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Doom Patrol 2, tornano i super-eroi più freak e disfunzionali della TV

Ora disponibili su Amazon Prime video i nuovi episodi della serie tratta dall'omonimo fumetto DC Comics.
di Andrea Fornasiero

Timothy Dalton (Timothy Peter Dalton) (76 anni) 21 marzo 1944, Colwyn Bay (Gran Bretagna) - Ariete. Interpreta Il capo nel film di Glen Winter Doom Patrol.
lunedì 28 settembre 2020 - prime video

Torna su Amazon Prime Video la serie Doom Patrol, tratta dall'omonimo fumetto DC Comics e giunta alla seconda stagione (oltre che già confermata per la terza). Nata per la piattaforma DC Universe – oggi in buona parte assorbita dalla nuova HBO Max – Doom Patrol non è connessa alle serie del cosiddetto Arrowverse (Arrow, Flash, Supergirl, Legends of Tomorrow), ma ha una propria autonomia e soprattutto un diverso rapporto con la censura. Non andando in onda sui broadcaster americani può permettersi un maggior uso di parolacce, nudità e violenza, non a caso il robot Cliff è solito imprecare in modo piuttosto colorito.

La genesi della serie è insolita e può confondere: i personaggi e alcuni attori sono stati introdotti nel quarto episodio di Titans, ma l'autore Jeremy Carver ha chiarito in varie interviste che la storia di quella puntata non rientra nella continuity della serie. Infatti in Doom Patrol non si fa menzione di Beast Boy, che in Titans aveva vissuto nella villa insieme ai protagonisti. Questo spiega anche il cambio di attore per il personaggio di Niles Caulder, il capo del gruppo in sedia a rotelle, che nell'episodio di Titans era interpretato da Bruno Bichir, mentre in Doom Patrol ha il volto ben più celebre di Timothy Dalton.

Alla serie partecipano inoltre altre due star: Brendan Fraser e Matt Bomer, ma i due sono in un certo senso a mezzo servizio, infatti condividono il ruolo rispettivamente con Matthew Zuk e Riley Shanahan. Fraser e Boomer sono pienamente all'opera nei flashback, mentre nelle scene nel presente, dove i loro personaggi hanno fattezze robotiche o sono avvolti da bende, si limitano a prestare la loro voce. Il resto del cast è composto da Diane Guerrero, nota per Jane the Virgin e Orange Is the New Black, da April Bowlby, veterana di Due uomini e mezzo, e dall'inglese Jovian Wade. A loro si univa nella prima stagione Alan Tudyk (Firefly) nei panni del villain Mr. Nobody, mentre nella seconda annata la giovane esordiente Abigail Shapiro ha il ruolo cruciale di Dorothy.

Avevamo lasciato il robotico Cliff Steel, l'attrice elastica Rita Farr e la ragazza dalle multiple personalità Jane rimpiccioliti insieme al capo e a sua figlia Dorothy. Ridotti a dimensioni da omino Lego, li ritroviamo che vivono in un diorama con pista per macchinine da corsa, accuditi dal bendato Larry Traynor, che invece è scampato al rimpicciolimento. Doom Patrol del resto vive di situazioni e personaggi bizzarri, tanto che la miniaturizzazione è quasi banale rispetto alle altre follie della serie, che nella seconda stagione ruota intorno agli amici immaginari – ma fin troppo reali – di Dorothy. La bambina, figlia di Caulder e di una donna misteriosa (che preferiamo non rivelare), ha infatti poteri potenzialmente capaci di distruggere il mondo e per questo suo padre l'aveva imprigionata. Ora che è di nuovo in libertà, toccherà alla squadra cercare di contenere la sua immaginazione e placare i suoi traumi.

La bambina, che per altro ha volto scimmiesco, è stata anche un fenomeno da circo e ricorda ancora con orrore quando ha scatenato i suoi poteri contro i crudeli padroni ammaestratori, dando luogo suo malgrado a un massacro, al quale è sopravvissuto solo suo padre. La bambina infatti non ha solo amici immaginari, ma sente anche una voce che le chiede di esprimere desideri per poi metterli in pratica nel modo più truce possibile. Se la prima stagione di Doom Patrol era ispirata soprattutto agli episodi della serie a fumetti scritti da Grant Morrison, con il personaggio di Dorothy si pesca più in generale dalle avventure del gruppo, cui hanno contribuito diversi scrittori.

Diversissimi dagli altri super-team, gli eroi della Doom Patrol sono così freak e disfunzionali da far sembrare i mutanti degli X-Men una sorta famiglia Bradford. Le loro avventure non riguardano però la persecuzione della diversità e virano frequentemente verso il nonsense e lo psichedelico, cosa che non impedisce comunque momenti di melodramma. In particolare la serie TV attinge a piene mani dal tragico passato di questi eroi per numerosi flashback sulla loro vita precedente, che continuano anche nella seconda stagione. Senza il villain Mr. Nobody invece vengono meno le rotture della quarta parete e i passaggi metanarrativi che hanno caratterizzato la prima annata. Doom Patrol del resto può ospitare ogni genere di assurdità, ma non può sopportare di divenire prevedibile e deve sempre evolversi in nuove incredibili direzioni.


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