Il petroliere

Film 2007 | Drammatico, 158 min.

Regia di Paul Thomas Anderson. Un film Da vedere 2007 con Daniel Day-Lewis, Paul Dano, Kevin J. O'Connor, Ciarán Hinds, Dillon Freasier. Cast completo Titolo originale: There Will Be Blood. Genere Drammatico, - USA, 2007, durata 158 minuti. Uscita cinema venerdì 15 febbraio 2008 distribuito da Buena Vista International Italia. - MYmonetro 3,41 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 6 febbraio 2020

Argomenti:  Killers of the Flower Moon e gli altri film sulla ricerca del petrolio

Un ambizioso e spietato mercante di oro nero, acquisito per pochi dollari il diritto di sfruttare i pozzi di un terreno, inizia la scalata verso il potere e la ricchezza. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 3 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, ha vinto un premio ai SAG Awards, a AFI Awards, In Italia al Box Office Il petroliere ha incassato 1,7 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,41/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,65
PUBBLICO 3,49
CONSIGLIATO SÌ
Un grande autore dietro una grande storia di famiglia: un film spettacolare per cinefili.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 8 febbraio 2008
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 8 febbraio 2008

Daniel Plainview è un cercatore d'argento che, alla fine dell'800 trova il petrolio nell'Ovest degli Stati Uniti. La sua ricchezza diventa considerevole grazie anche allo sfruttamento della presenza dell'unico figlio che lo aiuta a convincere i contadini a cedergli i terreni. Troverà però sulla sua strada un giovane predicatore che prima lo aiuterà e poi, temendo un troppo veloce arrivo della modernità, manipolerà contro di lui la comunità. Le sorti personali, anche se non quelle economiche, di Plainview subiranno un duro colpo quando il figlio, a causa di un incidente presso un pozzo petrolifero, diviene sordo. L'uomo, sempre più accecato da una misantropia assoluta, lo allontanerà da sé precipitando sempre piu' nell'avidità del possesso. Paul Thomas Anderson si ispira per questo film alle prime 150 pagine del romanzo "Oil!" di Upton Sinclair il quale tratteggiava la biografia a tinte forti del magnate Edward L. Doheny (1856-1935). Il regista che ci ha regalato un film come Magnolia non mentisce le proprie doti di narratore possente sostenuto da un cast all'altezza che vede in pole position la prestazione di Daniel Day Lewis.
Il petroliere è un film fatto di bitume, di corpi che diventano tutt'uno con la terra e l'oro nero che la intride. Corpi pronti ad essere spezzati e anche dilaniati nella ricerca di un possesso avido quanto amorale. I primi venti minuti di proiezione, privi di parole, lasciano un'impressione profonda sullo spettatore quasi volessero offrire una lettura 'fisica' sulle origini di una specie ben definiti di capitalismo, quella che crea profitti enormi grazie allo sfruttamento delle viscere della Terra. È in questo grembo (in un film in cui non c'è alcuna protagonista femminile) che Daniel penetra per sottrargli prima l'argento e poi il petrolio. Ma non è questo l'unico sfruttamento. Ce n'è anche uno pulito che non si avvale di muscoli e ossa ma di parole: quello del giovane predicatore che riesce ad abbindolare i suoi fedeli facendo leva sulla loro ignoranza. Se nero è il liquido che sgorga dalla terra altrettanto nera è la divisa di questo falso servitore di Dio.
La denuncia è tanto pesante quanto carica di toni che, come la preziosa colonna sonora che assurge al ruolo di coprotagonista, vanno dall'esasperato al tenue. Non è un film pacificatore quello del regista che ha assistito sul suo ultimo set (quello di Radio America) il grande Bob Altman. Ci sarà chi lo troverà troppo spettacolare per considerarlo d'essai e chi invece lo riterrà troppo duro per avere successo commerciale. Chi scrive ritiene che si tratti di un film spettacolare per cinefili. Sembra un ossimoro ma è così.

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Recensione di Stefano Lo Verme

Daniel Plainview è un cercatore d'argento che, nell'America di inizio Novecento, fa fortuna grazie ai giacimenti di petrolio; insieme a lui c'è il piccolo H.W., un orfano che l'uomo ha preso con sé ed ha cresciuto come un figlio proprio. Nel 1911 Plainview giunge a Little Boston, in California, determinato ad acquistare i terreni di una piccola comunità contadina per impiantarvi le sue trivelle ed arricchirsi con il loro petrolio...
Dopo una serie di opere corali alla Altman (Boogie nights, Magnolia), il regista e sceneggiatore Paul Thomas Anderson torna dietro la macchina da presa con il film Il petroliere, vincitore di due premi Oscar (miglior attore e miglior fotografia) e dell'Orso d'Argento al Festival di Berlino 2008. La pellicola, girata fra il New Mexico e il Texas e prodotta dallo stesso Anderson, è basata sulle prime 150 pagine del romanzo Petrolio!, di Upton Sinclair, ispirato alla vita del magnate Edward L. Doheny. Protagonista assoluto è Daniel Plainview, un cercatore di petrolio avido ed ambizioso che, sullo sfondo di un'America alle soglie della modernità, sfrutta i giacimenti sotterranei delle località più arretrate della California, manipolando e truffando le piccole comunità di contadini che vi abitano. Un uomo arrogante e privo di scrupoli che, sullo schermo, ha la statura possente e lo sguardo brutalmente orgoglioso di Daniel Day-Lewis, alle prese con uno dei personaggi più intensi e memorabili della sua carriera.
Nell'arco di oltre due ore e mezzo, Anderson ci narra l'emblematica parabola del suo protagonista, ed allo stesso tempo ripercorre la nascita del capitalismo nell'America rurale, una terra di conquista sventrata dai pozzi e dalle trivelle in un'epoca contrassegnata da profondi mutamenti economici e sociali. A partire dal lungo incipit del film, in cui ci vengono mostrate la ricerca del petrolio e la fatica dei minatori, il regista ci illustra un momento cruciale della storia americana, richiamandosi a classici sul mito della Frontiera come Furore o Il gigante. In questa cruda descrizione della "febbre dell'oro nero", la cinepresa si sofferma su scenari aridi e selvaggi, sulle ruvide rocce del suolo californiano e sui corpi straziati dei minatori, vittime sacrificate sull'altare di un profitto sfrenato e amorale; indugia sui primi piani di Day-Lewis e sul suo volto annerito dal petrolio, che nel corso della pellicola si fa sempre più feroce e disumano, fino a trasformarsi in un'atroce maschera di malvagità.
Il fulcro centrale della trama è proprio il personaggio di Plainview con la sua irrefrenabile brama di ricchezza, che lo porterà ad essere divorato da una cieca furia nei confronti di tutte le persone che lo circondano. Il suo rapace spirito di competizione ed il suo odio segreto e rabbioso saranno i demoni che lo trascineranno nella spirale della follia, specialmente dopo l'incidente che renderà sordo il suo adorato figlioletto adottivo H.W. (Dillon Freasier). Plainview è un uomo che vuole vincere ad ogni costo, e per farlo è disposto perfino a sporcarsi le mani di sangue (e infatti il titolo originale, There will be blood, è quanto mai profetico). Ma sulla sua strada troverà Eli Sunday (il bravissimo Paul Dano), figlio di uno dei contadini di Little Boston: un giovane e carismatico predicatore a capo di un gruppo di fanatici religiosi (la Chiesa della Terza Rivelazione), che tenta di servirsi di Plainview a proprio vantaggio e intraprende con lui un confronto che andrà avanti per molti anni, per chiudersi infine in un tragico epilogo.
Con Il petroliere, Anderson dà vita ad un grandioso dramma dal respiro epico, con alcune sequenze da antologia (come la scena dell'esplosione del pozzo) ed un protagonista che rievoca il cittadino Kane di Quarto potere; soprattutto nel finale, quando Plainview, ricco e potente, si scopre ormai prigioniero della propria solitudine. Ma se la prima parte rasenta il capolavoro, nella seconda la durata eccessiva del film rischia talvolta di rallentare la narrazione. All'attivo della pellicola vanno segnalate la martellante colonna sonora di Jonny Greenwood e la magnifica fotografia dai toni cupi di Robert Elswit; oltre, naturalmente, ad un ineguagliabile Daniel Day-Lewis, che si immerge anima e corpo nel proprio ruolo e ne ricava un'interpretazione magistrale, per la quale ha ricevuto il premio Oscar e il Golden Globe come miglior attore.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 22 febbraio 2013
Fedson

Quello che si rivelerà uno dei film più importanti ed influenti del XXI secolo, è frutto dell'enigmatica mente di Paul Thomas Anderson, già creatore di pure odissee emozionanti del calibro di "Magnolia". Tutto quello che credevate di sapere sull'essere umano: le sue origini, la sua abilità di pensare e agire, il suo istinto, la sua rabbia, le [...] Vai alla recensione »

Frasi
Una notte verrò da voi nella vostra casa o dovunque voi stiate dormendo e vi taglierò la gola.
Una frase di Daniel Plainview, il petroliere (Daniel Day-Lewis)
dal film Il petroliere
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

All'inizio c'è un uomo. Non un personaggio letterario, una persona vera: il ricchissimo petroliere Edward Doheny, padre d'un figlio al quale sperava d'affidare in futuro il controllo dell'industria di famiglia (il ragazzo si ribellò invece alla sua autorità). Presto Doheny diventò protagonista romanzesco nel libro scritto da Upton Sinclair nel 1927, Petrolio!.

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RUBRICHE
venerdì 15 febbraio 2008
Chiara Renda

Il petroliere da Berlino all'Italia Dopo l'uscita strategica, a San Valentino, dell'esordio alla regia di Silvio Muccino con l'ennesimo film sentimentale italiano, Parlami d'amore, finalmente arriva un fine settimana di qualità all'insegna del cinema [...]

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mercoledì 13 febbraio 2008
Tirza Bonifazi Tognazzi

La genesi In principio ci fu "Petrolio!". Scovato in un negozio londinese in un momento in cui sentiva fortemente la mancanza di casa, il romanzo di Upton Sinclair - con la sua copertina a richiamare il West Americano così caro al cineasta - ha offerto [...]

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martedì 12 febbraio 2008
Stefano Cocci

Breve storia del Metodo Daniel Day-Lewis Il "metodo" Daniel Day-Lewis consiste nella completa e totalizzante immersione nel personaggio, durante tutto il periodo delle riprese e anche se questo vuol dire essere trasportato a braccia da un set all'altro [...]

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mercoledì 30 gennaio 2008
Chiara Renda

Autori americani in grande stile Dalla seconda metà di febbraio, avvicinandoci all'atmosfera celebrativa dell'ottantesima edizione degli Oscar (la cerimonia di premiazione si terrà il 24 febbraio), siamo pronti ad accogliere diversi film candidati a [...]

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