Ezio Bosso era diventato popolare grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo nel 2016 quando, come ospite d'onore, eseguì "Following a Bird". Ma nel mondo della musica era conosciuto da molto tempo. La passione per il pianoforte, nata quando aveva quattro anni, lo ha spinto a intraprendere la carriera come compositore e direttore d'orchestra: per il cinema ha composto alcune colonne sonore, tra le quali quelle di Io non ho paura e Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores. Soffriva da molto tempo di una malattia neurodegenerativa che però non ha mai spento il suo contagioso sorriso e l'attaccamento alla musica (solo l'anno scorso ha dovuto smettere di suonare il pianoforte).
Mi auguro una pandemia di voglia di fare. Dirigere la Patetica è una delle direzioni più difficili che esistono. Credere nella musica non è unicamente un processo di allegria ma è un processo faticoso che, a volte, ti consuma. Lasciarsi guidare dalla musica è anche un gesto di umiltà, riconosci la grandezza dell'altro e diventi grande insieme a lui.