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Torniamo alle grandi opere, approfittiamo del tempo a disposizione

La quarantena è l’occasione giusta per recuperare dei giganti della nostra cultura. #iorestoacasa. 
di Pino Farinotti

martedì 31 marzo 2020 - Focus

Questa situazione di “domiciliari” cui siamo costretti cambia tutte le prospettive, per via del tempo e del “remoto”. Il tempo. Possiamo disporne come non ci è mai successo: dalle testate e dai siti gli specialisti indicano che libro leggere o che film guardare per riempirlo. Redattori e docenti lavorano da casa. Certo, fare lezione davanti a un display non è come da una cattedra di un’aula magna. 

Sono molte le controindicazioni alcune anche decisive, la prima è, naturalmente, il rapporto visivo. Vedi le facce dei tuoi studenti. Anch’io sto ricorrendo al “remoto” nelle lezioni del mio master alla Iulm, “Artiracconto” – rapporto fra libro e film. Dico che è scattato da parte di docente e studenti - 27, tutti laureati, equilibrio maschi e femmine, 23 anni di media - una reazione forte, quasi aggressiva nei confronti di queste condizioni anomale, difficili, magari drammatiche. In questo contesto ho parzialmente modificato il programma, attraverso un racconto storicamente importante, privilegiando la prima opzione del cinema, che è l’evasione che significa, appunto, evadere dal reale. E mai come adesso questo registro è stato propizio. 
 

L’obiezione potrebbe essere: ma l’evasione non è il primo dovere della letteratura, e qui vale una regola, un compromesso: il finale, spesso drammatico del romanzi, il cinema lo ha trasformato in happy end, è una sua prerogativa e un suo diritto, si chiama licenza.
Pino Farinotti

Ho subito proposto un filmato da me realizzato anni fa per MYmovies: un montaggio delle più belle sequenze del musical, che è la più felice espressione della gioia di vivere. C’erano tutti: da Astaire-Rogers, che esordiscono ballando “Night and Day” di Porter, e poi Gene Kelly, i 7 fratelli e le loro spose, Rocky Horror e Jesus ChristJohn Travolta, inoltre inserti particolari di grandissime guest, come Nureyev e Baryšnikov danzatori classici adattati al musical. E molto, molto altro. Con la performance finale della magnifiche Catherine Zeta Jones e Renée Zellweger in Chicago. Vedevo le singole piccole finestre sul display agitarsi per gli interventi degli studenti. Molte di quelle sequenze non facevano parte della loro cultura e della loro età, ma le hanno assunte e amate. 

E poi i grandi classici: le opere, libri e film che hanno formato la nostra educazione culturale e sentimentale. Estendo il concetto a tutte le generazioni, anche se la familiarità con certi titoli e autori va mediata: non c’è dubbio che uno Stephen King o un Dan Brown abbiamo, nell’ultima generazione, maggiore accoglienza di Hugo, Tolstoj, Proust, Joyce o Hemingway, ma, lo dico, è sbagliato. E così ho cercato un ripristino dei giganti della nostra formazione. Persino retrocedendo rispetto ai nomi di sopra, arrivando a Shakespeare, Cervantes e Goethe, con filmografia relativa. Con focus su molti altri. 

Tornando ai “domiciliari”. Voglio estendere la mia indicazione a tutta l’utenza. Un recupero della grande scrittura e del grande cinema. Basta digitare uno dei nomi per avere all’istante la lista dei titoli. E quasi tutti sono reperibili nelle varie forme online come lo streaming. Non sarà solo un “fare di necessità virtù”, sarà un magnifico recupero, una sorpresa inattesa. Un... rifarsi la bocca.     


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