Toy Story - Il mondo dei giocattoli

Film 1995 | Animazione, Film per tutti 81 min.

Regia di John Lasseter. Un film Da vedere 1995 con Tom Hanks, Tim Allen, Don Rickles, Wallace Shawn, Jim Varney. Cast completo Titolo originale: Toy Story. Genere Animazione, - USA, 1995, durata 81 minuti. Uscita cinema sabato 20 settembre 2025 distribuito da Walt Disney. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 3,50 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 19 settembre 2025

Argomenti:  Toy Story Pixar

Alla Pixar, società di avanguardia nell'ambito della comunicazione computerizzata, hanno prodotto l'ennesimo salto di qualità: il computer come mezzo ... Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Toy Story - Il mondo dei giocattoli ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 115 mila euro e 60,2 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,99
CONSIGLIATO SÌ
Un film che ha rivoluzionato il modo di fare animazione.
Gabriele Niola
Gabriele Niola

Nell'universo confinato che è la stanza di Andy i suoi giocattoli si autogestiscono facendo riferimento a Woody il cowboy, da sempre il preferito del bambino. Quando però una festa di compleanno porta in casa lo space ranger Buzz Lightyear, giocattolo nuovo e moderno, gli equilibri e le preferenze cominciano a cambiare. Buzz ha un carattere diverso da Woody, pensa di essere un vero space ranger e piace a tutti. Questo proprio a pochi giorni dal temutissimo grande trasloco in cui tutti i giocattoli temono di essere persi...

Era il 1995 e il cinema tout court non è più stato lo stesso. Con uno sforzo tecnologico che aveva dell'incredibile (e con aiuti da tutto il mondo del cinema a partire da George Lucas e la sua Industrial Light And Magic) John Lasseter e i soci della Pixar creano il primo lungometraggio animato in computer grafica, un'opera destinata grazie alla sua fattura e al suo successo commerciale, a cambiare non solo il modo in cui si fa animazione ma anche le storie che si raccontano.

Toy Story da subito appassiona i bambini, diverte gli adulti e sconvolge gli appassionati per come tesse rapporti con il restante mondo del cinema. Postmoderno e pieno di riferimenti alla cultura di massa (i giocattoli stessi sono modelli veri, classici e diffusissimi) il film di Lasseter si inserisce nello zeitgeist cinefilo portando avanti assieme alle altre pellicole degli anni '90 un discorso sul cinema stesso.

Puntando la macchina da presa virtuale su un microverso (cosa che faranno spesso anche in seguito) la Pixar comincia il processo di lento distaccamento dall'animazione tradizionale. Ci sono ancora le canzoni (che con gli anni spariranno) e la storia ha ancora un fondo didascalico ma la serietà con cui si fa commedia è completamente diversa, il target non è più solo infantile e il respiro è degno del cinema classico. Nel primo film della società di Lasseter collaborano tutte le future teste pensanti della compagnia (Andrew Stanton, Pete Docter e Lee Unkrich) e sebbene non sia la punta più alta della loro produzione contiene in nuce tutto ciò che verrà: dai viaggi impossibili di piccole creature attraverso spazi immensi alla ricerca di un superamento di qualsiasi diversità.

Con un piede ben piantato nella tradizione americana ma l'altro che si muove tra le diverse esperienze mondiali in materia (con un particolare occhio all'animismo giapponese di Miyazaki) la Pixar usa i cartoni per raccontare storie ma anche per parlare d'altro. La dialettica tra Buzz e Woody è la dialettica tra vecchio e nuovo, tra analogico e digitale, e come accadrà anche nei film a venire il nuovo, cioè la tecnologia, non è mai portatrice di sventura ma sempre di arricchimento. Lasseter fa cinema moderno ma non intende rinunciare all'eredità del passato, sa molto bene che uno space ranger è l'evoluzione del cowboy, che fa le stesse cose ma che le può fare meglio e così punta a fare la Pixar.

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Francesco Rufo
venerdì 10 luglio 2009

Toy Story è il primo lungometraggio realizzato completamente con la computer grafica, ed è il primo lungometraggio della Pixar. Nel film il mondo dei giocattoli si dà come riflesso del mondo umano. Il rapporto tra Andy e i suoi giocattoli riproduce il rapporto genitori-figli: Andy è il genitore che guida i suoi giocattoli-figli, li protegge, li fa parlare. Come diceva K. Groos, il gioco può essere visto come pre-esercizio delle attività della vita adulta: il bambino gioca coi pupazzi preparandosi a svolgere funzioni genitoriali. I giocattoli sono per Andy «oggetti transizionali»: così W.D. Winnicott chiama quegli oggetti che molti bambini desiderano avere sempre con sé e da cui ricavano il senso di sicurezza che in seguito deriverà loro dai rapporti affettivi positivi che instaureranno con le persone. Il gioco si presenta nel film con due valenze: quella costruttiva (Andy) e quella distruttiva (Sid). Andy cura i suoi giocattoli, li tiene in ordine, ci gioca affidando ai singoli giocattoli dei ruoli, creando delle storie in cui troviamo l’appropriazione e la rappresentazione dei modi della realtà. Sid distrugge i giocattoli, li smonta, li rimonta: è un personaggio “diverso”, come i suoi giocattoli, riletture dei Freaks dell’omonimo film di T. Browning. La figura di Sid fa pensare al gioco infantile visto da Baudelaire: per Baudelaire (Morale du joujou), il gioco infantile è movimento di rivolta, rottura della razionalità sociale e della morale borghese. Nella sua tendenza estrema, il gioco punta alla distruzione del giocattolo: si ha così l’impulso naturale del bambino ad aprire il giocattolo per pulirlo da incrostazioni sociali e adulte, per scoprirne il meccanismo interno e nascosto, l’anima. I giocattoli del film si trovano in una situazione di oggettualità che è propria anche dell’uomo nella società dei consumi. Il giocattolo è oggetto serializzato di consumo, fa parte di una catena che inizia con la produzione, continua con la vendita, finisce con la distruzione, e ricomincia con la produzione. Di tale catena fa parte anche l’uomo, come soggetto reificato e spersonalizzato che acquista, consuma, distrugge, riacquista.

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Maria Francesca Genovese

I percorsi didattici
» All'inizio del film Andy sostituisce Woody, il giocattolo preferito fino a quel momento, con il nuovo giocattolo Buzz. Tuttavia Woody afferma che "non importa quanto tempo Andy sta con me, l'importante è che io sia qui quando lui ne ha bisogno". Prova a pensarci su: questa frase spiega al meglio l'importanza dei giocattoli nella nostra vita.
» Finché Woody è il preferito di Andy, gli altri giocattoli lo riconoscono come leader. Non appena viene messo da parte, tutti si affrettano a riverire Buzz, nonostante l'atteggiamento un po' arrogante dello space ranger. Secondo te un comportamento simile (trasferirsi armi e bagagli dalla parte del vincitore del momento) esiste anche nel mondo degli umani? Lo approvi?
» Solo Woody ricorda a Buzz che non è un vero space ranger, ma un semplice giocattolo. Buzz apprezza la sua sincerità? E tu come ti saresti comportato al posto di Woody?
» Woody spiega a Buzz che è proprio la sua natura di giocattolo, amato e desiderato dai bambini, a renderlo molto più prezioso di un qualsiasi space ranger. Non pensi sia importante conoscere e accettare se stessi per quello che realmente si è, senza inutili "maschere"?
» A casa del perfido Sid, solo e svilito, Buzz sbotta: "un giorno sei il difensore della galassia e il giorno dopo ti ritrovi a trangugiare the con una bambola". Buzz è ancora il numero uno? Oppure sta succedendo anche a lui quello che è successo a Woody poco tempo prima?
» Che cosa fa Woody per aiutarlo? Quanto sono importanti affetto e amicizia quando ci sentiamo abbandonati?
» La spinta ad acquistare nuovi beni anche senza averne reale bisogno, rincorrendo mode e pubblicità (come fa Andy con i giocattoli), si chiama "consumismo" ed è un fenomeno economico-sociale piuttosto antico. Prova a chiedere spiegazioni al tuo docente di Storia.
» Sotto le sue ali di plastica, Buzz trova la scritta "made in Taiwan". Molti degli oggetti che maneggiamo ogni giorno sono fabbricati nei paesi asiatici, per una politica industriale chiamata "delocalizzazione". Se ti va di approfondire, fatti spiegare le conseguenze di questo metodo produttivo, strettamente legato alla globalizzazione.
» Il motto di Buzz è "Verso l'infinito e oltre!". Secondo te che cosa significa? E se dovessi inventare tu un motto che ti contraddistingue?

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Ennesimo salto di qualità della Pixar.
Recensione di Maria Francesca Genovese

Alla Pixar, società di avanguardia nell'ambito della comunicazione computerizzata, hanno prodotto l'ennesimo salto di qualità: il computer come mezzo creativo del massimo profilo, applicato ai cartoni animati che rappresentano giocattoli. Gioco nel gioco nel gioco. Ogni singolo fotogramma di questo film è stato elaborato nell'arco di circa quattro anni con un risultato straordinario. Woody il cow boy è, fra tanti, il giocattolo preferito di Andy. Quando il bambino lascia la sua stanza tutti i giocattoli prendono vita. Il giorno del suo compleanno i vecchi giochi temono di venir soppiantati dai nuovi. Uno dei regali è Buzz Lightyear, il ranger dello spazio, armato di luce laser, ali retrattili e astronave. Come si può competere? Dopo innumerevoli avventure bambino e giocattoli si ritrovano. Saranno tutti felici nella nuova casa. Da ricordare che le voci di Andy e di Buzz sono di due doppiatori singolari, Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 4 febbraio 2017
laurence316

Dopo anni di sperimentazione attraverso la realizzazione di numerosi cortometraggi animati (il filone dei "Corti Pixar" proseguirà anche dopo l'avvento dei lungometraggi, e continuerà a regalare spesso e volentieri piccoli capolavori), Lasseter, con l'appoggio di Jobs e della Disney, realizza il 1° lungometraggio animato interamente in computer-graphic della storia, [...] Vai alla recensione »

Frasi
Bene, siamo rimasti molto impressionati dal nuovo giocattolo di Andy…-
Giocattolo?-
GIO-CAT-TO-LO! Esatto!!
Scusa, ma credo che la parola che tu stia cercando sia: SPACE RANGER!-
La parola che sto cercando, non la posso dire…
Dialogo tra Buzz Lightyear (voce nella versione originale) (Tim Allen) - Buzz Lightyear (voce nella versione originale) (Tim Allen) - Woody (voce nella versione italiana) (Fabrizio Frizzi) - Buzz Lightyear (voce nella versione italiana) (Massimo Dapporto)
dal film Toy Story - Il mondo dei giocattoli - a cura di Cecilia
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Si sa che Toy Story, film per bambini, meraviglia tecnologica “dopo la quale i disegni animati non saranno più gli stessi”, è il primo lungometraggio realizzato in Computer Animation; che personaggi, edifici e oggetti sono plasticamente a tre dimensioni, modellati, scolpiti e ombreggiati elettronicamente; che la società specializzata Pixar, fondata nel 1979 da George Lucas e poi da lui venduta, ha [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 7 settembre 2009
Gabriele Niola

La Pixar come una bottega rinascimentale Li ha paragonati ad una bottega rinascimentale "dove intorno ad una mente ispiratrice si riuniscono e crescono diversi talenti", li ha voluti premiare con un Leone d'oro alla carriera per la prima volta collettivo [...]

winner
premio speciale
Premio Oscar
1996
La serie cinematografica d'animazione sul mondo dei giocattoli prodotta dalla Pixar.
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