Si è conclusa a Firenze un’edizione difficile ma dalla grandissima partecipazione. In streaming su MYmovies una selezione di film è ancora disponibile per la giornata di oggi, 17 ottobre.
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Un’edizione di Middle East Now piena di emozioni e con una grandissima partecipazione di pubblico si è conclusa a Firenze. Un ricco programma - seguito da un pubblico numeroso appassionato e attento, con sale affollate nelle proiezioni serali, pomeridiane e nelle matinée - con 35 film in anteprima (italiana, europea, internazionale) premiati nei migliori festival internazionali e provenienti da tanti paesi dell’area mediorientale (Palestina, Libano, Iran, Siria, Egitto, Afghanistan, Israele, Algeria, Marocco, Tunisia, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi, Giordania), oltre a food, incontri, dibattiti e progetti culturali.
Il festival si distingue da sempre per una forte attenzione all’attualità e agli aspetti più innovativi delle culture e delle società del Medio Oriente contemporaneo che oggi più che mai hanno bisogno di essere approfonditi e capiti per andare oltre i luoghi comuni con cui spesso vengono rappresentati. Un appuntamento per conoscere e capire la complessità della storia del Medio Oriente attraverso il cinema, i documentari, l’arte, gli incontri con registi e ospiti invitati a Firenze a presentare i film e ad approfondirli con il pubblico in sala.
“Un’edizione bellissima quanto difficile – dicono i fondatori e direttori del festival Lisa Chiari e Roberto Ruta – abbiamo sentito forte il rischio di banalizzare i contenuti del Festival in un momento così delicato, ma abbiamo deciso con determinazione di parlare al nostro pubblico come abbiamo sempre fatto in questi ultimi 14 anni, portando storie con cui confrontarsi e attraverso le quali cercare di capire di più. La cultura, l’arte, il cinema devono rimanere sempre liberi e strumenti con cui andare oltre la politica e le divisioni. Il festival come progetto culturale è uno strumento di conoscenza e approfondimento in questo momento ancora più importanti per creare un dialogo e cercare di essere un ponte che unisce”.
Una selezione di film è ancora disponibile in streaming con MYmovies ONE.
I FILM PREMIATI
Middle East Now Audience Award 2023, miglior film votato dal pubblico:
A GAZA WEEKEND (Palestina, Regno Unito, 2022) di Basil Khalil
Premio Cinema Iran-Afghanistan Felicetta Ferraro 2023:
THE ETILAAT ROZ (Afghanistan, 2022) di Abbas Rezaie
“Per il valore di preziosa e insostituibile testimonianza con cui il film ripercorre il dramma personale e collettivo dello staff di giornalisti di una redazione che, all’indomani del ritorno al potere dei talebani, è costretta a prendere atto dello sgretolarsi delle condizioni minime di libertà per operare e offrire un servizio al paese. Dietro la “bandiera bianca” issata prima della fuga all’estero di buona parte del personale di Etilaat Roz emerge la dignità di uomini e donne che hanno scritto pagine importanti della storia dell’Afghanistan che nessuno, neanche con la forza, potrà cancellare.
Premio Best OFF al miglior cortometraggio d’autore conferito da OFF Cinema:
FATHERLAND (Danimarca, UK, Siria) di Benjamin Kodboel “che cattura splendidamente le idiosincrasie e l'assurda angoscia del processo di asilo per una famiglia di profughi siriani in Danimarca. Un racconto umanizzante, senza cadere nel melenso, che offre un urgente e lucido sguardo su un'Europa piena di promesse e allo stesso tempo sempre meno empatica nei confronti di percorsi migratori”.
Inoltre, OFF Cinema ha assegnato il Best OFF Special Mention a:
THE RETURN di Fatemeh Marzbani (Kurdistan, Iran, 2023), “che cattura la quotidianità di Ata Tazik, un ex contrabbandiere diventato pescatore, con uno sguardo che non cerca né di spiegare né di giudicare, ma semplicemente ci mostra una realtà racchiusa nelle frasi finali del film: il mondo in cui viviamo è pieno di meraviglie, se lo vogliamo conoscere più a fondo, un buon modo di farlo è semplicemente osservarlo”.
BEST SHORT Staff Award 2023 al miglior corto assegnato dallo staff del festival:
YELLOW (Afghanistan, UK, 2023) di Elham Ehsas “Per la portata emotiva e culturale dell’incontro che avviene tra i due protagonisti. Per il valore che viene attribuito ai colori, per esprimere emancipazione e libertà di espressione, per la rappresentazione così delicata e poetica di una tradizione che opprime e divide (il portare il velo), per la sensibilità e la vicinanza che l’altro genere (ovvero quello maschile) riesce ad esprimere attraverso un semplice sguardo o gesto, per trattare di un dramma con profonda poesia”.