| Anno | 1994 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 125 minuti |
| Regia di | Gianni Amelio |
| Attori | Michele Placido, Enrico Lo Verso, Piro Milkani, Elida Janushi, Carmelo Di Mazzarelli . |
| Uscita | martedì 6 settembre 1994 |
| Tag | Da vedere 1994 |
| Distribuzione | Penta Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,30 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 15 aprile 2024
Un film non indispensabile. Un giovane va in Albania con un losco affarista che vuole aprire una fabbrica di calzature. Hanno bisogno di un prestanome... Ha vinto 2 Nastri d'Argento, Il film è stato premiato a Venezia,
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CONSIGLIATO SÌ
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Un film non indispensabile. Un giovane va in Albania con un losco affarista che vuole aprire una fabbrica di calzature. Hanno bisogno di un prestanome e trovano un vecchio albanese. Ma questi fugge e il giovane lo insegue. Viaggiano insieme, ma nascono molti problemi. Oltre a essere dimenticato dal "socio", scopre che il vecchio è in realtà un italiano. Intorno a loro un paese allo sbando che campa di stenti e guarda la televisione italiana. Prenderanno una nave che li riporta in Italia. Per certi versi migliore di Ladro di bambini ma più dispersivo. Il film, pur avendo un suo valore, soffre di alcune forzature. Vuol fare sia denuncia che poesia, non riuscendo a fonderli fino in fondo. La scena finale della nave carica di albanesi (vista e stravista in tv) rischia di essere inutile e ridondante. Placido è bravo ma scompare presto. Lo Verso non è abbastanza duttile, mentre la vera sorpresa è Piro Milkani, il vecchio. In concorso alla Mostra di Venezia.
Filmati d’epoca scorrono sui titoli di apertura, 1939, Mussolini entra trionfante, l’Albania è italiana. Cinquant’anni dopo. Finito anche il regime comunista, Hoxha eliminato, caduti finalmente tutti i muri, cosa rimane da fare ad un popolo lungo la meravigliosa strada verso la felicità? Indossare un buon paio di scarpe che produrrà la ditta XY, capitali esteri ma con manodopera albanese, mediatori [...] Vai alla recensione »
Lamerica di Gianni Amelio racconta l'Albania postcomunista, il conflitto tra Paesi malati di benessere e Paesi agonizzanti di fame, la lacerazione religiosa tra cristiani e musulmani: affrontando le tragedie dei nostri anni il cinema va oltre il documento e oltre la cronaca, dà loro forza simbolica, condensazione, il pathos dei destini individuali nelle catastrofi collettive.