Birmingham, 5 luglio 2025: seduto su un trono nero, con la formazione originale riunita dopo vent'anni, davanti a 40.000 persone e a 5,8 milioni di fan collegati nel mondo, Ozzy Osbourne canta per l'ultima volta. Espandi ▽
Assiso su un trono, impossibilitato persino a camminare ma ancora capace di sprigionare energia, fino all'ltimo. Lo ricorderemo così Ozzy Osbourne, padre dell'heavy metal, celebrato nell'incredibile serata di Back to the Beginning. Un ritorno a casa e alle origini, là dove tutto ha avuto inizio: al Villa Park di Birmingham, davanti a una folla oceanica, in un tributo reciproco. I fan di fronte a Ozzy; e Ozzy grato a loro, per decenni di fedele devozione. L'esibizione del Principe delle Tenebre si mescola a quella di una band all stars, con Tom Morello, Billy Corgan, i Metallica, Steven Tyler e molti altri rocker che, senza Ozzy e i Black Sabbath, probabilmente avrebbero fatto altro nella vita. Tutti sono consapevoli che per Ozzy sia l'ultimo giro di giostra e che la gratitudine sia un atto dovuto, prima ancora che un sentimento spontaneo.
Il 5 luglio 2025, quando il concerto va in scena, nessuno può sapere che il tempo a disposizione è ormai ridotto a diciassette giorni. Ozzy morirà il 22 luglio, trasformando retroattivamente quella festa in un commiato definitivo. Back to the Beginning acquista così una dimensione che nessuna regia avrebbe potuto programmare: non è soltanto il documento di una giornata memorabile per la storia del rock, ma la testimonianza di un uomo che vuole salutare il proprio pubblico alle sue condizioni, sul palco, circondato dalla musica che ha contribuito a inventare. Non c'è bisogno di aggiungere enfasi al racconto: è la realtà stessa a conferire a ogni inquadratura un peso specifico inatteso