A Serious Man

Film 2009 | Commedia, 105 min.

Regia di Joel Coen, Ethan Coen. Un film Da vedere 2009 con Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed, Sari Lennick, Adam Arkin. Cast completo Genere Commedia, - USA, Gran Bretagna, Francia, 2009, durata 105 minuti. Uscita cinema venerdì 4 dicembre 2009 distribuito da Medusa. - MYmonetro 3,91 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 11 aprile 2017

La storia segue un uomo normale che cerca chiarezza in un universo dove i Jefferson Airplane sono alla radio e le F-Troop sono in TV. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 2 candidature a Critics Choice Award, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office A Serious Man ha incassato 2,6 milioni di euro .

Passaggio in TV
lunedì 2 marzo 2026 ore 4,00 su IRIS

A Serious Man è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray Compra subito

Consigliato assolutamente sì!
3,91/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA 3,46
PUBBLICO 3,18
ASSOLUTAMENTE SÌ
Una messe di guai per un uomo semplice nel Mid West del 1967 e nello splendore registico dei Coen.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 23 ottobre 2009
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 23 ottobre 2009

Da qualche parte nel Mid West, 1967. Larry Gopnik è un professore di fisica con poche pretese e molti guai. La moglie gli preferisce il più serio Sy Ableman e vuole un divorzio rituale per (ri)sposarsi nella fede, il figlio fuma spinelli e ascolta i Jefferson Airplane in attesa di celebrare il suo Bar mitzvah, la figlia lava principalmente i capelli e gli ruba il denaro per rifarsi il naso, il fratello russa sul suo divano e redige un diario sul calcolo delle probabilità, uno studente coreano lo corrompe col denaro e lo minaccia di diffamazione, una bella vicina si offre nuda ai raggi del sole e al suo sguardo, un vicino di casa taglia la sua erba sempre meno verde. Travolto da una messe di guai, Larry si rivolge a uno, due e tre rabbini per ascoltare la parola di Hashem e interpretare la sua volontà. In attesa di una cattedra all'Università, dell'esito delle lastre e dell'arrivo dell'uragano, Larry insegue la strada per diventare un mensch, un uomo serio.
Come sempre, dietro e prima di ogni storia coeniana c'è un piccolo evento, un incontro fortuito, una notizia di cronaca, un romanzo o addirittura un poema in versi, insomma ogni cosa può diventare pretesto e scintilla per avviare la giostra dell'assurdo e lo splendore registico dei fratelli di Minneapolis. Questa volta il sipario si alza su uno shtetl polacco dove un uomo, una donna e un supposto dybbuk (un'anima posseduta) interagiscono e parlano una lingua antica e minoritaria, l'yiddish. Un secolo dopo e in un continente altro, i Coen voltano pagina e piombano nel Mid West attraverso un auricolare che suona "Somebody to love" nell'orecchio di un indisciplinato studente ebreo. Il prologo, avulso dalla storia che segue ma iscritto nel corpo del film, favorisce il gioco interpretativo e lo impone come strumento necessario e come parte integrante della sceneggiatura. Frammento estraneo alla vicenda dominante che tuttavia la presenta e la connota in senso ebraico.
Come già dimostrato da Marge, l'agente incinta di Fargo, nel più stupido dei mondi possibili che annichilisce i soggetti, c'è spazio anche per "l'uomo ordinario" per il quale la realtà non è a tutti i costi il peggior mondo possibile. Per questa ragione il dio-regista a due teste si diverte a tormentare Larry Gopnik, a giocargli irridenti scherzi (la morte di un grasso avvocato), rovesciandone repentinamente prospettive ed attese.
A serious man si impegna a raccontarci l'impossibilità di una famiglia (e di una vita) perfetta e l'irraggiungibilità di una felicità inattaccabile. La telefonata di un medico o l'occhio di un ciclone possono abbattersi impietosi, costringendo nella riserva onirica dell'immaginazione gli impossibili desideri di un uomo semplice, di un marito improbabile ma probabilmente innamorato.
Il professore ebreo di Michael Stuhlbarg come il drugo Lebowski e il barbiere "che non c'era" vengono trascinati in un'incredibile sciarada di disavventure contro la propria radicale apatia. Sospeso tra l'orrore per il caos della vita e la noia esistenziale, Larry si rivolge a tre rabbini per non precipitare nel vuoto e in un movimento insensato. La risposta è un grande buco di senso intorno al quale i Coen fanno scorrere le azioni dei personaggi. L'yiddish e l'ebraico diventano lingue morte di un rituale ormai privo di significato che il rabbino Marshak converte nel linguaggio e nei versi rock dei Jefferson Airplane prima dell'uragano e della fine (del film? Di tutto?).
Ancora una volta i Coen tendono fino all'estremo la corda, sfiorando un happy end, per poi capovolgere tutto con il colpo di coda dell'ultima battuta e dell'ultima inquadratura. Battuta e inquadratura che azzerano e (insieme) moltiplicano qualsiasi dubbio sul senso ultimo del film. Cabalistico.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 6 dicembre 2009
laulilla

Il film invita a riflettere su alcuni interrogativi ai quali tutti gli uomini, in tutti i tempi, hanno cercato di dare risposta, attraverso le religioni, attraverso le filosofie morali, ma anche attraverso la pretesa di ricondurli ad una spiegazione razionale. Qual é il senso del nostro esistere? Il bene e il male in che modo sono distinguibili? La scienza è in grado di migliorare davvero la nostra [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
giovedì 22 ottobre 2009
Gabriele Niola

Far parlare i fratelli Coen non è semplice. Sono così gentili da prestarsi quando ci sono degli eventi particolari ma quando si tratta delle conferenze stampa di routine, quelle che accompagnano l'uscita di ogni film, non sono altrettanto disposti a rilasciare più di qualche frase. Eppure gli enigmatici fratelli con il poco che dicono sanno essere incisivi. Di sicure ci sono le informazioni. Il loro nuovo film A serious man presentato al Festival del Film di Roma ha sicuramente un retroterra biografico, si svolge infatti in una comunità ebrea degli anni '60 molto simile a quella dove sono cresciuti [...]

Frasi
Cat is dead?...Or is still alive?
Una frase di Larry Gopnik (Michael Stuhlbarg)
dal film A Serious Man - a cura di giovanni soresina
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Antonello Catacchio
Il Manifesto

Quasi più nessuno si ferma in sala a leggere i titoli di coda di un film. Ci ha diseducati la tv, poi eventuali informazioni sono rintracciabili in rete e sono diventati troppo lunghi. Resta il fatto che solo pochi appartenenti alla setta adoratrice del grande schermo si ostinano a fissare rapiti quell'infinità di nomi che scorrono. E solo loro potranno godere quando in A serious man, il nuovo lavoro [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
martedì 24 agosto 2010
 

Trenta film, trenta trailer Entra nel vivo il concorso del Trailers FilmFest, giunto alla sua ottava edizione, che si terrà a Catania dal 23 al 25 settembre 2010. Al via infatti, da oggi, il concorso per assegnare il premio del pubblico al Miglior Trailer [...]

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venerdì 20 novembre 2009
 

A Serious Man

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mercoledì 28 ottobre 2009
 
NEWS
mercoledì 28 ottobre 2009
Chiara Renda

Tra fantasia e noir Con l'arrivo di novembre e del grande freddo, al cinema si entra nel periodo caldo, ricco di film attesi, successi in America, come il Nemico pubblico di Michael Mann e il fantastico Nel paese delle creature selvagge.

winner
film dell'anno - premio speciale
AFI Awards
2010
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