| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA, Francia |
| Durata | 122 minuti |
| Regia di | Paul Haggis |
| Attori | Russell Crowe, Elizabeth Banks, Brian Dennehy, Lennie James, Olivia Wilde, Ty Simpkins Helen Carey, Liam Neeson, Peyton Grace Allen, David Flick, Denise Dal Vera, Peter Gannon, Allan Steele, Kaitlyn Wylde, James Francis Kelly III, Michael Buie, Nazanin Boniadi, Tyrone Giordano, Jason Beghe, Michelle Boyer, Jeffrey Jones, Moran Atias, Jonathan Tucker, Rza, Rachel Deacon, Remy Nozik, Tyler Green, Toby Green, Sean Huze. |
| Uscita | venerdì 8 aprile 2011 |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,79 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 13 giugno 2012
La vita di una coppia viene improvvisamente stravolta quando la donna viene accusata di omicidio. In Italia al Box Office The Next Three Days ha incassato 3,1 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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John Brennan, la moglie Lara e il loro piccolo Luke fanno colazione con amore e con gioia, quando la polizia irrompe con un mandato d'arresto per omicidio a carico della donna. Per tre anni, il marito le fa visita quotidianamente, certo che sia tutto un abbaglio, che la giustizia le ridarà la sua casa e la sua vita. Persino più certo della moglie, che lei quell'atto non l'abbia commesso, che non avrebbe mai potuto. Quando anche l'ultimo appello viene respinto e Lara tenta il sucidio, John, tranquillo insegnante di letteratura e padre di famiglia, decide che se non sarà la legge a fare uscire sua moglie di prigione, sarà lui.
È così che Russel Crowe impegna la sua beautiful mind per trovare il modo di far evadere Lara dal carcere di massima sicurezza di Pittsburg. Sa che per farlo dovrà insozzarsi le mani, scendere nei bassifondi, usare la violenza. Alla fine, l'inquadratura lo coglierà allo specchio, col viso sporcato da tre macchie della superficie riflettente. Questo è Paul Haggis: poche parole, immagini esplicite. È la strada più difficile? Permetteteci il dubbio.
Remake del francese Pour Elle, The next three days ha offerto la possibilità allo sceneggiatore Haggis (Million dollar baby, Flags of our fathers) di continuare sulla strada di una regia intesa come organizzazione di sguardi. Questa volta persino con il sostegno di una giustificazione narrativa forte: cosa determinerà il successo o meno del piano folle (in senso donchisciottesco) del protagonista? La sua capacità di osservazione, è ovvio. Ma il passaggio da una scrittura di ferro - ambito in cui Haggis non difetta, anche se non è questo il caso da portare ad esempio, trattandosi di fatto di una riscrittura - ad una regia che non sia solo la sua messa in azione, per quanto virtuosistica e spettacolare, come quella che piace al nostro soggetto, non è un passaggio scontato. Necessita, appunto, di un di più che non è mai mancato a Eastwood (per usare un eufemismo) e manca da sempre a Haggis. Non bastano certo qualche citazione cinefila, dai Soliti Sospetti o da Match Point, o qualche tentativo di alleggerimento (i poliziotti che scherzano malamente sul loro ruolo al cinema) per dare un'anima al proprio lavoro. Non è cosa che si prende a prestito.
Film dalla tensione straordinaria, quasi schiacciante, si risolve nel chirurgico, logorante, semiperfetto scioglimento della stessa, senza che ci sia concesso aspirare a un lascito in più, a un dono imprevisto e gratuito. Haggis è un finto sentimentale: parla di grandi sentimenti ma ne controlla al millimetro la condivisione.
Cos'è disposto a fare un uomo per l'amore verso la sua donna e la sua famiglia? Davvero un gran bel film e un grande Russel Crowe. Molta tensione e colpi di scena. Consigliato!
«Fatemi domande, tante domande. Io le amo. Quando trovo una domanda, trovo un film». Una chiacchierata con Paul Haggis vale più di un seminario in una scuola di cinema. Cineasta da Oscar, penna di Million Dollar Baby e regista di Crash – Contatto fisico, sceneggiatore passato più volte dietro alla macchina da presa e dall’otto aprile in sala con The next three days, l’inglese Paul Haggis è uno degli uomini più rappresentativi della Hollywood contemporanea.
Un attore è grande quando il suo pubblico gli crede, ovvero crede nei suoi personaggi. Il neozelandese Crowe questo dono lo possiede: che sia il genio schizoide di Beautiful Mind o l’eroico generale romano di Gladiator, lo spettatore lo segue, gli dà la sua fiducia. In The Next Three Days, Russell impersona un universitario che fa evadere di prigione la moglie condannata per omicidio.