| Anno | 2006 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | USA |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Paul Weitz |
| Attori | Hugh Grant, Dennis Quaid, Mandy Moore, Marcia Gay Harden, Willem Dafoe, Chris Klein Judy Greer, Jennifer Coolidge, Sam Golzari, Seth Meyers, John Cho, Bernard White, Tony Yalda, Noureen DeWulf, Shohreh Aghdashloo, Marley Shelton. |
| Uscita | venerdì 9 giugno 2006 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,05 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 18 aprile 2011
Una satira sugli americani e sulle loro manie di protagonismo. Tutto questo rappresentato in un concorso canoro: l'American Dreamz. In Italia al Box Office American Dreamz ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 390 mila euro e 167 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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American Dreamz è il reality show a cui tutti, ma proprio tutti, vorrebbero partecipare. Condotta dal cinico Martin Tweed, la trasmissione più famosa degli States fa incetta di concorrenti o aspiranti tali, ciascuno con un sogno che poi è sempre lo stesso: diventare famosi ad ogni costo. All'ultima edizione arrivano in finale un rapper ebreo, una barbie cantante del Sud e un rifugiato iracheno. Quest'ultimo introdotto negli Stati Uniti per svolgere una missione suicida. L'improvvisa popolarità come cantante melodico gli vale la finalissima e l'occasione per compiere un attentato. Alla trasmissione prenderà parte il presidente degli Stati Uniti in cerca di voti e di consensi perduti. La bomba, come il successo, non mancherà di esplodere ma niente andrà come previsto, tranne lo spettacolo che deve sempre continuare.
I ragazzi di American Pie sono cresciuti, domati gli impulsi pruriginosi dell'adolescenza, adesso sognano soltanto la fama, quella effimera del piccolo schermo e la gloria, quella militare dei reduci dall'Iraq. In tempo di disimpegno cinematografico estivo il regista Paul Weitz regala ai cinefili qualcosa su cui s-parlare. Perché la sua commedia, squisitamente e politicamente scorretta, mette in scena l'America del vaniloquio parafrasando il celeberrimo reality American Idol. Una versione esasperata degli "Amici" nostrani, quelli che il Martin Tweed in gonnella fa arrivare dall'Albania per farne dei casi umani prima che dei ballerini. Uno dei talenti scoperti, in tutti sensi, dal conduttore dei sogni americani è interpretato dalla cantante pop Mandy Moore, nei panni di una bellezza bionda arrivata al successo dopo anni di diete e al fianco di uno sprovveduto reduce del Golfo Persico. L'incisivo e graffiante Martin Tweed spetta invece al "boy" Hugh Grant, che il film di Weitz consacra principe delle canaglie. Nessuno riesce a risultare tanto insolente da diventare irresistibile come lui. Ma fascino e talento non difettano nemmeno al presidente degli Stati Uniti di Dennis Quaid, che all'indomani della sua rielezione scopre di essere disprezzato dai più. Rivelazione assai più grande sarà la lettura di libri e giornali (addirittura canadesi!) che denunciano una realtà lontana da quella confezionata nei briefing di stato da un irriconoscibile Willem Dafoe. Un'opera necessaria per il cinema e fatale (speriamo) per la televisione.
Londra 1912-1913. E’ in questa città che tantissime “Everywoman” al grido di “Deeds not Words” \ Fatti non parole /, iniziano una lotta per vedere riconosciuto il loro diritto al voto e con esso una dignità mai riconosciuta. "Suffragette," ci mostra che come tale lotta è stata portata avanti.
C'è qualcosa di spaventoso, in American Dreamz (Usa, 2006, 107'). E non si tratta dello stupore con cui Staton (Dennis Quaid) "scopre" che in Iraq le cose sono piuttosto complicate. Nel film scritto e diretto da Paul Weitz, Staton è il presidente appena rieletto degli Usa. La mattina successiva alla vittoria, preso da accidia e deciso a non alzarsi dal letto, si imbatte quasi per caso in una copia [...] Vai alla recensione »