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Little Fires Everywhere, Eva contro Eva nella città di Paul Newman

Una miniserie in otto episodi, sviluppata da Liz Tigelaar e ambientata nella comunità apparentemente “perfetta” di Shaker Hights. Ora disponibile su Amazon Prime Video nella versione doppiata in italiano.
di Ilaria Ravarino

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Kerry Washington (43 anni) 31 gennaio 1977, New York City (New York - USA) - Acquario. Interpreta Mia Warren nel film di Lynn Shelton Little Fires Everywhere.
venerdì 10 luglio 2020 - prime video

Disponibile su Amazon Prime Video nella versione doppiata in italiano, dopo aver conquistato nella scorsa primavera gli Stati Uniti, Little Fires Everywhere è una miniserie in otto episodi, sviluppata da Liz Tigelaar e ambientata in una comunità apparentemente “perfetta”, quella di Shaker Hights, dove l’ossessione per l’eccellenza rischia di accendere - letteralmente - insospettabili focolai di ribellione.

EVA CONTRO EVA
Reese Witherspoon è Elena Richardson, madre di quattro bambini, giornalista part time sposata a un avvocato (Joshua Jackson). Perfezionista, pianificatrice e ossessionata dall’idea di rispettare gli altissimi standard della comunità in cui vive - l’isola felice ma non troppo di Shaker Heights - sta sistematicamente rovinando la vita di chi la circonda, in primo luogo quella della figlia “diversa”, Izzy. 

Quintessenza del personaggio “alla Witherspoon” (vedi alla voce Big Little Lies, e non solo) Elena trova il suo contraltare fatale, come donna, ma soprattutto come madre, nella Mia Warren di Kerry Washington, artista “nomade” e madre single, che la bionda signora deciderà di ospitare in casa.

Motori centrali di una storia quasi completamente al femminile, le due attrici sono anche produttrici della miniserie, Washington con la sua Simpson Street e Witherspoon con la Hallo Sunshine (ex Type A), specializzata in storie con protagoniste donne. Ruoli scritti per calzare a pennello sui corpi delle due attrici, qui campionesse di maternità alternativa (e madri anche nella vita: Witherspoon di tre, Washington di due) destinate, inevitabilmente, a fallire.

IL LIBRO: LE DIFFERENZE
Come nel caso di Big Little Lies, anche Little Fires Everywhere è tratto da un romanzo, pubblicato in italiano con il titolo "Tanti piccoli fuochi", di Celeste Ng, scritto nel 2007 e ambientato negli anni Novanta in Ohio.

Molto fedele al materiale letterario, la serie di prende tuttavia alcune libertà nell’adattare la pagina scritta, la più importante delle quali riguarda l’etnia di Warren e della figlia Pearl (Lexi Underwood): se nel libro non è mai specificata, nella serie l’etnia delle due donne è afroamericana, ad alimentare il senso di distanza dal mondo di Ellen. Una afroamericana della working class da una parte, Mia, e una bianca privilegiata con un lavoro part time dall’altra, Ellen: la decisione, racconta la showrunner Liz Tigelaar, sarebbe stata presa in sede di scrittura prima ancora che di casting. “Ci dava l’opportunità di esplorare due diversi punti di vista sulla maternità, raccontando come avere o meno certi privilegi possa influire sull’allevare i figli”.

Un altro cambiamento riguarda infine la sessualità della ribelle Izzy, non specificata nel libro e più “fluida” nella serie, dove un singolo episodio - un bacio dato all’amica April - incrina ulteriormente il rapporto già compromesso con la rigida madre Ellen.

SHAKER HEIGHTS ESISTE DAVVERO?
Nonostante sembri la perfetta parodia della piccola cittadina americana borghese, sulla scorta de la Stepford di La fabbrica delle mogli, la comunità di Shaker Heigts esiste veramente, in Ohio (è, tra le altre cose, la città di nascita di Paul Newman).

Fondata nel 1912 come buon retiro suburbano a pochi passi dall’industrializzata Cleveland, le regole - condensate ancora oggi in un manuale di centinaia di pagine - sono sempre state alla base della vita quotidiana della comunità. È qui che la stessa autrice del romanzo, la sinoamericana Celeste Ng, è cresciuta fin dall’età di dieci anni: “Non mi sono resa conto di quanto fossi stata privilegiata a vivere qui, finché me ne sono andata - ha detto -. A Shaker ho avuto opportunità uniche, una scuola con il planetario e il teatro, corsi e approfondimenti per parlare di discriminazioni e razzismo. Ma Shaker Highs è una bolla, e non ho mai avuto dubbi sul fatto che il mondo, là fuori, fosse molto diverso”.


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