In America - Il sogno che non c'era

Film 2002 | Drammatico, +16 120 min.

Anno2002
GenereDrammatico,
ProduzioneIrlanda, Gran Bretagna
Durata120 minuti
Regia diJim Sheridan
AttoriPaddy Considine, Samantha Morton, Sarah Bolger, Emma Bolger, Djimon Hounsou .
Uscitavenerdì 6 febbraio 2004
Distribuzione20th Century Fox Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 2,63 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jim Sheridan. Un film con Paddy Considine, Samantha Morton, Sarah Bolger, Emma Bolger, Djimon Hounsou. Genere Drammatico, - Irlanda, Gran Bretagna, 2002, durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 6 febbraio 2004 distribuito da 20th Century Fox Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 2,63 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 5 marzo 2020

Da parte di Jim Sheridan, regista di Il mio piede sinistro e Nel nome del padre,ci si poteva aspettare di meglio. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a SAG Awards, Il film è stato premiato a AFI Awards, Al Box Office Usa In America - Il sogno che non c'era ha incassato 15,5 milioni di dollari .

In America - Il sogno che non c'era è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato nì!
2,63/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO 3,27
CONSIGLIATO NÌ
Come e`difficile raccontare se stessi.
Recensione di Manuelle Le Rhun
Recensione di Manuelle Le Rhun

New York. anni Ottanta. Una famiglia irlandese senza un soldo in tasca si trasferisce in America per ricostruire una nuova vita dopo la dolorosa perdita del loro figlio. Johnny e Sarah formano con le loro bambine Christy e Ariel una famiglia unita ma messa alla prova dalle numerose difficoltà da affrontare nel quotidiano. Il giorno di Halloween, le bambine fanno la conoscenza del loro vicino Mateo, un gigantesco nero che spaventa tutto il palazzo con i suoi urli ma si rivela una persona molto umana che cambierà radicalmente la loro vita come per magia.
Inutile portare il fazzoletto, questo film molto drammatico non strappa una lacrima.. Da parte di Jim Sheridan, regista di Il mio piede sinistro e Nel nome del padre, ci si poteva aspettare di meglio soprattutto per un racconto basato su un`esperienza personale. Eppure il film parte bene con l'arrivo a New York pieno di promesse in un vortice di luci e musica che però si spegne subito con la successione di sfide e problemi da risolvere. È particolarmente interessante vederlo attraverso lo sguardo fresco, sensibile e spesso già maturo delle due bambine. Ma la seconda parte si ribalta in un mondo di fantasia magica in contrasto con il sapore documentaristico della realtà registrato dalla cinepresa della figlia più grande.

Sei d'accordo con Manuelle Le Rhun?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Immigrato clandestinamente in auto dal Canada negli USA con moglie e due bambini, l'irlandese Johnny Sheridan arriva a New York e trova alloggio in un fatiscente e malabitato caseggiato del quartiere Hell's Kitchen, a est di Harlem, che, però, nello sguardo delle piccole Christy e Ariel diventa un mondo fatato. Il nucleo della storia dovrebbe essere la faticosa elaborazione di un duplice lutto: la morte accidentale di un terzo figlio e il "sogno americano" che, come tale, si rivela illusorio. Questo secondo lutto è enunciato più che sviluppato, e risolto sentimentalmente con l'amicizia e la solidarietà dal basso. Scritto dal regista con le due figlie Naomi e Kirsten sulla base di esperienze autobiografiche, è un dramma dov'è difficile separare il grano dal loglio, la forza dei sentimenti dalle scivolate nel sentimentalismo, il rifiuto della drammaturgia hollywoodiana dal ricorso ai suoi stereotipi, la fiducia nell'avvenire da un ottimismo mieloso. Al suo attivo, comunque, c'è l'alternarsi di un doppio punto di vista sulla situazione, adulto e infantile: il controcanto delle due bambine è la sua carta vincente sul piano della comunicazione emotiva. Esposto al Festival di Toronto nel 2002, messo in magazzino dalla Fox Searchlight, ripescato al Sundance, 3 candidature agli Oscar 2004: attrice protagonista (Morton), attore non protagonista (l'afroamericano Hounsou), sceneggiatura.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 17 luglio 2012
boboskij

A volte ritornano ...ed è un piacere vederli ritornare. Dopo la lunga sosta di cinque anni dal suo ultimo film ''The boxer''  ritroviamo Jim Sheridan, l'autore de ''Il mio piede sinistro'' e ''Nel nome del padre'' ,alle prese con un film parzialmente autobiografico scritto a più mani con la collaborazione delle figlie Naomi e Kirsten.Dal [...] Vai alla recensione »

domenica 30 dicembre 2012
denzel for ever

film ben diretto e recitato...li lascia guardare parecchio...bravissimo Dijmon Hounsou

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mariano Furlani
Duellanti

Imbarazzati di fronte al dato autobiografico che Sheridan esibisce senza pudore, decidiamo, scevri dal contenuto così emotivamente ricattatorio, di vederlo come un simpatico horror irlandese per famiglie numerose. Partiamo dal luogo: New York dove basta metterci piede per cominciare a intraprendere un percorso psicanalitico, non più solo set ma vero e proprio setting.

Enrico Magrelli
Film TV

I bambini guardano e ci guardano. Ora usano una videocamera come fa Christy, la narratrice, che documenta la “vita americana” di una famiglia irlandese immigrata a New York negli anni 80. Il padre Johnny (Considine) attore, la madre Sarah (Samantha Morton che rivela, film dopo film, la forza di una recitazione svincolata dai dialoghi), Christy e la sorellina minore Ariel (Sarah ed Emma Bolger sono [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Alla larga da quel palazzo: è una gabbia di matti. Eppure proprio lui, in un quartiere malfamato di New York dove circolano quasi soltanto tossicodipendenti e rapinatori, vengono ad abitare papà Johnny e mamma Sarah, insieme alle giovanissime figlie Ariel e Christy. Ed è dalla voce e attraverso lo sguardo di quest’ultima, la più matura del clan (“il peso della famiglia è tutto sulle mie spalle”, sbotta [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

È un film doppio, In America (Irlanda e Gran Bretagna, 2002, 107’). Due infatti sono i punti di vista da cui lo racconta Jim Sheridan. Il primo, realistico, è quello di Sarah (Samantha Morton) e Johnny (Paddy Considine), che han lasciato l’Irlanda per ricominciare a vivere a New York, dopo la morte dei loro Frankie. Il secondo è quello di Christy: e Ariel (Sarah ed Emma Bolger).

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Jim Sheridan, il bravo regista irlandese cinquantacinquenne, condensa in In America, da lui scritto insieme con le figlie Naomi e Kirsten, fatti della propria vita: ha perduto per un tumore al cervello il fratello diciassettenne Frankie al quale il film è dedicato; con moglie e figlie si è trasferito da giovane negli Stati Uniti, inseguendo il Sogno Americano; cattolico, crede all'intervento provvidenziale [...] Vai alla recensione »

Massimo Lastrucci
Ciak

Una famiglia d’irlandesi a New York. Padre (Paddy Considine), attore costretto a riciclarsi in tassista, madre :Samantha Morton) ex insegnante, di due ragazzine dalla battuta pronta e disarmante (Sarah ed Emma Bolger). Non sono emigranti comuni. Non li spinge il bisogno o l’avventura, ma qualcosa di più doloroso: l’assenza del terzo figlio, morto di tumore, un’assenza che pesa sugli equilibri familiari [...] Vai alla recensione »

Adriano De Carlo
Il Giornale

Per quanto si possa affermare che In America è un diligente e sincero racconto semiautobiografico del resta irlandese Jim Sheridan, ci si può interrogare sull'utilità di un film che rinuncia a venire in soccorso dello spettatore. Di fatto una faccenda privata forse per oziosi del cinema. Sheridan è un autore che ha esportato il malessere della società irlandese, spaccata dalla violenza urbana e dal [...] Vai alla recensione »

winner
film dell'anno
AFI Awards
2004
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