e ottimamente realizzata in animazione digitale.
Ma per comprendere le debolezze anche di questa parte, basta soffermarsi un attimo sulla sequenza di Paradise Alley, il quartiere "downtown" del regno dei Minimei. Tecnicamente impeccabile, la sequenza conta almeno tre brividi di sensazione da déjà vu: la somiglianza con la licenziosa zona parigina di Pigalle, il rimasticamento di certe suggestioni e personaggi derivati da Guerre stellari (la taverna di Tatooine) e da tutta un'estetica retro-futurista, e infine l'idea di un minimondo che ricrea modelli e tendenze della nostra contemporaneità (il proprietario del bar Max è un rastafariano e in sottofondo si sente la musica di Lady Gaga). Ovvio quindi che a dispetto di una morale punk-ecologista, l'universo fantasy per ragazzi al quale si ispira Luc Besson è più quello "precotto" e citazionista della Dreamworks che quello poetico e creativo della Pixar.
In attesa di sapere come andrà a finire la storia di Arthur, si riscontra la conferma di essere più dalle parti della parodia e della facile complicità piuttosto che nel mondo immaginifico dell'"animazione con l'anima".
Inno all'amicizia e al rispetto della madre Terra, la pellicola sarà seguita presto da un seguito, Arthur e la guerra dei due mondi, in arrivo nei cinema a primavera. E bene ha fatto Besson e la sua compagnia EuropaCorp. A programmare l'uscita così a breve: difetto maggiore di questo film, che non brilla per trovate narrative, è infatti il finale tronco che spiazza letteralmente lo spettatore. Ma il regista non è affatto preoccupato dalle possibili reazioni negative. Secondo Besson, Arthur e la vendetta di Maltazard rappresenta tutto quello che lui vorrebbe lasciare in eredità alle nuove generazioni: sperare nel futuro e in una società più sana e meno volgare, e imparare a saper aspettare.
Percorsi didattici
» Il giardino della casa di campagna dei nonni di Arthur è abitato non solo dai Minimei ma anche dalla tribù dei bogo-matassalai che sembra somigliare molto ad alcune popolazioni africane. Cosa sai degli usi e costumi delle tribù del continente africano? Approfondisci questo argomento.
» L'addestramento che supera Arthur all'inizio del film e lo porta a stretto contatto con la natura è composto da 3 diverse prove. Riesci a ricordare quali? A cosa dovrebbero servire secondo te?
» I genitori di Arthur sono ossessionati da insetti e animali con cui non vanno affatto d'accordo. Tu che rapporto hai con la fauna? Ci sono delle creature che ti spaventano o repellono?
» Tra i temi fondamentali del film c'è quello ecologico. Rispetti abbastanza la natura o sei come il padre di Arthur che spruzza insetticida ovunque? Nel tuo piccolo, cosa fai per difendere l'ambiente?
» Arthur è molto coraggioso e può contare sull'aiuto dei suoi nonni e dei Minimei. Quando ti capita di trovarti in difficoltà a chi chiedi aiuto e consiglio?
» La vicenda è piena di personaggi con enormi differenze di altezza: i Minimei misurano 2 millimetri, mentre i bogo-matassalai, loro amici fraterni, sono altissimi. Lo stesso Arthur dovrà farsi rimpicciolire magicamente per andare dai Minimei. Ti vengono in mente altre storie in cui i personaggi variano la loro altezza o incontrano creature grandi e piccole?
» Il film è tratto da una saga letteraria di 4 volumi. Se ti è piaciuto perché non approfondisci la conoscenza dei personaggi leggendo i libri?
un film veramente sciapo e noioso e interrotto con un To Be Continued in un momento assolutamente inopportuno... regista assolutamente bocciato x un film che manca di inizio svolgimento e conclusione.Tutto questo poi va a rovinare l'ottimo romanzo da cui è tratto il film...do una stella solo perchè 0 non se ne possono dare... in una scala da 1 a 10 il voto che darei è -10.
Un incidente può salvarti la vita? Luc Besson passa i primi anni della sua esistenza seguendo i genitori istruttori di nuoto subacqueo in giro per l'Europa, tra Italia, Jugoslavia e Grecia. Il suo sogno di bambino è studiare il "grande blu profondo". Un infortunio gli impedirà per sempre di immergersi, costringendolo ad abbandonare la sua ambizione di diventare un biologo marino ma a scoprire il mondo dei documentari, la televisione e il cinema.
È il più sciovinista dei filoamericani, il più popolare degli auteurs francesi, il più snob fra i fautori dei kolossal, ed anche uno dei pochi, secondo forse solo a Zemeckis, che lo praticano in tutti i suoi generi e forme. Dopo essersi imposto all'attenzione del mondo come nuovo prodigio del noir e dell'hard boiled di matrice europea (Nikita; Leon) ed aver dimostrato che la vera concorrenza per i blockbuster statunitensi aveva residenza in Francia (Il quinto elemento), Luc Besson si è poi dedicato principalmente a produzioni e sceneggiature, finendo col dedicarsi a progetti bizzarri come Angel-A [...]
C'era una volta Luc Besson, astro del cinema francese ed europeo, capace di coniugare sottigliezze continentali e spettacolo hollywoodiano, fondatore di una casa di produzione a soli 20 anni, amico (Gary Oldman, Bruce Willis) e marito (Anne Parillaud, Milla Jovovich) di star, maestro dell'action al femminile (Nikita, Leon), campione transalpino di budget (i 500 milioni di franchi per Il quinto elemento). [...] Vai alla recensione »