| Titolo originale | L'amour caché |
| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Lussemburgo, Italia, Belgio |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Alessandro Capone |
| Attori | Isabelle Huppert, Greta Scacchi, Olivier Gourmet, Mélanie Laurent, Jean-Michel Larre Giorgio Lupano. |
| Uscita | venerdì 5 giugno 2009 |
| Distribuzione | Archibald Enterprise Film |
| MYmonetro | 2,69 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 27 novembre 2017
Al terzo tentativo di suicidio, Danielle viene ricoverata in clinica da sua figlia e mette in atto un processo di analisi che la porterà a una sorprendente rivelazione finale. In Italia al Box Office L'amore nascosto ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 87,3 mila euro e 25,8 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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A quasi cinquant'anni Danielle passa le sue giornate in un silenzio inviolabile nella clinica dove è stata ricoverata - dalla figlia Sophie - dopo il terzo tentativo di suicidio. La psicologa che l'ha in cura cerca di spingerla a comunicare e la esorta a mettere per iscritto i suoi pensieri. Dal diario disperato della donna emerge che ha vissuto una vita nell'indifferenza, alternando sensazioni di disgusto al senso di colpa.
È un tema scomodo quello affrontato da Alessandro Capone. "Perché una donna, che ha partorito come una cagna, non può liberarsi del suo piccolo se ne prova fastidio, eliminandolo o divorandolo?" si chiede Danielle tra le mura spoglie della sua cella.
Esistono madri che arrivano a odiare i loro figli, ma nessuno ne parla o ne vuole parlare. Con un piglio autorale il regista romano, noto più per le sue fiction poliziesche che per i suoi drammi teatrali, esplora l'universo femminile e nello specifico quello materno, provocando profonde riflessioni. Spietato nell'elaborazione della problematica psicotica (Danielle) e altrettanto rigido nel mettere in scena l'amore/odio filiale (Sophia), Capone fa leva solo sulla figura della dottoressa Nielsen (interpretata con diligenza da Greta Scacchi) per dare un tocco di morbidezza alla tragicità della trama.
È un vero triangolo drammatico quello messo in atto da madre e figlia, che si susseguono nel ruolo di Vittima, Persecutore e Salvatore. I volti di Isabelle Huppert e Mélanie Laurent rispondono alla perfezione al copione evidenziato da Stephen Karpman. Il primo è supponente, misurato, distrutto dal dramma di essere madre suo malgrado, quello della Laurent è distaccato e inespressivo di fronte alla genitrice e all'analista, ma caldo e affettuoso nei confronti della figlia avuta giovanissima. Se Sophia si è liberata del copione malato, Danielle non riesce a vivere senza, la sua autodistruzione è consapevole e per questo premeditata. La gabbia che si è creata la sopraffà e l'uso sapiente della macchina da presa non fa che sottolineare il vuoto interiore della donna, con gli ambienti spogli, antisettici e impersonali della clinica dove Danielle trova riparo dal mondo.
L'amour caché è un film che solleva tante domande ma dà poche risposte, lasciando che sia il finale a offrire una parvenza di respiro dall'immersione in un universo (femminile) tragico e devastante.
“L’AMORE NASCOSTO” di ALESSANDRO CAPONE; ITA-BEL-LUSSEM, 07. Danielle è in cura psichiatrica a causa del suo disamore per la figlia. Un grave incidente le riavvicinerà. Benché tratto da un densissimo romanzo francese e immerso in atmosfere narrative che poco hanno a che fare con la nostra solarità, è in realtà un film italiano. Forse è per questo che è letteralmente “rotolato” tra i saldi di questa [...] Vai alla recensione »
La psicanalisi e il cinema hanno una relazione altalenante. I frutti della loro unione possono essere folgoranti (Bergman, Haneke, lo stesso Allen) oppure massacranti (e qui, per gentilezza non citiamo. Qualcuno però ci metterebbe senz'altro Von Trier). Fatto sta che i due si piacciono e quando si accoppiano - sullo schermo - di solito vale la pena prestare attenzione.