In Prima Visione Watermark, un’opera per ribadire il ruolo vitale dell’acqua. Per approfondire una delle più grandi tragedie del nostro tempo arriva anche Il complotto di Chernobyl.
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Arriva in streaming sulla piattaforma IWONDERFULL un documentario da recuperare per approfondire il rapporto dell’uomo con l’acqua. Watermark - L’acqua è il bene più prezioso diretto da Jennifer Baichwal e Edward Burtynsky mostra come l'elemento fondamentale per l'esistenza dell'essere umano sia stato da questi utilizzato ma anche sprecato.
Le immagini che aprono il film forniscono la chiave di lettura di ciò che seguirà. Alle insistite riprese di vortici d'acqua di altezza considerevole vengono brutalmente (e per questo ancor più significativamente) contrapposte le immagini di una vasta area inaridita che un tempo, come ci viene descritto da una donna nativa le cui rughe sul volto sembrano riprodurre le fratture del terreno, era il letto di un fiume. Baichwal e Burtynsky, a partire da questo incipit, ci fanno viaggiare dalla Cina al Bangladesh, dagli Stati Uniti all'India per mostraci come l'ingegno umano abbia saputo sfruttare la presenza dell'acqua ma anche come avidità ed insipienza abbiano condotto al depauperamento di questo bene essenziale.
Dai registi di Antropocene, uno straordinario documentario fotografico da oggi disponibile in Prima Visione in streaming.
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Altra novità in piattaforma è Il complotto di Chernobyl che parte dal pittore e scenografo Fedor Alexandrovich che rievoca il trauma vissuto da bambino a seguito dei fatti di Chernobyl (26 aprile 1986), il più grave disastro nucleare (prima di Fukushima) le cui cause furono imputate a errore umano. Convinto che non si sia trattato di un incidente, rabbioso per l'omertà tenuta dalle istituzioni all'epoca e insospettito dall'inquinamento delle prove, ipotizza che l'esplosione del reattore sia stata provocata intenzionalmente da Mosca per disattivare l'inefficiente e costosissimo radar Duga, costruito nelle vicinanze dell'impianto, voluto a scopi militari dal governo sovietico e chiuso proprio a settembre di quell'anno, quando avrebbe dovuto essere sottoposto a revisione. Addirittura individua come mandante Vasily Shamshin, ministro delle comunicazioni russo dall'80 all'89 e morto nel 2009.
Un film emozionante come i thriller fantapolitici degli anni Settanta.
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