Sången Om Den Eldröda Blomman

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Le giornate del cinema muto

Nei primi testi sul cinema in Finlandia due sono le opere considerate la fonte di ispirazione della produzione cinematografica in questo paese - Sången om den eldröda blomman (Il canto del fiore scarlatto, 1919) e Juha, entrambe dirette in Svezia da Stiller ed entrambe tratte da due celebri romanzi finlandesi, scritti rispettivamente da Johannes Linnankoski e da Juhani Aho … La loro importanza viene confermata nella prima storia del cinema finlandese: nel 1936, riflettendo sul fatto che Stiller aveva girato in Svezia la trasposizione cinematografica dei due romanzi di Aho e Linnankoski, lo storico Roland af Hällström osserva che il regista "vedeva nel paesaggio ciò che i due paesi nordici avevano in comune, non ciò che avevano di diverso e peculiare". E, a proposito di Sången om den eldröda blomman, scrive che "in Finlandia la produzione cinematografica è nata sotto il segno di questo film e per anni si è mossa lungo la stessa direzione" … Stiller avrebbe voluto girare il film in Finlandia, ma lo stato delle cose nel 1918, con gli strascichi disastrosi della sanguinosa guerra civile, rese il progetto impossibile …Il film ha trasmesso al cinema finlandese alcuni moduli fondamentali che sarebbero ritornati nei decenni seguenti: il ballo popolare presso il fiume, la coppia che sogna nella notte di mezza estate, l'amore nel pagliaio, l'emozionante discesa delle rapide … Ma soprattutto Sången ha insegnato ai finlandesi che noti temi nazionali potevano dar vita a un'elettrizzante cinematografia popolare … e che, in termini cinematografici, il valore del paesaggio nordico era incommensurabile. Essi non erano in grado di competere con gli americani o i tedeschi in termini di budget, ma avevano la natura, sublime, incomparabile e maestosa; c'era la foresta, dal significato mitico per i finlandesi; c'erano i fiumi, i laghi, il mare; e c'era la neve, impressionante in bianco e nero. Le riprese in esterni divennero una prerogativa del cinema finlandese che, rispetto alla maggior parte degli altri paesi, risultò meno vincolato ai teatri di posa. Si era vista la bellezza delle foglie che si increspano al vento e dei campi di grano che ondeggiano nei cortometraggi Biograph di D.W. Griffith, ma furono gli svedesi i primi a svelare nel cinema la magnificenza della natura nordica. Stiller è stato criticato per una certa superficialità e per la tendenza al pittoricismo. Sjöström, invece, scandagliava gli aspetti misteriosi del paesaggio. Stiller era l'estroverso e Sjöström l'introverso. Ma entrambi hanno contribuito a far scoprire al cinema il paesaggio nordico e i finlandesi hanno imparato da entrambi …Sången ha dato alla cinematografia finlandese uno dei suoi personaggi più popolari: il taglialegna (tukkijätkä, tukkipoika, tukkilainen), il quale sa dar prova di sé facendo rotolare i tronchi nell'acqua o discendendo le rapide (koskenlaskija). Il significato che riveste questo personaggio per il cinema finlandese è paragonabile a quello del westerner nei film americani. Egli è il pioniere, il vagabondo, l'avventuriero; è colui che sfida la frontiera, la personificazione del conflitto tra natura selvaggia e civiltà … La figura del taglialegna, che alla fine risulta essere l'erede di una prosperosa fattoria, aveva dei riscontri nella realtà. Sin dalla fine dell'Ottocento era normale che i figli più grandi di un fattore andassero a lavorare nei boschi finché il padre non si ritirava dall'attività e il primogenito non subentrava nella conduzione della fattoria. È con un senso dell'umorismo tutto finlandese che un taglialegna finge di essere un povero girovago per mettere alla prova la sincerità degli amici e dell'innamorata. Ciò che il taglialegna cerca è la propria virilità. È su di essa, e non sulla ricchezza ereditata, che si basa il suo valore. Dominare le rapide su un tronco galleggiante è un simbolo potente di questa ricerca interiore. Il film di Stiller assume anche una dimensione personale giacché il regista poteva identificarsi con Olavi Koskela, il protagonista. Anche Stiller era un vagabondo. Nato nel 1883, cresciuto e diventato bar mitzvah a Helsinki, aveva un passaporto russo perché sotto la Russia agli ebrei non era concessa la cittadinanza finlandese. Nel 1904, per non essere arruolato nell'esercito russo, Stiller si trasferì in Svezia, ma prese la cittadinanza svedese solo nel 1921. Prima di allora egli era ufficialmente un russo. Stiller, come Olavi, era un dongiovanni, ma Stiller seduceva sia le donne che gli uomini in un'epoca in cui l'omosessualità costituiva un reato.C'è poi il miracolo della fotografia. Le riprese notturne di mezza estate furono una rivelazione per lo stesso Stiller che con Sången, il suo trentottesimo film, manifesta per la prima volta un interesse genuino per le riprese in esterni. Non si trattava soltanto di filmare in esterni o di cogliere l'essenza del paesaggio. Erano stati espressi dubbi circa le capacità del cinema di poter rendere la poesia del romanzo di Linnankoski, ma con la sua bravura luministica Stiller vinse la sfida. A realizzare il miracolo, stabilendo un modello per la cinematografia finlandese, furono i direttori della fotografia Ragnar Westfelt e Henrik Jaenzon … Gli svedesi insegnarono agli operatori finlandesi a trovare la poesia sulla porta di casa: la magia della notte estiva, il prato in fiore, la strada che si biforca nella foresta, la danza nel villaggio vicino al fiume, le nubi che si stagliano sulle ampie distese del cielo. Sången, infine, rivelò la forza della musica finlandese abbinata alle immagini in movimento. Quella firmata da Armas Järnefelt (1869-1958) per Sången è la sola partitura per film ad essere stata composta all'epoca del muto da un importante musicista finlandese. Era inoltre la prima volta che in Svezia veniva scritta la musica appositamente per un film. Järnefelt apparteneva ad una famiglia composta di personalità di rilievo nel mondo della cultura. Uno dei suoi fratelli era scrittore, un altro faceva il pittore, e sua sorella Aino era la moglie di Jean Sibelius. Egli si era trasferito a Stoccolma nel 1907 in qualità di direttore d'orchestra dell'Opera Reale di Svezia. Dedicò tre mesi alla realizzazione della musica del film, composta per lo più a partire da canzoni popolari, ma ci sono anche brani nuovi scritti da lui. "La discesa delle rapide" e "La lotta" vengono tuttora eseguiti come brani orchestrali. -AA

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