| Anno | 1941 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 64 minuti |
| Regia di | Ben Sharpsteen |
| Tag | Da vedere 1941 |
| Distribuzione | Walt Disney |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,74 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 8 maggio 2018
Ambientato nel colorato mondo del circo, questo capolavoro parla di un elefantino di nome Dumbo dalle orecchie giganti e dal cuore tenerissimo. Allont... Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes,
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CONSIGLIATO SÌ
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Ambientato nel colorato mondo del circo, questo capolavoro parla di un elefantino di nome Dumbo dalle orecchie giganti e dal cuore tenerissimo. Allontanato con disprezzo dal circo, trova nella madre e nel simpatico topolino Timoteo gli unici alleati in grado di confortarlo nei momenti bui e condividere le sue ansie fin quando riuscirà finalmente a dimostrare il suo enorme valore. Dumbo è tra i più riusciti e toccanti dei classici Disney. È il quarto prodotto dalla Disney, ma il primo senza la presenza di Walt. È il più breve dei lungometraggi d'animazione, ma il più ricco di sentimenti e di pathos. Dopo gli esigui incassi di Pinocchio e di Fantasia, creati negli anni precedenti, la storia dell'elefantino dalle grandi orecchie riesce ad ottenere un fulmineo ed insperato successo. La critica, però, non accolto favorevolmente il film e lo indicò come un prodotto poco innovativo rispetto ai precedenti lungometraggi. È stato il tempo a valorizzare questo gioiello animato incentrato sul tema del diritto alla diversità e dell'amore materno. Dinanzi ad uno stile narrativo lineare e moderno, Dumbo è così diventato il simbolo di un cinema commovente, semplice ed emozionante.
Dumbo è un racconto di formazione, un apologo contro la discriminazione delle differenze. La diversità di Dumbo (dall’inglese dumb, sciocco) è data dalle sue orecchie enormi. Attraverso le orecchie si manifestano due modi opposti di rapportarsi alla diversità: con le elefantesse, le orecchie di Dumbo sono causa di derisione ed esclusione, mentre per Jumbo, che le usa come coperte per coprire il figlio, sono un mezzo per manifestare affetto. Per Dumbo le orecchie indicano la sua incapacità/impossibilità di uniformarsi, di muoversi a tempo con gli animali del circo, con il mondo che lo circonda, con il gruppo di cui vorrebbe far parte. Dumbo è emarginato dalle elefantesse, che si mettono in cerchio e da questo cerchio lo escludono, e rappresentano così la società che si basa sul conformismo e vede il diverso come elemento imperfetto, perturbante, e lo rifiuta per mantenere intatti la propria natura, il proprio equilibrio: la società conformista è un cerchio chiuso in cui al diverso è vietato entrare. L’equilibrio della costruzione sociale fondata sul conformismo è in realtà molto fragile, ed è espresso nel film attraverso un altro simbolo, quello delle strutture alte e instabili. Sia Dumbo che il suo “aiutante” e docente (socratico), il topo Timoteo, che è un altro diverso, con la loro diversità mettono in crisi la società conformista. È Timoteo ad avere l’idea di trasformare l’handicap di Dumbo in una risorsa: Dumbo userà le orecchie per volare. Troviamo qui il simbolo del volo come elevazione magica, distacco dalle difficoltà. Dumbo giunge così al compimento del suo percorso di formazione. L’altezza non appare più come qualcosa da temere, ma come qualcosa che si può dominare. Nel finale Jumbo, abbracciata dalle orecchie del figlio, si trova nell’ultima, ricca carrozza del treno del circo: madre e figlio sono di nuovo uniti e felici, ma restano divisi dal resto del circo: Dumbo conferma la sua diversità.
"Dumbo" è uno dei cartoni più commoventi,strappalacrime e poetici che esistano. La tenera storia di questo cucciolo d'elefante deriso e umiliato a causa delle sue orecchie di grandezza spropositata ha commosso generazioni di spettatori(e ha commosso anche me). Gli unici personaggi che accettano Dumbo per quello che è sono la sua mamma, rinchiusa in carcere dagli addetti [...] Vai alla recensione »