| Titolo originale | Baisers volés |
| Anno | 1968 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Francia |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | François Truffaut |
| Attori | Jean-Pierre Léaud, Delphine Seyrig, Claude Jade, Michael Lonsdale, Harry-Max, André Falcon Daniel Ceccaldi, Claire Duhamel, Catherine Lutz, Martine Ferrière, Jacques Rispal, Serge Rousseau, Paul Pavel, François Darbon. |
| Tag | Da vedere 1968 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,75 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 21 luglio 2014
Congedato dall'esercito, Antone Doinel trova un lavoro e cerca di riconquistare il cuore della sua Christine. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar,
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CONSIGLIATO SÌ
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Congedato dall'esercito, il ventenne Antoine Doinel cerca di ricostruire il rapporto con la vecchia fidanzata, Christine, senza riuscirci. Dopo una breve esperienza come portiere d'albergo, trova lavoro come investigatore privato, attività per cui non è assolutamente portato. Tuttavia, tra un pedinamento e l'altro, tra un'indagine e l'altra, riuscirà a dare un senso alla sua ricerca di stabilità interiore, ritrovando l'amore della vecchia fiamma e una più matura consapevolezza di sé.
Diretto nei giorni della contestazione studentesca del '68, nei giorni della destituzione di Henry Langlois, direttore della Cinémathèque Française a cui il film è dedicato, Baci rubati lascia in secondo piano il contesto politico per concentrarsi sulle avventure di un giovane imbranato in cerca di un lavoro, di un amore, di una strada da percorrere nella vita.
Alla sua terza apparizione dopo I quattrocento colpi e l'episodio Antoine e Colette diretto nel film a episodi L'amore a vent'anni, Truffaut riprende il personaggio di Antoine Doinel interpretato dal suo attore feticcio Jean-Pierre Leaud, per raccontarci una storia intrisa di malinconica dolcezza, in cui il protagonista, alla disperata ricerca di un posto nel mondo, affronta un percorso di crescita e di maturazione interiore.
Un percorso di crescita che si configura come progressiva consapevolezza di sé, determinata da ogni azione che Antoine compie: dal lavoro che sceglie, investigatore privato, metafora di una ricerca non dei fatti altrui ma della sua interiorità, fino al rapporto con le donne e con l'amore: dalla prostituta che lo rifiuta, alla fidanzata restia a lasciarsi andare, fino a Fabienne Tabard, donna dell'alta borghesia, essere celestiale, avventura di una notte, elemento cardine nel percorso di ricerca di Antoine. Dall'amore a caro prezzo con la prostituta all'amore che non a prezzo con Fabienne, Antoine approderà finalmente in un porto sicuro, il dolce abbraccio di Christine, forse transitorio, forse assoluto e definitivo.
E alla fine del tenero peregrinare di Antoine Doinel rimane nella mente dello spettatore il quesito intorno a cui ruota tutto il film, accompagnato dalle parole di Charles Trenet: "Que reste-t'il de nos amours?".
Legge "Il giglio della valle" di Balzac, invia lettera d'amore con la posta pneumatica e si guarda allo specchio in una ripetizione quasi incantatoria del suo nome. Terzo episodio della saga Antoine Doinel, il personaggio nato nel 1959 con I quattrocento colpi, il nostro è diventato un romantico maldestro e instabile. Lo ritroviamo nell'età in cui ruba gli ultimi baci prima di impegnarsi nella vita di coppia. Truffaut gira la parentesi incantata di Doinel sulle note di Charles Trenet e tra le facciate haussmaniane di Parigi. Si sofferma sulla Torre Eiffel o il Sacré-Coeur, fino a fare della città un altare dedicato agli innamorati. Jean-Pierre Léaud, cristallizzato sotto la specie Antoine Doinel nella coscienza di più generazioni di spettatori, resta inafferrabile. Il suo antieroe sfasato, diversamente, sogna la stabilità e una vita borghese dopo essersi ribellato alla famiglia. Ma una sequenza finale insolita e destabilizzante annuncia senza saperlo le tribolazioni dell'alter ego di Truffaut nei film a venire (Non drammatizziamo è solo questione di corna, L'amore fugge). "Che cosa resta dei nostri amori?", canta Trenet, " [...] felicità appassita, capelli al vento, baci rubati".
Antoine viene riformato dall'esercito dove si era arruolato in seguito alla delusione dell'amore non corrisposto da Christine. I due giovani si ritrovano, ma Christine continua a essere ambigua verso le attenzioni di Antoine. Quando comincia a lavorare come investigatore privato, Antoine ha nuovi interessi nuove attenzioni femminili, ed in genere nuovi importanti esperienze.