Zeder

Film 1983 | Horror V.M. 14 100 min.

Anno1983
GenereHorror
ProduzioneItalia
Durata100 minuti
Regia diPupi Avati
AttoriCesare Barbetti, Gabriele Lavia, Anne Canovas, Marcello Tusco, Bob Tonelli, Adolfo Belletti Andrea Montuschi.
TagDa vedere 1983
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 3,26 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Pupi Avati. Un film Da vedere 1983 con Cesare Barbetti, Gabriele Lavia, Anne Canovas, Marcello Tusco, Bob Tonelli, Adolfo Belletti. Cast completo Genere Horror - Italia, 1983, durata 100 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,26 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una leggenda sostiene che esistono alcuni posti con particolarità geologiche che permettono di non morire. Uno studente con velleità di romanziere cre...

Consigliato sì!
3,26/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,14
CONSIGLIATO SÌ
Scheda Home
Critica
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Cinema
Trailer

Una leggenda sostiene che esistono alcuni posti con particolarità geologiche che permettono di non morire. Uno studente con velleità di romanziere crede di identificare uno di questi luoghi in una località vicino a Ravenna. Qui trova un prete spretato che è sopravvissuto sì, ma sotto forma di vampiro.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Alla fine dell'Ottocento tal Paolo Zeder elaborò l'astrusa teoria dei terreni K, sparsi qua e là sul pianeta, dai quali i trapassati possono tornare tra i vivi. Succede nella necropoli etrusca di Spina, vicina a Comacchio (FE). Stefano (Lavia), scrittore incline al sensazionalismo, indaga sul "ritorno" di un prete spretato. Talvolta chi scava può non cavarsela. 2ª mystery story del bolognese Avati dopo La casa delle finestre che ridono . Gioca sul conflitto tra il tenebroso orrore del tema e la solare quotidianità dei paesaggi, sceglie bene le facce, conosce l'arte del suggerire, risolve l'intrigo con un abile colpo di scena.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 28 maggio 2012
miguel

Zeder di Pupi Avati è una delle migliori pellicole horror degli anni '80 con una atmosfera cupa, angosciante, claustrofobica capace di suscitare momenti di sano terrore e gelidi brividi senza necessariamente servirsi di effettoni speciali o chissà quali artefizi. Non che non vi siano presenti scene forti, anzi...ma ciò su cui punta il regista per creare paura nello spettatore è un sottile legame sociale [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 agosto 2018
ralphscott

Ho visto questo bizzarro horror rurale,come il regista ama ricordare siano definiti certi suoi film,poche settimane fa',nel cortile di Palazzo Ducale a Genova. Il simpaticissimo regista ci ha introdotto a quest'opera lasciandosi prendere la mano: non finiva più di parlare,e molti,me compreso,avrebbero voluto continuasse;quelche si dice un affabulatore.

giovedì 8 ottobre 2015
Dandy

Un altro riuscito esempio di horror nostrano firmato Pupi Avati,che sceneggia col fedele fratello Antonio e Maurizio Costanzo(mi chiedo se oggi non si faccia almeno un pò schifo ripensando al talento che aveva).Come nel precedente "La casa delle finestre che ridono",un misterioso ed oscuro enigma in un'anonima provincia che coinvolge un giovane qualunque la cui curiosità [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 marzo 2009
toty bottalla

non è certo il più riuscito fra i capolavori a cui il grande maestro ci ha abbituati tuttavia il film, secondo me, a tratti riesce a coinvolgere lo spettatore creandogli l'ansia giusta a soddisfare emozioni forti.il film mi sembra un po' lento , il montaggio incerto, alcuni personaggi che sembrano importanti svaniscono nel nulla. nonostante però la storia improbabile e tutto il resto, PUPI AVATI riesce [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 maggio 2019
Onufrio

Qualcosa di paranormale si cela nei territori romagnoli. Stefano, scrittore di professione,  riceve in regalo dalla moglie una vecchia macchina da scrivere che cela all'interno delle strane scritture riguardanti un cosiddetto Terreno K ed una sorta di profezia. Interessato da quanto letto, Stefano inizia delle personali indagini che lo porteranno in un vortice di misteri e macabri avvenimenti. [...] Vai alla recensione »

sabato 5 agosto 2017
Francis Metal

Pupi Avati scopiazza Argento sia nella trama, sia nell'attore protagonista (ha già recitato in Profondo Rosso) che nelle musiche (sembrano i Goblin). La trama è tipica di Argento, cioè un tale per puro caso si ritrova a indagare su un caso come se fosse un vero e si mette in dei guai pazzeschi. Mi aspettavo molto di più, io AMO "La casa dalle finestre che ridono" [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 febbraio 2013
lorenzi adriano

Un piccolo gioello del "fantastique" italiano, purtroppo rovinato da delle musiche insopportabili di Ortolani. Sarebbe inutile aggiungere che il danno causato al film è quasi irreparabile. Per il resto che dire, vale da solo gli ultimi vent'anni di cinema horror americani. Meraviglioso Barbetti quando cice: "ho trovato Paolo Zeder"

domenica 5 settembre 2010
clemo

Mi spiace ma questo film non mi è piaciuto... personalmente trovo che non "decolli " come film... non mi dice niente e non mi ha dato nessuna emozione... è un peccato perchè a me piace molto Lavia come attore e in questo film trovo che sia sprecato.

sabato 7 gennaio 2012
Lebon

Avati ha deciso di basarsi troppo sulle atmosfere a discapito della trama, illogica e incoerente. Va bene, è particolare il contrasto delle atmosfere ''paurose'' con la tranquillità della riviera romagnola, ma ci sono troppi dettagli e situazioni lasciate a metà. Quando lo stesso protagonista capisce che certi particolari non sono correlati ma sono solo un caso, [...] Vai alla recensione »

domenica 26 luglio 2009
dian71cinema

SIAMO NEL 1983 CERTAMENTE LA TECNOLOGIA ED IL DENARO A DISPOSIZIONE PER PRODURRE UN FILM IN ITALIA E' SEMPRE STATO INFERIORE QUESTO E' A CONOSCENZA DI TUTTI.. IL FILM TUTTO SOMMATO AFFRONTA UN TEMA INQUIETANTE... MA LA PESANTEZZA DEL FILM SI FA SENTIRE.. IL PROLOGO INIZIALE E' SVOLTO IN MODO CONFUSO IL FINALE POI TOCCA UN PARADOSSO CHE IL REGISTA POTEVA EVITARSI.

lunedì 25 ottobre 2010
Fabioblepa

davvero mediocre. Sceneggiatura che ha buchi a non finire, alcuni attori al limite dell'amatoriale, ambientazione ridicola e finale più che prevedibile. Poco da dire per un film che vale davvero poco

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