Per la regia di Xavier Giannoli, la storia della "truffa del secolo", un episodio reale avvenuto tra il 2008 e il 2009. Ora su MYmovies ONE.
Da oggi è disponibile su MYmovies ONE anche l'ultimo episodio della serie Of Money and Blood. Con quest’ultimo e conclusivo episodio, la serie evento sulla truffa del secolo sui fondi d’investimenti sul carbonio, tratta dal libro inchiesta “D’argent et de Sang”, è interamente disponibile sulla piattaforma streaming.
Molti teorici della sceneggiatura sostengono che il finale di un prodotto audiovisivo, di qualunque durata, debba contenere in nuce, il senso dell’intera opera, la summa di tutte le tematiche emerse nel corso della narrazione. Tuttavia, i grandi della sceneggiatura sanno anche che, se una storia è ben scritta e rispetta una serie di requisiti di coerenza interna, allora il suo finale dovrà obbligatoriamente essere unico, granitico, tanto che non è possibile pensarne uno alternativo.
Tra queste grandi storie dal grande finale rientra senza ombra di dubbio Of Money and Blood. In quest’ultimo episodio si ha la netta sensazione che le trame si chiudano da sole, come per inerzia, come nella vita reale. E così rimane lo spazio doveroso, nella meravigliosa arringa di apertura del processo, per riflettere sulla nostra realtà, sul senso e sulla saturazione del capitalismo, su come sia stato possibile che dei fondi d’investimento pensati per la tutela dell’ambiente si siano tradotti nella più grande truffa ai danni dei contribuenti della storia della finanza mondiale.
In ultima istanza, Of Money and Blood reitera magistralmente quella che è una grande storia d’inchiesta adattata ad epopea finanziario-gangster fino a giungere a un’amara riflessione sulla smodata cupidigia umana, sul ruolo logorante del potere, sull’intrinseca malvagità umana.
E allora, come si augura Weynachter nella sua brillante arringa finale, con la mestizia stoica di chi ha guardato a lungo dentro l’abisso (ben conscio che anche l’abisso avrà voluto guardare dentro di lui), non ci resta che attaccarci al “tikkoun olam”, senza sforzi titanici, senza atti di eroismo, ognuno di noi deve cercare di riparare un pezzettino di mondo. Forse così ci riusciremo a salvare.