| Titolo originale | Chi bi |
| Anno | 2008 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | Cina |
| Durata | 148 minuti |
| Regia di | John Woo |
| Attori | Tony Chiu-Wai Leung, Takeshi Kaneshiro, Zhang Fengyi, Chen Chang, Zhao Wei Jun Hu, Shidou Nakamura, Chiling Lin, Yong Hou, Tong Jiang, Shido Nakamura, Jia Song, Dawei Tong, Qingxiang Wang, Yong You, Ba Sen Zha Bu, Hu Jun. |
| Uscita | venerdì 23 ottobre 2009 |
| Tag | Da vedere 2008 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 3,66 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 15 aprile 2020
Gli stati rivali di Shu e Wu si alleano per resistere all'attacco del generale Cao Cao, che vorebbe annetterli al regno di Wei. Otterranno una piccola vittoria, ma faranno infuriare Cao Cao. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office La battaglia dei tre regni ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 1,3 milioni di euro e 506 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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III secolo d.C.: il primo ministro Cao Cao muove guerra ai regni del sud della Cina per annetterli all'Impero: questi dovranno unire le loro forze per resistere all'invasore.
Sembra che John Woo se ne sia stato assiso su un trono ad osservare una sequela di colleghi (Zhang Yimou, Chen Kaige, Ang Lee, Feng Xiaogang, Ching Siu-tung) che si cimentavano con wu xia pian sempre più imponenti e spettacolari prima di scendere in campo e rimettere ordine nelle gerarchie.
Woo torna a casa, dopo le luci e le ombre di una lunga trasferta hollywoodiana - che in fondo di film davvero destinato a restare, all'altezza dei suoi migliori, ci ha regalato solo Face Off - e lo fa da leader indiscusso.
Il romanzo dei tre regni è uno dei testi fondamentali dell'epos cinese e Woo lo affronta senza badare a spese - ottanta milioni di dollari fanno del film la produzione più costosa della storia del cinema cinese - e cercando di convogliare nel kolossal tutte le sfaccettature di uno stile peculiare, a volte discusso, ma senza dubbio unico. L'edizione internazionale è molto più corta di quella di quasi quattro ore uscita in Cina, ma i pur abbondanti tagli non snaturano il senso profondo dell'opera.
Storia di (super)uomini, di amicizie virili che nascono e si consolidano in breve tempo, eccessi affrontati senza alcun timore (lo zoom per evidenziare i timori dell'Imperatore), i consueti omaggi a Sergio Leone - fino alla goccia d'acqua che indica la direzione del vento - e a John Ford. Ma soprattutto coreografie action (supportate dalla perizia di Corey Yuen) in cui far emergere il dinamismo boccioniano degli eroi e scene di battaglia girate con una perizia e un amore per il dettaglio come non se ne vedevano dal Bondarciuk di Waterloo.
Testuggini da De bello gallico, specchi ustori memori di Archimede, assalti navali degni della flotta ateniese che imbriglia l'Impero di Serse: ovvero il John Woo che da sempre ama iniettare elementi dell'Occidente in un corpus che rimane, e non potrebbe essere altrimenti, figlio dell'Oriente. L'interpretazione dei quattro elementi fondamentali e della loro mutevole natura - uno dei topoi wu xia per antonomasia, da King Hu in poi - gioca un ruolo chiave nell'esito della battaglia, sancendo il trionfo dell'umanità capace di convivere con il mondo circostante e la sua bellezza sulla macchina mortifera del potere e della sopraffazione.
E se gli effetti digitali non sempre sono all'altezza, è il fattore umano a colmare ogni lacuna. Anche in virtù di un casting all stars capace di rimettere fianco a fianco Takeshi Kaneshiro e Tony Leung, i due poliziotti innamorati di Hong Kong Express, rispettivamente nella parte dello stratega Zhuge Liang e del vicerè Zhou Yu.
Micidiali in guerra, ma che ad essa ricorrono solo per preservare i piaceri della vita, dell'amore, dell'arte e della natura dalla tirannia violenta dell'usurpatore Cao Cao; uomini che parlano per mezzo della musica o che leggono il futuro nelle nuvole, che combattono ma che pensano solo alla fine della guerra. Si vis pacem para bellum, ancora una volta.
Siamo nel 208 A.C. In Cina. Gli stati rivali di Shu e Wu formano un'alleanza contro il loro nemico comune, il malvagio e ambizioso generale Cao Cao del regno di Wei, ma sono seriamente in inferiorità numerica dalla sua grane armata formata da un milione di soldati. Ma con la carismatica guida del generale Zhou Yu, la perfetta strategia dello studioso Zhuge Liang e il supporto dell'imperatore Sun Quan, riescono a ottenere una piccola vittoria. Mentre il generale Cao Cao prende in giro l'evento come se non fosse accaduto niente di grave, la sua furia aumenta a dismisura.
John Woo ritorna in patria e, ispirandosi ad uno dei Quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese, Il romanzo dei tre regni (XIV secolo), concernente una celebre battaglia combattuta nel III secolo d.C., notissima in Asia come in Europa può esserlo quella delle Termopili, realizza il suo miglior film dai tempi di Face/Off. Un kolossal mastodontico, epico e imponente [...] Vai alla recensione »
La battaglia leggendaria dei Tre regni, 208 dopo Cristo, durante la dinastia Han, il kolossal più costoso del cinema cinese (80 milioni dollari). Il regista di Hong Kong John Woo ha sfidato Hollywood in questo monumento alla creatività della Cina, ieri e oggi. Il film vaga nei secoli e dalla data storica salta al tredicesimo secolo, quando Il romanzo dei tre regni di Luo Guanzhong manipolò fatti e [...] Vai alla recensione »