| Titolo originale | Rounders |
| Anno | 1998 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 121 minuti |
| Regia di | John Dahl |
| Attori | Matt Damon, Edward Norton, Paul Cicero, John Turturro, Gretchen Mol, Famke Janssen Merwin Goldsmith, John Malkovich, Martin Landau, Sonny Zito, Michael Rispoli, Raymond Iannicelli, Melina Kanakaredes, Mal Z. Lawrence, Josh Mostel, Goran Visnjic, Lenny Venito, Ray Iannicelli, Lenny Clarke, Peter Yoshida, Jay Boryea, Richard Mawe, Michael Lombard, Tom Aldredge, Beeson Carroll, E. Matthew Yavne, Erik LaRay Harvey, Dominic Marcus, Brian Anthony Wilson, George Kmeck, Kohl Sudduth, Joseph Parisi, Charlie Matthes, Hank Jacobs. |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,59 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 6 giugno 2019
Un giovane studente di giurisprudenza deve tornare a giocare a poker per aiutare un amico a pagare gli strozzini. Al Box Office Usa Il Giocatore - Rounders ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 21,6 milioni di dollari e 8,5 milioni di dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Mike McDermott è uno studente di giurisprudenza attratto dal giro del poker. Sembra esserne uscito, ma vi ricade grazie a un amico che ha appena lasciato la prigione. Dovrà scegliere tra l'azzardo e l'amore. Unici elementi degni di nota: la lunga sequenza della partita e Malkovich impegnato nel ruolo di un giocatore russo goloso di biscotti.
Questo"ROunders"(John Dahl, 1998), che narra di uno studente di giurisprudenza povero che gioca per pagare gli studi, poi lascia il gioco, poi ancora riprende a giocare per soccorrere un amico appena uscito dal carcere, persona in difficoltà e cnn il"vizio"di"barare", è avvincente, ben realizzato(da"The Man with the Golden Arm"di Otto Preminger, [...] Vai alla recensione »
Si può giocare per soldi, per la speranza d'arricchire o almeno di migliorare la propria vita, e il numero di chi lo fa cresce continuamente (in Italia i giocatori sistematici, pare, sono adesso tredici milioni). Oppure si può giocare per sentirsi vivi, per rischiare, per mettersi alla prova e vincere, per stare in tensione, considerando il gioco un surrogato dell'avventura, dell'ideologia, dell'eroismo [...] Vai alla recensione »