The Elephant Man

Film 1980 | Drammatico, V.M. 14 125 min.

Anno1980
GenereDrammatico,
ProduzioneGran Bretagna
Durata125 minuti
Regia diDavid Lynch
AttoriAnthony Hopkins, John Hurt, Anne Bancroft, John Gielgud, Wendy Hiller Freddie Jones, John Standing, Hannah Gordon, Helen Ryan, Lydia Lisle.
Uscitalunedì 16 giugno 2025
TagDa vedere 1980
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 3,84 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di David Lynch. Un film Da vedere 1980 con Anthony Hopkins, John Hurt, Anne Bancroft, John Gielgud, Wendy Hiller. Cast completo Genere Drammatico, - Gran Bretagna, 1980, durata 125 minuti. Uscita cinema lunedì 16 giugno 2025 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,84 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 16 aprile 2025

La storia di John Merrick, l'uomo elefante, il freak della Londra vittoriana proto-industriale, deformato dalla malattia ridotto a fenomeno da baraccone. Il film ha ottenuto 8 candidature a Premi Oscar, 4 candidature a Golden Globes, In Italia al Box Office The Elephant Man ha incassato 70 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,84/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA
PUBBLICO 3,92
CONSIGLIATO SÌ
Una dolente riflessione senza tempo sulla dittatura delle apparenze: cosa proviamo, o pretendiamo di provare, quando guardiamo?
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 14 settembre 2020
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 14 settembre 2020

Londra, 1884. John Merrick è un'attrazione da circo, che si esibisce sotto il nome di "The Elephant Man" ai servizi del meschino Mr. Bytes: la terribile forma di neurofibromatosi che gli ha deformato il volto lo rende infatti ripugnante alla vista. Un giorno l'ambizioso dottor Frederick Treves assiste allo spettacolo di Bytes e interviene per trasferire John in ospedale ed esporre a un consesso di medici la particolare forma di malattia che lo colpisce. Quando scopre che Merrick non solo è in grado di leggere, ma è un uomo colto, gentile e raffinato, lo trasforma gradualmente in un protagonista della buona società della Londra vittoriana.

Mel Brooks produce un adattamento delle memorie di Frederick Treves e Ashley Montagu sullo strano caso di John Merrick e ne affida la regia al semisconosciuto David Lynch, eccentrico artista statunitense sin lì autore solo del surreale Eraserhead. Sarà la scelta giusta.

Giudicare a distanza di decenni The Elephant Man significa inevitabilmente provare a contestualizzarlo all'interno della carriera del regista di Twin Peaks e scoprire in esso i prodromi di un percorso tra i più singolari e imitati del cinema contemporaneo.

Lynch racchiude la sua natura più evidentemente eccentrica nella cornice: un prologo e un epilogo onirici, che rimandano alla ricerca di una giustificazione cosmica del mistero naturale che contraddistingue il protagonista. Ma se il resto dello svolgimento narrativo è all'apparenza più classico e convenzionale - come Lynch sarà nuovamente solo in Una storia vera - i temi cari all'universo del regista di Missoula sono già fortemente presenti. Come la fiera difesa della diversità e la visione estremamente negativa sulla natura umana, ritratta nella sua ferina empietà; o la riflessione sul destino imperscrutabile e sull'importanza dell'apparenza, in una società che trova nel pregiudizio un passe-partout interpretativo elementare ma efficace.

The Elephant Man tocca punte di rara crudeltà nel ritrarre gli evidenti limiti etici della società dell'uomo. Il ritratto che si delinea è doloroso e quasi insostenibile per lo spettatore, almeno quanto lo era la visione del volto di Merrick per le menti semplici del popolo londinese: per paura o ignoranza, infatti, l'uomo sembra basare le proprie concezioni su un'idea canonizzata di bellezza (o bruttezza), tale che la visione di un caso estremo diviene inevitabile polo di attrazione o repulsione, di fronte al quale tutto si può essere tranne che indifferenti.

Attrazione circense prima ed esperimento di laboratorio poi, per divenire infine membro della crème della società vittoriana, Merrick è comunque condannato a non poter passare inosservato. Che siano frustate o applausi a scena aperta, curiosità lascive o ipocriti e affettati sorrisi, poco cambia.

Merrick, che si dice "felice a ogni ora del giorno, perché sa di essere amato", è un disturbante recettore del nostro senso di colpa di uomini, che raccoglie e riflette, al pari di quello specchio che non riesce a osservare. Sia che inorridisca guardandolo o che scelga di osservarlo, sfidando l'istinto iniziale pur di sentirsi moralmente migliore e appagare il proprio ego, l'individuo lascia comunque Merrick fuori dall'equazione, sigillandolo inesorabilmente come freak.

E la prima analisi in ospedale, ritratta da Lynch alla stregua delle riprese su un set cinematografico (la settima arte nasce pochi anni dopo la vicenda raccontata) sottolinea come il cinema si avvalga di questa dittatura scopica, senza accennare ad opporsi ad essa.

Il film si aggiudicherà otto nomination all'Oscar, senza clamorosamente vincerne neanche uno. Lynch non diventerà mai un regista caro ai membri dell'Academy ma qualcosa di assai migliore, mutando per sempre la storia del cinema.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
Un film epocale che ha cambiato le regole dell'horror.

Un povero essere mostruoso, che un malvagio imbonitore esibisce come fenomeno da baraccone, viene liberato da un medico che lo fa ricoverare in un ospedale. Rapito e poi di nuovo libero, riceverà anche l'omaggio dei reali d'Inghilterra. Pago della prima felicità della sua vita, l'uomo elefante (realmente esistito, si chiamava John Merrick) muore dolcemente.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 14 settembre 2010
starwitness

Se il film indulge al pietismo, me lo sono chiesto, ma non sono riuscita a rispondere. Dopo tutto la contrapposizione tra popolo e alta borghesia è condotta evidenziandone sempre una differenza sostanziale nelle forme e una sostanziale somiglianza nei contenuti, a cui fanno eccezione, da una parte e dall'altra, le persone che hanno davvero voluto bene a J.

Frasi
Io sono felice ogni ora del giorno, amico mio... Anche se dovessi sapere di morire domani... La mia vita è bella, perché so di essere amato... lo sono fortunato.
Dialogo tra John Merrick (John Hurt) - Il dottor Treves (Anthony Hopkins)
dal film The Elephant Man
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 1 ottobre 2020
Giuseppe Gariazzo
Sentieri Selvaggi

Nella Londra vittoriana un uomo, nato deforme in seguito ad un incidente capitato alla madre mentre era incinta (calpestata da un elefante in terra africana) viene esposto come fenomeno da baraccone nella galleria dei freaks. Sarà il dottor Treves a salvare dalla prigionia l'uomo-elefante, ad accudirlo e curarlo, ma anche ad usarlo per le sue conferenze mediche.

NEWS
TRAILER
venerdì 6 giugno 2025
 

Regia di David Lynch. Un film con Anthony Hopkins, John Hurt, Anne Bancroft, John Gielgud, Wendy Hiller. Dal 16 al 18 giugno al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
venerdì 11 settembre 2020
 

Regia di David Lynch. Un film con Anne Bancroft, John Hurt, Anthony Hopkins, John Standing, John Gielgud. Da lunedì 21 settembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
martedì 8 settembre 2020
 

La storia di John Merrick, l'uomo elefante, il freak della Londra vittoriana proto-industriale, deformato dalla malattia ridotto a fenomeno da baraccone. Vai all'articolo »

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