Il cantante ne Il ragazzo della Giudecca su sua vera vicenda
ROMA, 5 MAG - Essere il mandante dell'omicidio
dell'amante della madre, ucciso a Siracusa. è l'accusa, nata da
alcuni pentiti, che nel 1993 ha scaraventato il siciliano
Carmelo Zappulla, classe 1955, diventato un famoso interprete
della canzone napoletana melodica, in un incubo giudiziario
risolto da un'assoluzione con formula piena nel 1996. Un'odissea
che Zappulla ha raccontato nel 1998 in un libro, 'Quel ragazzo
della Giudecca un artista alla sbarrà (Power Sound) e che ora
arriva al cinema ne Il ragazzo della Giudecca, dove interpreta
se stesso, diretto da Alfonso Bergamo. Sarà nelle nelle sale in
una sessantina di copie dal 12 maggio, distribuito da Windfall
Cinema Production e West 46th Films.
Nel cast, fra gli altri, anche Luigi Diberti, Tony Sperandeo,
Chiara Iezzi, Mario Donatone, e i cameo di Giancarlo Giannini e
Franco Nero. "Non ho mai perso la fiducia nella giustizia spiega
Zappulla -. Fare il film era un sogno nel cassetto, ma le scene
in prigione mi hanno riportato alle emozioni forti di quei
giorni".
(ANSA)