Nella sua lunga vita (avrebbe compiuto 94 anni a maggio 2017) ha combattuto in una guerra mondiale e ha assistito ai mille bouleversements, dal '68 in avanti, occorsi nel Paese del Sol Levante, quasi sempre da protagonista assoluto, discusso, amato e odiato in egual misura. Quando si vuole guardare a un autore folle, visionario e fuori dagli schemi, ma partorito dal cinema più schiettamente commerciale, uno dei primi nomi a venire in mente è sempre quello di Suzuki Seijun. Per i suoi meriti artistici e per le lotte in nome della libertà creativa, che hanno dato vita a uno dei casi più controversi di ingerenza di una produzione cinematografica nelle scelte di un regista. Una lotta per l'autonomia del regista in un Giappone rigido e imperturbabile al cambiamento. L'uso dei colori primari e la rivoluzione rappresentata dall'adattamento di una messinscena surreale a un contesto hard boiled sono la firma di un autore che ha influenzato i maggiori talenti nel campo del cinema e del fumetto dagli anni '80 in poi.





