| Anno | 1998 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Carlo Verdone |
| Attori | Carlo Verdone, Regina Oriuoli, Paolo Triestino, Gina Rovere, Enrico Pozzi, Vito Passeri Regina Orioli, Ines Nobili. |
| Uscita | giovedì 15 ottobre 1998 |
| Distribuzione | C.G.D - Cecchi Gori Distribuzione |
| MYmonetro | 3,01 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 31 gennaio 2020
È tutto un fiorire di personaggi alla Verdone: il bulletto di periferia, l'uomo che diceva di essere figlio di Elvis, il manager trasgressivo.
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CONSIGLIATO SÌ
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È tutto un fiorire di personaggi alla Verdone: il bulletto di periferia, l'uomo che diceva di essere figlio di Elvis, il manager trasgressivo. La storia che unisce i personaggi è quella di Armando Feroci (Verdone appunto), che diventa gli occhi della cognata cieca, di cui è innamorato. Si sa, Verdone fa buon cinema, anche se noi preferiamo la sua attitudine più "seria", quella di Compagni di scuola, Maledetto il giorno che ti ho incontrato e Perdiamoci di vista. In questo caso si affida completamente al suo "carattere" e forse finisce per troppo incombere. Inoltre è troppo visibile, quasi violenta la caduta di qualità dei momenti in cui lui non è in scena. Caratteristi e situazioni davvero non all'altezza. Ma Verdone val bene qualche borgataro di troppo.
Verdone torna al registro macchiettistico portando sullo schermo un personaggio tipo italiano-medio: qualche pregio e molti difetti, il vuoto mascherato con l'esuberanza al limite del patologico. Un film profondamente pessimista sul genere umano; da questo punto di vista Verdone non ci lascia molte speranze: siamo fatti così. Certo non tutti pensiamo di essere figli di Elvis o imbroglieremmo [...] Vai alla recensione »
Pur avendo passato la quarantina, Armando Feroci (Carlo Verdone) è ben lontano dall’aver raggiunto la maturità. Bulletto romano con il mito di Elvis Presley - sostiene di esserne il figlio naturale, in seguito a una scappatella della madre durante il suo “periodo newyorchese”... - ne ha combinata una che lo ha messo davvero nei guai. Un gruppo integralistico di un imprecisato Paese musulmano lo ha [...] Vai alla recensione »