| Titolo originale | Efter brylluppet |
| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Danimarca, Svezia |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Susanne Bier |
| Attori | Mads Mikkelsen, Sidse Babett Knudsen, Rolf Lassgård, Stine Fischer Christensen, Christian Tafdrup, Frederik Gullits Ernst . |
| Uscita | venerdì 22 dicembre 2006 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| Distribuzione | Teodora Film |
| MYmonetro | 3,57 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 4 giugno 2020
Jacob, divenuto un benefattore all'estero, deve tornare in Patria per ottenere una donazione. Il passato non mancherà di bussare alla sua porta. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, In Italia al Box Office Dopo il matrimonio ha incassato 566 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Jacob vive da molti anni in India, dove ha iniziato e abbandonato diversi progetti di volontariato, è stato lasciato dalla donna che amava e ha disperatamente tentato di sfuggire alla sua condizione di alcolizzato e dimenticarsi della sua anima perduta. Costretto a tornare in patria per ottenere una cospicua donazione che gli permetta di continuare a occuparsi dell'orfanotrofio dove si è ritagliato il ruolo di buon samaritano, Jacob ritroverà un pezzo del suo passato che inevitabilmente gli cambierà la vita.
Dismessi i panni di prete anticonvenzionale alle prese con una parrocchia di pecore smarrite (Le mele di Adamo) Mads Mikkelsen torna sul grande schermo con un personaggio più profondo e "tridimensionale" ma anche meno ironico di come ce lo ricordavamo. È di nuovo Anders Thomas Jensen a delineare le caratteristiche del protagonista - limitandosi però a scrivere la sceneggiatura insieme a Susanne Bier - rinnovando così la collaborazione avviata con Open Hearts. Di quel Le mele di Adamo di cui Jensen era regista, Dopo il matrimonio possiede qualche tonalità appena accennata (quasi fosse frutto di un puzzle stravolto), spennellata attraverso una storia drammatica e paradossale. A inscenare questo carosello di emozioni e vicissitudini, seguito quasi sempre dalla camera a mano - per avvicinarsi alle personalità degli interpreti e divenire una sorta di specchio dell'anima attraverso riprese in stile simil-dogma - alcuni tra gli attori più convincenti della Scandinavia: lo svedese Rolf Lassgård nella parte di Jørgen, il ricco investitore, e la danese Sidse Babett Knudsen in quella della moglie Helene, oltre al già citato Mikkelsen. Nulla è lasciato al caso, anche le immagini delle foglie mangiate e dell'animale morto lungo la strada rappresentano un punto focale del film; il risvolto della trama è forse presentato in maniera semplicistica, e non giunge inaspettato, ma la Bier è capace di emozionare e commuovere, e evitare, per un pelo, un finale banale.
Il film inizia con una dolce immersione nel caos, nel calore e nel colore indiani. Segue l’abbraccio toccante e perfettamente aderente fra un uomo europeo e un bimbo del luogo. L’uomo è Jacob, un danese costretto, suo malgrado, a rientrare nella terra natia per reperire fondi utili alla sopravvivenza dell’orfanotrofio in cui quel bimbo e tanti altri hanno trovato una [...] Vai alla recensione »
Il più bel film di Natale viene dalla Danimarca e conferma la grande vitalità di questo piccolo paese capace di coltivare i generi e i talenti più diversi. Schematizzando, se Lars Von Trier è un guastatore, Susanne Bier appartiene alla razza (rara in Europa) dei narratori. Ci vuole infatti gran senso del racconto, occhio sicuro per gli attori e finezza non comune nel condurre il doppio gioco dei sentimenti [...] Vai alla recensione »