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Flags of Our Fathers
Un film di Clint Eastwood.
Con Ryan Phillippe, Jesse Bradford, Adam Beach, Barry Pepper, John Benjamin Hickey.
continua»
Guerra,
durata 130 min.
- USA 2006.
uscita venerdì 10 novembre 2006.
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![]() Un film di Clint Eastwood importante, amaro, umano
Pino Farinotti
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Ci sono immagini che fanno parte della memoria storica, istantanee che hanno letteralmente fatto le guerre. Gli esempi recenti sono piazza Tiennamen, dove il 4 giugno del 1989 lo studente cinese affrontava il carro armato. Oppure la statua di Saddam abbattuta dagli americani nell’aprile del 2003. All’inizio del ’45, ormai sul finire della guerra, sei marines vennero fotografati mentre issavano, sulla cima di una collina dell’isola di Iwo Jima, la bandiera americana. Iwo, territorio vitale e sacro giapponese, fu battaglia cruentissima. Quella fotografia divenne il simbolo dell’azione e del cuore di chi combatteva e ci fu chi disse che quello scatto aveva fatto vincere la guerra contro il Giappone. Dei sei marines, tre morirono nel giorni successivi, gli altri tre furono adottati dalla nazione come eroi e come mito. Si chiamavano Ira Hayes, René Gagnon e Jhon Doc Bradley. Ira era un indiano. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 3 |
Golden Globes 0 1 |
La bandiera a stelle e sangue
sabato 11 novembre 2006
di Corrado
In guerra non ci sono amici o nemici. Sembra retorica, invece è Clint Eastwood. Dopo le entusiasmanti prove che l’avevano visto protagonista, tra cui Million Dollar Baby e Mystic River, ci si chiedeva quale strada avrebbe intrapreso l’ex ispettore Callaghan, anche se nessun dubbio riguardava i risultati che avrebbe ottenuto. In effetti dal ring di Million Dollar Baby al ring di sabbia e sangue dell'isola di Iwo Jima, il passo è tutt’altro che breve, anche se l’enorme conflitto raccontato in Flags continua » |
Gle eroi li creamo noi
mercoledì 15 novembre 2006
di BobtheHeat
A vedere il nuovo Clint, alla prima visione serale dello scorso venerdi, eravamo in 4 gatti in sala. Per certi versi meglio cosi', meglio SEMPRE evitare la confusione e "quei personagggi" che commentano il film ad ogni battuta. Forse in molti hanno pensato:ancora un film di guerra! Ma sulla seconda guerra mondiale cos'altro c'e' ancora da dire...A tutti coloro che, anche solo per un attimo, hanno pensato cio', posso dire che stanno commettendo un errore piuttosto grave. Perdersi "Flags of our fathers", continua » |
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La storia maestra di vita
mercoledì 22 novembre 2006
di blogger
Se si avesse avuto il coraggio di andare contro le convenzioni, si sarebbe tradotto il titolo del film di Eastwood in italiano, evitando così l’eufemismo dell’inglese: così“le bandiere dei nostri padri” sarebbe stato una bella lezione etica per intellettuali e politici di casa nostra che oggi si accapigliano sulla Resistenza, come se si trattasse di una ricetta i cui ingredienti non si possono variare. Il lungometraggio infatti racconta di molte Jwo Jima, nessuna delle quali è quella vera o quella continua » |
Pace, fratello.
martedì 10 aprile 2007
di Tritacarne Automatico
Di pari passi con il vino e Sean Connery, Eastwood invecchia bene e si gode la cresta dell'onda su cui è stato catapultato. Una crescita artistica miracolosa, se pensiamo che 20 anni fa diresse "Firefox-Volpe di fuoco" e due mesi fa era nelle sale "Lettere da Iwo Jima", lo stacco è bello tosto. In "Flags of Our Fathers" Clint convince e la sua visione antieroica della guerra è un messaggio forte e duro, a cui, checché se ne dica, non abbiamo ancora prestato ascolto (inutile ricordare il massacro continua » |
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DVD | Flags of Our FathersUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 25 luglio 2007
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SOUNDTRACK | Flags of Our Fathers
La colonna sonora del film
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Eastwood a Iwo Jima, prima parte: la guerra, il mito e la falsa retorica
di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
Quarant' anni fa, un John Ford amaro e malinconico si interrogava sulla verità e la sua mitizzazione con L' uomo che uccise Liberty Valance. E anche se faceva pronunciare a un giornalista la celebre frase per cui, nel West, «se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda» poi impiegava tutto il film per spiegare che in fondo realtà e leggenda erano la stessa cosa e che John Wayne e James Stewart (gli «uccisori» di Liberty Valance, il primo vero il secondo leggendario) rappresentavano due momenti successivi della stessa America, il pioniere e il cittadino, l' uomo d' azione eroico e l' idealistico servitore della comunità. » |
Iwo Jima, Eastwood preferisce la verità alla leggenda
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Lasciato in originale con snobismo, Le bandiere dei nostri padri di Eastwood è un magnifico, potente film bellico con ossimoro incorporato: retoricamente anti retorico. La materia è nel libro Bur di Bradley e Powers, storia di tre dei sei marines che, come da mitica foto, issarono la bandiera Usa (in controfigura, la prima fu data in omaggio) su Iwo Jima, in guerra coi giapponesi. I tre, per aiutare lo Stato in panne, sono scritturati per una tournée d' amor patrio, mentre la loro coscienza è colma di atroci memorie di compagni perduti. » |
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di Marco Giovannini Ciak
Sessant'anni fa John Wayne trasformò Iwo Jima, deserto di fuoco in un'arma di propaganda per l'arruolamento dei marines. E funzionò anche per la sua carriera: prima nomination all'Oscar. La meditazione filmata di Clint Eastwood è invece il manifesto dell'orrore e della futilità della guerra, di ogni guerra. Il massacro di Iwo Jima (100mila marines contro ventimila giapponesi in campo; anche se dei nemici se ne salvarono solo mille, fu l'unica battaglia in cui comunque gli americani ebbero più morti e feriti: ben ventiseimila) sottolineato dal malinconico tema musicale scritto da Clint e suonato al pianoforte, stile Million Dollar Baby, prima ancora dell'uscita ha già fatto storcere la bocca ai falchi americani (come sempre lui sembra più adatto a palati europei). » |
di John Vignola Il Mucchio
Non lasciatevi ingannare dal titolo. Quelle "bandiere" e quei "padri" che campeggiano sulla locandina indurrebbero facilmente a credere che il vecchio Eastwood, 76 anni, sia tornato sulle posizioni conservatrici e patriottiche dei decenni passati. E invece mai film fu più bipartisan e politicamente corretto di questo, primo capitolo di un doppio racconto che intende narrare la guerra dal punto di vista dei vinti e dei vincitori. È l'inverno del 1945 quando 30.000 soldati americani si preparano a sbarcare sull'isola di Iwo Jima, un fazzoletto di terra piccolissimo, ma dal grande valore strategico: da lì partono i bollettini che anticipano le mosse del nemico e che sono destinati alla terraferma giapponese. » |
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