La visione singolare del maestro del brivido, mostrata grazie ad estratti dei suoi film, alle registrazioni originali dell’intervista a Truffat, alle fotografie del tempo, alle lettere che i due si scambiarono, rievocata e commentata da alcuni dei più grandi registi di oggi. SCOPRI NEXO+
1962: mentre la Nouvelle Vague si afferma nel mondo, François Truffaut, giovane critico dei "Cahiers du Cinéma" (e allora già autore di I 400 colpi, Jules e Jim e La calda amante) chiede un'intervista "in profondità" al celebre regista Alfred Hitchcock, inglese di stanza a Hollywood, dove sta ultimando il suo quarantottesimo film (Gli uccelli (guarda la video recensione)). In linea con i colleghi della prestigiosa rivista francese, l'obiettivo è ribadire la statura di "autore" di Hitchcock, che negli Stati Uniti era considerato piuttosto un "intrattenitore", con pregiudizio rispetto al successo tv di Alfred Hitchcock Presents. Dalle fitte conversazioni tra i due scaturisce un volume, anche fotografico, fondante e accessibile: "François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock" (da noi pubblicato da Pratiche nel 1977, poi rieditato da Saggiatore).
Il documentario parla anche a un pubblico non specializzato ma è soprattutto una goduria per il cinefilo.
Il film sottolinea l'originalità di Hitchcock, la precisione della costruzione, l'unicità del rapporto intimo stabilito con chi guarda. Truffaut, infatti, trovava limitante la definizione di master of suspense e le affiancò quella di "artista dell'ansia".
Hitchcock/Truffaut è disponibile in streaming su NEXO+.