Dal 7 al 17 giugno, il capoluogo emiliano ospiterà la nuova edizione della manifestazione. Il direttore illustra il programma.
di Tommaso Tocci
La biografia, intesa in senso lato, è l'essenza dell'evento che da quindici anni si occupa di scovare e portare in anteprima in Italia quelle storie cinematografiche personali, di piccola e grande rilevanza, in grado di aprire un dialogo tra chi le scopre e chi le racconta. Allargandosi nello spazio cittadino, tra la Manifattura delle Arti e varie sale bolognesi, i dieci giorni del Biografilm Festival vedranno diversi incontri, conferenze e occasioni di confronto a corredo delle sezioni ufficiali.
A presentare un festival che racconta storie di persone è, giustamente "di persona", il direttore Andrea Romeo, che suggella la partnership tra Biografilm e MYmovies con un'introduzione video appositamente realizzata.
Sono molte le prime italiane che rendono orgoglioso il direttore, raccolte durante le tappe più prestigiose del circuito festivaliero (come Cannes e Berlino). A lui il compito di risvegliare l'appetito dei cinefili con una parte - il resto verrà annunciato nelle settimane che ci separano dal festival - del programma. Scorrendo la lista di titoli che saranno mostrati al pubblico, è degna di nota la lista di documentari internazionali in anteprima italiana che compongono la sezione principale del Concorso. Dagli Stati Uniti, Love, Antosha di Garret Price racconta la storia di Anton Yelchin, il giovane attore in rampa di lancio la cui vita è stata interrotta da un tragico incidente a 27 anni. Yelchin ha fatto in tempo a lasciare delle interpretazioni di grande delicatezza e precisione, spaziando dal blockbuster ai progetti più intimisti. Il documentario lo celebra come forza creativa a tutto tondo, attraverso le voci dei colleghi e di materiali d'archivio. Midnight Traveler di Hassan Fazili, invece, ha già stupito le platee del Sundance e ottenuto un'ottima ricezione alla Berlinale, con la sua testimonianza di viaggio di una famiglia di rifugiati resa ancora più immediata e viscerale dall'uso degli smartphone come macchina da presa. Tornando in Italia, Edoardo Gabbriellini, indimenticabile volto di Ovosodo di Virzì nel frattempo diventato regista, porta al Biografilm Festival la prima mondiale di Kemp, ritratto del poliedrico performer britannico che ha calcato palcoscenici e incantato schermi come mimo, ballerino e corpo artistico a tutto tondo.