Il film cult di Fritz Lang del 1933 arriva in streaming in una nuova veste. GUARDA ORA IL FILM »
di Giancarlo Zappoli
Un film visionario e profetico, bandito dal regime. Il testamento del Dr. Mabuse - realizzato ben 93 anni fa - è ormai diventato un cult della storia del cinema. Ora è disponibile in streaming su MYmovies ONE in versione restaurata. Una nuova veste che ci fa riscoprire quanto sia ancora un’opera attualissima e inquietante.
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Il Dottor Mabuse è un ricoverato in una casa di cura per malattie mentali impegnato a continuare a scrivere dei propri piani criminali. Il fatto è che questi suoi progetti vengono effettivamente realizzati e l'ispettore Lohmann inizia ad indagare scoprendo una importante rete di delinquenti sempre pronti all'azione. In particolare punta l'attenzione sul dottor Baum che ha in cura Mabuse e ne è particolarmente attratto.
Nel 1922 Fritz Lang girò Il dottor Mabuse. Nel 1933, dopo aver realizzato due film fondamentali per la storia del cinema come Metropolis e M-Il mostro di Düsseldorf, decise di tornare sul tema grazie anche all'amicizia che lui e sua moglie, Thea von Harbou, avevano con il creatore del personaggio, lo scrittore Norbert Jacques.
Il film doveva rappresentare una novità in molti ambiti. Innanzitutto sul particolare utilizzo del da poco utilizzato sonoro nel cinema. Si ascolti come, già dalla prima sequenza, questo venga utilizzato per contribuire a creare una nota di disturbo e di tensione. C'erano poi da realizzare sparatorie, incendi, allagamenti ed esplosioni che Lang voleva fossero estremamente realistici. Le armi erano vere e il direttore della fotografia Fritz Arno Wagner ebbe a dichiarare che per tutto il tempo aveva temuto per l'incolumità della crew.
I problemi più rilevanti dovevano però ancora arrivare e Lang non poteva non averli previsti. Perché il film aveva un'uscita programmata per il 24 marzo 1933 e da gennaio il capo del governo era Adolf Hitler. Il quale proprio il 14 marzo aveva nominato come Ministro della Propaganda Joseph Goebbels. Il quale fece rinviare la première e poi bandì il film dalle sale tedesche con il pretesto che "mostrava che un gruppo di persone estremamente votate a una causa si dimostravano perfettamente in grado di sovvertire con la violenza qualsiasi ordine stabilito".
Si trattava semplicemente di un pretesto: i nazisti avevano perfettamente compreso che le intenzioni di 'creazione del caos' per poterne poi approfittare per instaurare un regime espresse dal vertice dei criminali nel film altro non erano se non l'esplicitazione della strategia del partito nazionalsocialista.
In breve tempo Lang, di origine ebraica da parte di madre, avrebbe lasciato la Germania e la consorte, la quale aveva finito con l'aderire all'ideologia dominante.
Una visione del film, possibile oggi all'integrazione di elementi e al restauro, consente di comprendere come Lang, figlio di un architetto, sia ancora una volta estremamente attento alla scenografia. Gli spazi in cui ambienta le scene principali sono assolutamente studiati nei dettagli come mostra e dimostra il movimento di macchina che apre il film. Anche la colonna sonora, con il suo mix di musica, silenzi e rumori contribuisce con grande efficacia, soprattutto per l'epoca, alla creazione dell'atmosfera di lucida follia.