Il regista norvegese ha da poco vinto l'Orso d'oro a Berlino con Dreams, un queer coming-of-age acclamato dalla critica. Dal 13 marzo al cinema.
di Fabio Secchi Frau
Regista, sceneggiatore e scrittore, Haugerud si afferma come una delle voci più rilevanti del cinema norvegese. Da poco ha conquistato l'Orso d'oro a Berlino con Dreams, un queer coming-of-age movie acclamato dalla critica in uscita il 13 marzo.
Nato a Eidsberg nel 1964, si forma come bibliotecario prima di laurearsi in Storia del cinema all'Università di Stoccolma con una tesi su Éric Rohmer. Studia anche drammaturgia all'Università di Oslo e scrittura creativa al Telemark University College. Lavora come giornalista e drammaturgo per diverse compagnie di danza e di teatro. Ha anche pubblicato quattro romanzi, Noe med natur (1999), Den som er veldig sterk, må også være veldig snill (2002), Hva jeg betyr (2011) e Enkle atonale stykker for barn (2016).
Haugerud debutta alla regia nel 1998 con il cortometraggio 16 Living Clichés, un ritratto di 16 persone diverse, ciascuna definita dai propri cliché unici. Il suo primo lungometraggio, I Belong (2012), è un film intenso e sfumato che esplora il modo in cui persone benintenzionate finiscono, involontariamente, per ferirsi a vicenda. Tra i protagonisti, un'infermiera che litiga sul lavoro perché passa all'inglese quando è nervosa, una traduttrice che compromette la propria integrità accettando di tradurre un libro in cui non crede, e una madre anziana con sua figlia che subiscono un'umiliazione a causa di un regalo inaspettato.