| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 87 minuti |
| Regia di | Dino Gentili, Filippo Gentili |
| Attori | Giovanna Mezzogiorno, Massimo De Santis, Guido Caprino, Giorgio Colangeli, Marcello Mazzarella Vlad Toma, Emanuela Galliussi. |
| Uscita | venerdì 28 maggio 2010 |
| Distribuzione | Iris Film Distribution |
| MYmonetro | 2,62 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 20 dicembre 2012
Rocco ha trent'anni e una vita precaria. Lontano da una famiglia importuna e unito a una compagna pretenziosa, si trascina tra lavori occasionali e il divano, cercando il modo e il denaro per pagare debiti, mutuo e bollette. In Italia al Box Office Sono viva ha incassato 4,2 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Rocco ha trent'anni e una vita precaria. Lontano da una famiglia importuna e unito a una compagna pretenziosa, si trascina tra lavori occasionali e il divano, cercando il modo e il denaro per pagare debiti, mutuo e bollette. Una notte corrisponde l'offerta di un impiego ben retribuito e segue l'amico Gianni in una villa fuori città, dove accetta di vigilare il corpo senza vita di Silvia Resti, una giovane donna morta prematuramente. Colpito dalla grazia di quelle spoglie e dal mistero che le circonda, Rocco è deciso a indagare sulla morte della ragazza e a interrogare amici e familiari che affollano la villa in cui è deposta. La notte e la lunga veglia riveleranno a Rocco verità nascoste e un ritorno possibile alla vita.
Opera prima dei fratelli Gentili, Sono viva è un noir che mette in scena la morte e al centro della narrazione un corpo morto. Se la tradizione cinematografica ha "rianimato" i morti nella forma dello zombi o di un fantasma, rappresentandone la bruttezza fatta di putrefazione e orrore, Dino e Filippo Gentili parlano di corpi veri e ne celebrano la bellezza, esorcizzando il terrore per il cadavere. La morte è un soggetto percorso da molto cinema contemporaneo ma il suo sfuggente valore narrativo e il suo intimo potere suggestivo lo rendono uno dei pochi temi sui quali ogni film può aggiungere qualcosa. Se il giallo è una delle tracce (e dei colori) del plot, la vera suspense interessa la solitudine e la precarietà di chi, vivo, misura il proprio amore e la propria forza rispetto al silenzio di chi è ormai al di là del confine.
Al di qua della vita c'è l'operaio introverso di Massimo De Santis, che interagisce con un corpo che ha cessato di essere ma che torna ad agire indirettamente la vita dei vivi. Silvia è il ricettacolo che conserva i pensieri di un padre ingombrante e tirannico, di un fratello debole e guastato, di un fidanzato inadeguato e litigioso. Accomodata nel cuore della scena e in quello dei suoi disturbati familiari, Silvia è indubbiamente viva, è la tessera principale di un elegante, ben congegnato e molto cerebrale mosaico affettivo e psicologico, che ha come esito il ritorno (metaforico) alla vita del protagonista dopo il confronto con la carne di una vita inanimata. Gli sceneggiatori Gentili, promossi alla regia, girano un film di genere che circoscrive l'azione in una casa, o meglio in una stanza della casa, e che misura le alterazioni narrative a partire dalla densa presenza di una dipartita che tutto lascia immaginare.
Morte coniugata al femminile che contagia progressivamente Rocco, finalmente aperto a una rinnovata disponibilità affettiva. Sono viva è un esordio di pregio che colora (di giallo) il cinema italiano, che ha grandi e solide doti (anche per merito degli interpreti), che ardisce "parlare con Lei", riattivando la potenza del femminile e rendendole giustizia.
L'opera prima di Dino e Filippo Gentili, già sceneggiatori, sa molto più di teatro orecchiato che non di film; segno, questo, che la professionalità di partenza ha avuto il sopravvento sulle ambizioni registiche degli autori. Se a ciò si aggiungono le complicazioni derivanti dall'improbabile e pasticciato psicodramma cui si dà seguito, il risultato è [...] Vai alla recensione »
Dopo una vicenda “politica” infinita, arriva finalmente in sala il noir “confidenziale” dei fratelli Gentili, Sono viva che mette in scena la morte e l’accomoda tra i protagonisti. Rocco, un ragazzo sensibile che sopravvive ai debiti e a una compagna esigente, accetta di vigilare il corpo senza vita di Silvia Resti, giovane donna morta prematuramente e deposta dal padre in una villa in provincia. La notte e la lunga veglia riveleranno a Rocco verità nascoste e ritorni possibili alla vita.
Avevamo incontrato i fratelli Gentili qualche tempo fa quando vollero farci partecipi dell'odissea produttiva e distributiva che ha accompagnato questo loro esordio. Il riconoscimento dell'interesse culturale nazionale per la sceneggiatura, poi il blocco dei fondi, la causa e la relativa transazione, e poi la lunga e penosa e ricerca di un distributore, di qualcuno che credesse in due esordienti alle [...] Vai alla recensione »