Postal

Un film di Uwe Boll. Con Zack Ward, Dave Foley, Jackie Tohn, Chris Coppola, Michael Benyaer.
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Azione, durata 109 min. - USA, Canada, Germania 2007. - One Movie uscita venerdì 29 agosto 2008. - VM 14 - MYMONETRO Postal * * - - - valutazione media: 2,19 su 46 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato no!
2,19/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * 1/2 - - -
 critican.d.
 pubblico * * 1/2 - -
Trailer Postal
Il film: Postal
Uscita: venerdì 29 agosto 2008
Anno produzione: 2007
Quando Postal Dude crede di aver toccato il fondo, la sua vita inizia ad andare peggio.
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Commedia a tutti i costi scorretta che dimentica di trovarsi un'anima
Stefano Cocci     * 1/2 - - -
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TROVASTREAMING

Nell'immaginaria cittadina di Paradise un giovane disoccupato che conosceremo solo come Postal Dude tenta di uscire dall'emarginazione professionale, sociale e umana. Chiede aiuto a suo zio, un predicatore da strapazzo che vive sfruttando la dabbenaggine del prossimo. Il loro piano per il successo si incrocia con quello omicida di un gruppo di talebani: rubare un carico di bambole per venderlo su eBay, mentre i terroristi vogliono usarlo per diffondere un virus.
Postal è l'ennesimo sforzo del regista tedesco Uwe Boll di trovare un posto al sole nell'industria cinematografica. I precedenti tentativi sono tutti andati a vuoto, meritandogli l'appellativo di "peggior regista del mondo". Questo "Ed Wood" del XXI secolo è "conosciuto" per gli adattamenti di videogiochi come Alone in the Dark e, almeno nel titolo, Postal non fa differenza. Il videogame è utilizzato come spunto per montare una commedia che ha la pretesa di voler essere scomoda, attaccando i cliché, i miti e quello che c'è di più sacro negli Stati Uniti. Tutti finiscono senza riguardo nel fuoco incrociato delle battute di Boll: l'11 settembre, la polizia, il puritanesimo, il sogno americano, Starbucks e il film è condito con scimmie che stuprano nani, nudi frontali maschili, bambini massacrati nelle sparatorie, Osama bin Laden e George W. Bush che concordano gli attentati.
Qua e là Boll strappa qualche sorriso presto, però, sommerso dalla gazzarra di un film costruito con approssimazione, che manca completamente di una sceneggiatura strutturata, in cui le scene spuntano come funghi senza collegamenti o riferimenti, con personaggi nemmeno accennati che rispondo a pulsioni del tutto incomprensibili e senza un filo logico. In questa confusione si riesce a comprender solo una cosa: posto di fronte alla scarsità del proprio talento Boll ha fatto una scelta, meglio essere odiato piuttosto che dimenticato. Nel frattempo, sarebbe meglio dimenticare in fretta questo film.

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Uwe boll, specchio riflettore(ironico)dell'america

mercoledì 26 novembre 2008 di Andrea

Postal Dude è uno sfigato cittadino della piccola Paradise che vive con la cattiva moglie obesa Recorder in una roulotte scassata. Dopo un colloquio di lavoro andato male decide di chiedere allo zio Dave, ricco capo di una confraternita di protestanti politici, un lavoro e aiuto. Quando lo zio progetta di rubare un camion e rivendere il contenuto su Ebay si intrometteranno nella missione dei terroristi islamici pronti a diffondere, con il camion, un virus micidiale in tutta l'America. Dopo essersi continua »

* * * * -

Piccolo cult

martedì 1 settembre 2015 di raysugarK

Uwe Boll è famoso per aver prodotto e visionato le peggiori pellicole di livelli Serie Z come House of the Dead, Alone in the Dark, Bloodrayne ed In the name of the King, tratti dai videogiochi acclamati dal pubblico e dalla critica. Queste mediocre pellicole vengono così odiati, di cui nessuno dei suoi film sono mai riusciti a essere dei grandi Box Office da poter battere i record di incassi quanto le pellicole di Steven Spielberg o quelle di James Cameron o infine quelle di Michael Bay. Postal continua »

Postal
ca**o! Ma che datori di lavoro siete?
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Bin Laden (Larry Thomas)
Sai Giorgy, credo che questo sia l'inizio di una grande amicizia!
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INCONTRI | Dopo essersi guadagnato l'appellativo di "peggior regista del mondo", il filmaker tedesco cerca di provocare.

Uwe Boll contro tutti

giovedì 28 agosto 2008 - Stefano Cocci

Postal: Uwe Boll contro tutti La voglia di stupire e scandalizzare c'è tutta. Dopo essersi meritato l'appellativo di Ed Wood del XXI secolo quale peggior regista vivente, Uwe Boll oggi cerca di giocare la carta dello scandalo per tenersi a galla. Il suo Postal, che uscirà in Italia in una cinquantina di sale il 29 agosto, è stato proiettato solo su 15 schermi negli Stati Uniti perché considerato anti – americano mentre in Gran Bretagna, Germania e Francia è stato completamente ignorato per paura che certe scene e battute potessero offendere le locali comunità musulmane.

di Filippo Mazzarella ViviMilano

Zio e nipote balordi rubano un carico di giocattoli ambito anche da terroristi talebani (!). Il peggior regista del mondo adatta un altro videogame (non chiedeteci quale): mira alla satira politica (Bin Laden e Bush sono amiconi: che ardire!), ma poi s'accontenta di sguazzare nel trucido. Violenza insensata, oltre il livello di guardia. MEDIOCRE - PER NESSUNO Da ViviMilano, giugno 2008 »

Anarchy With a Short Attention Span

di Nathan Lee The Village Voice

Infantile, irreverent and boorish to the max, “Postal” explodes with bad attitude and lousy filmmaking. Opening with the sine qua non of tasteless 9/11 gags and closing with a shot of President Bush (Brent Mendenhall) skipping through a field of mushroom clouds hand in hand with “Sammy,” a k a Osama bin Laden (Larry Thomas), this idiot burlesque of American society manages to be both clueless and fearless. Jokes about Oprah's diet and indecisive Starbucks customers? Tired. A celebrity midget (Verne Troyer) being gang-raped by monkeys to advance the apocalyptic agenda of the orgiastic hippie cult Denomination of Organic Monotheism? Timeless! With the unflappable German troublemaker Uwe Boll as producer, director and co-writer, the film is loosely based on a controversial video game about a trailer park resident (Zach Ward) going “postal” in the small town of Paradise, Ariz. »

Uwe Boll's crude commentary on the state of post-9/11 America comes off as self-promotion

di Mark Olsen The Los Angeles Times

Director Uwe Boll has fashioned himself into a half-baked Internet celebrity by sheer force of will, assuming with odd pride the mantle of "most hated" and "worst filmmaker ever." Having made his name with a series of dubious video-game adaptations such as "BloodRayne" and "Alone in the Dark," Boll has fashioned a persona so zestily without taste that the element of Andy Kaufman put-on shines through a little too clearly. This makes "Postal," another gaming adaptation and erstwhile commentary on the state of post-9/11 America, all the more suspect. »

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