Tra le due candidature all'Oscar per il Pinocchio (guarda la video recensione) di Matteo Garrone, splende quella per i costumi ideati da Massimo Cantini Parrini. Costumi che erano già stati celebrati da una bellissima mostra al Museo del Tessuto di Prato e che gli avevano permesso di ricevere il suo quarto David di Donatello.
Non abiti, quindi, ma vere e proprie opere d'arte. Uno straordinario lavoro di un pluripremiato (Nastri d'Argento, Ciak d'Oro, European Film Award e tanti altri) che sfrutta l'ispirazione e la creatività insite in ogni suo progetto come nuove occasioni di studio per campionare tessuti e scoprire sempre qualcosa di nuovo su capi d'abbigliamento storici (che oltretutto colleziona avidamente).
Entrare nel mondo di Cantini Parrini significa penetrare nella sua passione e nella sua profondissima conoscenza del costume antico. Lì dove il dipanarsi di un processo creativo, composto da bozzetti, documentazioni fotografiche, prime composizioni e ritocchi digitali, testimoniano un'accurata ricerca per la realizzazione di ogni singolo capo o accessorio.
Con un curriculum che vanta più di cinquanta produzioni (molte delle quali per autori di fama ormai mondiale), forte del suo sodalizio artistico con Matteo Garrone, è anche membro dell'Academy Award dal 2020.
