The Piano in a Factory, Foxy festival e gli altri film.
di Nicoletta Dose
Ieri si sono toccati gli estremi. Da un lato il luccicante mondo di Perfect Wedding, fatto di abiti firmati, eleganza e glamour, dall'altro la bassezza umana della comunità di Bedevilled, imbecille, ignorante e violenta. In mezzo tante altre piccole storie ma soprattutto quella drammatica di Wandering Home e quella spirituale di Paranormal Activity 2 che ha impaurito (ma anche fatto ridere) gli spettatori in sala. La varietà del programma di mercoledì ha dato modo al cinefilo FEFF di confrontarsi con generi cinematografici molto diversi tra loro. Tra tutti spicca la commedia romantica dell'hongkongese Barbara Wong, Perfect Wedding, un mix di dolcezza e sfrontatezza che, attraverso un personaggio femminile dalle molte sfaccettature (la corrispondente orientale dell'americana Carrie Bradshaw di Sex and the City), ha raccontato le conseguenze di un amore apparentemente impossibile: lei cinica organizzatrice di matrimoni con alle spalle un grande amore finito malissimo, lui un giovane in carriera che celebra unioni di ogni tipo tranne quella personale, finendo per rappresentare lo stereotipo del giovane single che non vuole responsabilità. I ruoli si invertono, l'amore trionfa e al pubblico FEFF scende una lacrima. Quella che invece non è scesa nei confronti dell'eroina vendicativa del sud-coreano Bedevilled, una Sposa feroce che si ribella alle regole maschiliste della sua comunità. Tra matrimoni da sogno e violenze inaudite, il cinema orientale sembra quindi si sia lasciato ispirare dall'irriverenza di Sex and the City e dallo spirito vendicativo di uno dei film più popolari d'America, Kill Bill di Tarantino.
Come fabbricare un pianoforte per la figlia
La Mongolia inaugura il pomeriggio di oggi. Dopo l'appuntamento mattiniero con la commedia panasiatica del passato, il festival propone la black comedy Operation Tatar di Baatar Bat-Ulzii, il primo film mongolese al FEFF. La storia vede come protagonista un uomo che ha appena perso il lavoro ma non sa come dirlo alla moglie e alla figlia malata; la via d'uscita potrebbe essere rubare i soldi alla banca a cui ha prestato servizio fino al giorno prima e così organizza il colpo grazie al contributo di un po' di alcolici e il sostegno di un amico prezioso. Subito dopo il sud-coreano Park Hoon-jung, alla regia di The Showdown, un atipico film epico, ci porta ai tempi dell'epoca Ming, dove all'interno di una taverna si consumano gli attriti tra vecchi rivali di guerra. La serata invece racconterà il dramma di un uomo che, messo alle strette dalla figlia, deciderà di costruire da solo un pianoforte tutto per lei; il film, The Piano in a Factory del cinese Zhang Meng mostra gli aspetti più belli dell'amore di un padre per la figlia. Dalla romantica e rigorosa fabbricazione di uno strumento si passa poi all'eccentricità dell'erotic comedy Foxy Festival del sud-coreano Lee Hae-young, un movimentato luna park tragicomico sul sesso, messo in esposizione nei suoi aspetti più esilaranti. E infine il film di mezzanotte, Hantu Kak Limah Balik Rumah del folle regista Mamat Khalid, una horror comedy che continua la saga inaugurata dal cult demenziale Zombi Kampung Pisang. Gli zombie a mezzanotte sono ormai una tradizione del festival.