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Querer - La serie, cosa può nascondersi dietro la parola ‘amore’. In esclusiva su MYmovies ONE

Quattro episodi per raccontare la denuncia di una violenza invisibile. Una famiglia che si sgretola, un processo difficile, una verità a cui bisogna solo credere. GUARDA ORA LA SERIE »
di Paola Casella

venerdì 6 marzo 2026 - mymoviesone

I comportamenti violenti nei confronti delle donne non si manifestano solo con le botte, e sempre meno spesso da parte di estranei: si può convivere per anni con un marito che ti sminuisce e delegittima, che ti isola dalla tua famiglia di origine e dalle tue amicizie, che ti toglie ogni autonomia decisionale ed economica, ti tiene sotto controllo, ti impedisce di prendere la pillola anticoncezionale, ti interroga, ti dà continuamente nuove regole pone e mille limiti alla tua libertà personale.

E che però asserisce di farlo per il tuo bene, perché sei psicologicamente fragile, perché sei depressa (non a causa sua, per carità), perché non sai gestire il denaro e non sai prenderti cura di te stessa (invece lui sì che lo sa fare). Tutto questo avviene davanti ai tuoi figli, così che a poco a poco anche loro si convincono che mamma “non sta bene con la testa”, che è debole, inetta, paranoica e, ovviamente, isterica.

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È quello che succede a Miren, moglie e madre sulla cinquantina, che ad un certo punto non ne può più ed esce di casa per andare a denunciare il marito Inigo, uomo rispettato sul lavoro e dagli amici (gli unici che Miren è autorizzata a frequentare) che lo descrivono come “gentile, istruito, un buon padre di famiglia”. La denuncia è per violenza di genere. E per stupro, perché fra i tanti modi in cui Inigo ha asserito il suo potere sulla moglie è stato quello di sottoporla a rapporti sessuali non voluti: dopo che aveva appena partorito, quando aveva dolorose lesioni vaginali (provocate da lui), mentre dormiva. 


Querer - serie TV in esclusiva streaming su MYmovies ONE - racconta in modo sobrio e senza melodrammi la battaglia solitaria di una donna che, una volta cresciuti i figli ed ereditata la casa della madre, finalmente dice basta e denuncia il suo aggressore, si trova un lavoro (dopo che per anni il marito le ha impedito di fare leva sulle sue capacità al di fuori della casa coniugale) e si lascia alle spalle quello “spazio retto dalla paura e dalla dominazione” e quella “campagna di disprezzo e di colpevolizzazione persistente” che era stato il suo matrimonio.

La regista Alauda Ruiz de Azúa mostra chiaramente i passaggi sottili nelle alleanze interne alla famiglia di Miren, racconta il sistema che consente a Inigo di mantenere per tutto il matrimonio casa e conto corrente a suo nome, e poi di non pagare alla moglie il mantenimento e la metà dell’abitazione famigliare, dettaglia la progressione della causa penale affrontata dall’uomo. 


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La serie fornisce dunque una mappa sia di come ci si possa trovare in una situazione come quella di Miren, sia di come uscirne, pur con fatica e mille difficoltà, ma con la testa alta e la forza della verità di fronte alle bugie e alle apparenze.

Nella terza puntata, interamente dedicata al procedimento in tribunale, si vedono chiaramente le storture di un sistema legale che pone l’onere della prova interamente sulle spalle della donna che denuncia ciò che è avvenuto a porte chiuse. “La paura è invisibile”, dirà Miren in tribunale, e spiegherà perché le ci sono voluti anni per riconoscersi come vittima. Forse questa serie potrà aiutare qualche spettatrice (e spettatore) a prendere consapevolezza di questi schemi oppressivi e a difendersi in tempo (o impedirsi di metterli in atto).

Certamente Querer ribadisce che non esiste “una percezione erronea del consenso”: no è no, e basta.


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