Vedi Napoli e poi muori

Film 2006 | Docu-fiction, 75 min.

Anno2006
GenereDocu-fiction,
ProduzioneItalia
Durata75 minuti
Regia diEnrico Caria
Uscitavenerdì 26 gennaio 2007
TagDa vedere 2006
DistribuzioneCinecittà Luce
MYmonetro 3,18 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Enrico Caria. Un film Da vedere 2006 Genere Docu-fiction, - Italia, 2006, durata 75 minuti. Uscita cinema venerdì 26 gennaio 2007 distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 3,18 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 1 dicembre 2017

Il giornalista e autore satirico Enrico Caria firma una pellicola semi documentaristica su Napoli e la camorra. In Italia al Box Office Vedi Napoli e poi muori ha incassato 7,6 mila euro .

Consigliato sì!
3,18/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,55
CONSIGLIATO SÌ
Fotografia di Napoli, da Castel dell'Ovo a Scampia: un affresco chiarissimo e sconvolgente.
Recensione di Tirza Bonifazi
venerdì 19 gennaio 2007
Recensione di Tirza Bonifazi
venerdì 19 gennaio 2007

Prendendo spunto da Bowling A Columbine di Michael Moore, Enrico Caria fa una lunga riflessione sul suo paese natio - sulla camorra e sulla possibile esistenza delle cosiddette "due città" - dando vita, colore e parole al film-documentario Vedi Napoli e poi muori. Il titolo è volutamente provocatorio perché utilizza il famoso detto per denunciare gli innumerevoli omicidi avvenuti per mano della camorra che a Napoli e dintorni regna sovrana.
Nel suo progetto, iniziato all'alba dell'uscita della pellicola di Moore, il regista impiega filmati girati nel corso degli anni con l'ausilio di supporti diversi (dalla telecamerina da comunione fino alle telecamere più professionali) partendo dalla vittoria della squadra del capoluogo campano del campionato italiano nel 1987. Condendo fatti e misfatti con la tipica ironia partenopea per sdrammatizzare, Caria realizza un'opera forte, vera, lucida. A raccontare gli ultimi vent'anni di storia della città e della malavita napoletana - sin troppo spesso taciuta dai quotidiani nazionali - ci pensano Roberto Saviano (autore del libro-caso Gomorra - Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra, la scrittrice Valeria Parrella, Don Vittorio Siciliani, il fondatore dell'Osservatorio sulla camorra Amato Lamberti, il cantante degli A'67, giovane band di Scampia, e poi ancora amici, maestre di strada, gente del luogo, intellettuali e politici locali. Nel documentario si raccontano - attraverso una serie di interviste e stralci di filmati d'epoca - l'ascesa della camorra negli anni '80, i motivi che l'hanno resa forte e le sue debolezze; il "più devastante terremoto degli ultimi 100 anni"; lo spaccio di stupefacenti che avviene alla luce del sole; la realtà di tanti giovani e meno giovani che vivono nella precarietà; il "rinascimento bassoliniano". Ma innanzitutto l'intenzione di Caria è di mostrare, attraverso un'accurata "fotografia" a colori, la gente perbene che ogni giorno lotta per riuscire a tirare fuori il meglio da una città che pullula d'illegalità. Parafrasando le parole del regista per descrivere l'opera letteraria di Saviano, Vedi Napoli e poi muori è un "affresco chiarissimo" che sconvolgerà l'Italia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 17 aprile 2011
TommasoF

Degno di essere a paragonato ai film di Micheal Moore

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Secondo la sua sensibilità di autore satirico e umoristico il napoletano Enrico Caria (insieme al regista Felice Farina) ha raccontato a suo modo - ma un modo puntuto, che non la "butta a ridere" - quella che non solo i periodici allarmi giornalistici percepiscono come la capitale della criminalità, dell'insicurezza, dell'impossibilità di vivere serenamente e onestamente.

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