| Titolo originale | The Life Before Her Eyes |
| Anno | 2007 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Vadim Perelman |
| Attori | Uma Thurman, Evan Rachel Wood, Eva Amurri Martino, Gabrielle Brennan, Brett Cullen Oscar Isaac, Jack Gilpin, Maggie Lacey, John Magaro, Lynn Cohen, Nathalie Paulding, Molly Price, Oliver Solomon, Isabel Keating. |
| Uscita | venerdì 2 gennaio 2009 |
| Distribuzione | Mediafilm |
| MYmonetro | 2,46 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 8 febbraio 2010
La vita di Diana McFee è tormentata da un mistero, un terribile evento avvenuto circa quindici anni prima: una strage avvenuta all'interno del suo liceo nella quale la sua migliore amica Maureen rimase uccisa. In Italia al Box Office Davanti agli occhi ha incassato 291 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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A Briar Hill, nel Connecticut, vivono e sono amiche inseparabili Diane e Maureen, teenager dal carattere opposto e dalla sensibilità affine. Prese tra compiti e invaghimenti, condividono aula, mensa, piscina, automobile e il bagno del college dove le inchioda la follia omicida di un loro compagno. Michael Patrick ha deciso di sparare e di ucciderne soltanto una. Spetterà alle ragazze la scelta estrema ed esclusiva. Quindici anni dopo Diane, sposata a un professore di filosofia e madre di una graziosa bambina, fa ancora i conti con quella sentenza e quel lutto. Presente e passato si alternano nella sua testa. In apparenza, almeno.
Nel college di Vadim Perelman, trasposto dal romanzo di Laura Kasischke ("La vita davanti agli occhi") ci sono due amiche teenager e un "elefante", che nessuno vede e a cui nessuno crede, nemmeno Diane. E dire che Michael Patrick è sempre stato seduto di fronte alla bionda Lolita (che a lui non si è mai interessata) e proprio a lei aveva preannunciato il suo risentimento e il suo proposito. Adesso Diane e Maureen sono disarmate davanti al compagno armato, che le ha condotte con lui nel ground zero del sogno americano e dell'America giovane, dove abita soltanto la noia, l'indifferenza e il sangue. Se nel suo Elephant Gus Van Sant tratteneva il respiro, il regista ucraino, trapiantato negli States, gira in apnea, dentro l'acqua e attraverso l'acqua, azzerando, riavvolgendo e ripartendo sempre dallo stesso luogo (il bagno della scuola) e dallo stesso punto di vista (quello di Diane), che vive e rivive quel lungo e sospeso momento. Momento dopo il quale non potrà esserci una spiegazione, solo la gelida e rallentata cronaca del martirio di una generazione persa e inerte.
Vadim Perelman non è interessato però a produrre un discorso politico sulle armi come fece Michael Moore con Bowling a Columbine o di comprendere nella narrazione l'interpretazione dello spettatore come suggerì Gus Van Sant, quanto di entrare nella mente di una delle due protagoniste e di investigare l'attimo che precede la fine. L'istante congelato e arrestato in cui vediamo scorrere come un film (appunto) il nostro passato. Ma è a questo punto e in quell'intervallo che Perelman introduce l'anomalia, confondendo memoria e sogno, passato e futuro, flashback e flashforward, elaborazione del passato nel presente e desiderio di un futuro inattuabile. Non possiamo davvero dire di più senza scoprire la struttura narrativa del film, svelato da un epilogo retroattivamente illuminante. Uno schiaffo per lo spettatore, un proiettile sparato ad arte (quella del racconto) che ci stenderà ammirati o sconcertati.
Diana e Maureen sono due amiche adolescenti che vivono a Briar Hill, una piccola città del Connecticut, dove frequentano lo stesso liceo. Diana è una giovane dal carattere ribelle e trasgressivo, mentre Maureen ha una personalità più timida e riflessiva. Una mattina, un ragazzo irrompe nella scuola armato di mitra e punta l'arma contro di loro, mettendole di fronte ad una scelta terribile...
Opera seconda del regista di origine ucraina Vadim Perelman, che si era imposto all'attenzione della critica nel 2003 con l'apprezzato La casa di sabbia e nebbia, Davanti agli occhi è un piccolo film indipendente a basso costo basato sul romanzo La vita davanti ai suoi occhi di Laura Kasischke. La pellicola, sceneggiata da Emil Stern, prende spunto da un evento che ricorda la tragedia di Columbine: un ragazzo entra a scuola armato di mitra ed apre il fuoco su compagni e professori. Ma il vero fulcro del film non è tanto questa folle sparatoria o le cause che hanno portato a un simile gesto: al centro della storia raccontata da Perelman troviamo le esistenze parallele di due intime amiche, Diana e Maureen, interpretate rispettivamente da Evan Rachel Wood ed Eva Amurri.
Il film di Perelman scorre in una continua alternanza di due diversi piani narrativi. Il primo è quello che ci descrive la svagata quotidianità di Diana e Maureen: l'una teenager irrequieta alla ricerca di emozioni forti, l'altra più equilibrata e con la testa sulle spalle. Le radicali differenze di carattere fra le due ragazze sono bilanciate da un'intesa istintiva che permette loro di compensarsi a vicenda, e (cosa più importante) di condividere gioie e dolori di quella età inquieta in cui ci si sforza di trovare la propria strada. L'altra dimensione della storia è ambientata invece quindici anni dopo, e ci racconta la vita di Diana da adulta (alla quale presta il volto Uma Thurman): in apparenza madre di famiglia serena ed appagata, in realtà ancora pigioniera dei fantasmi di un passato che riaffiora a tormentarla con atroce puntualità. I flashback della giovinezza di Diana si incastrano così tra i vari frammenti di una giornata della donna: la stessa giornata in cui cade l'anniversario della sparatoria.
Se i continui passaggi dal presente al passato, in un abile gioco di rievocazioni e di rimandi, garantisce senza dubbio una notevole suggestione per lo spettatore, va anche detto però che, nel trasferire tale meccanismo dalla pagina allo schermo, non tutto funziona perfettamente. E alla fine, nonostante gli innumerevoli spunti di interesse offerti da una trama originale e spiazzante, rimane tuttavia un certo senso di indeterminatezza, dovuto forse a qualche squilibrio nella sceneggiatura o a delle scelte registiche un po' fini a se stesse (come il voler tornare con insistenza ossessiva alla scena di Diana e Maureen nel bagno della scuola). Affascinante, comunque, la sospensione fra onirico e reale che caratterizza alcuni momenti del film, risolta nel finale da un clamoroso colpo di scena che scardina tutte le certezze dello spettatore, ribaltando completamente l'intera struttura narrativa.
In un procedere ansioso di immagini disallineate nel tempo,il film sviluppa l'angoscia e la tragedia che matura nell'animo della protagonista e si allarga a inviluppare il complesso delle vite che le fanno da contorno. Non esiste filo continuo,nella narrazione,che è posta processionalmente su differenti piani discontinui fra loro,in processanti flashback,correlati con l'oggi da situazioni,episodi,concet [...] Vai alla recensione »
The Life Before Her Eyes, from director Vadim Perelman ("The House of Sand and Fog"), is adapted from a well-regarded novel by Laura Kasischke. The movie has its good points too, notably an eerily mesmerizing performance by Evan Rachel Wood. But there's an airtight quality to the movie, an off-kilter contemporary gothic complete with weird nuns, writhing Pentecostals and a disaffected high school kid [...] Vai alla recensione »